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venerdì 20 ottobre 2017

Pablo Echaurren a Trastevere

Non fermarti!

Il mondo dell'arte non è fermo ma sembra comunque essere un passo al di qua da quello che dovrebbe fare ed un passo al di là delle cose a cui realmente dovrebbe porgere attenzione. Questo non avviene nelle mostra "77 una storia di quarant’anni fa nei lavori di Tano D’Amico e Pablo Echaurren" In corso al MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE. La mostra è il ritratto dell’umanità, dei fatti e degli eventi accaduti nell’anno 1977, la storia di una generazione e di un paese raccontata attraverso le immagini fotografiche di uno tra i maggiori fotografi italiani e le opere di un artista tra i più interessanti della scena contemporanea. Da non perdere.























Il Museo di Roma in Trastevere fa parte dei Musei in Comune ed è sito nell'ex convento carmelitano seicentesco di Piazza S. Egidio, 1/b; nel rione Trastevere a Roma.

http://www.artemagazine.it/appuntamenti/item/5371-notte-al-museo-di-roma-in-trastevere-tra-fumetti-e-musica-jazz

Mostre: Paolo Maccari | D’io

Inaugura giovedì 26 ottobre ore 20.30 la nuova mostra di Paolo Maccari: ritratti e autoritratti; una sfilata di celebrities tra le più scomode in circolazione; scatti iconici scomposti in geometrie sfaccettate; quindici lavori a acquerello realizzati nell’ultimo anno e mezzo. L’esposizione, presso il Wine Bar Camponeschi di Roma, è visibile dal lunedì al sabato fino al 15 novembre.

 Architetto, storico dell’urbanistica, Maccari dà vita nel 2014 a una ricerca dove l’estetica social, il narcisismo e la provocazione del selfie, la cultura kitsch da magazine popolare si fondono. Ne nascono centinaia di volti, dapprima di sé, poi di amici e di star del web, infine di personalità alla ribalta per la propria discutibilità. Tutto incomincia da ironici autoscatti che pubblica a raffica su Instagram: con uno strano corno in fronte; con uno scopino in mano; più spesso a petto nudo e in mutande; circondato da fiori in pose improbabili. 

Attraverso un erotismo e uno humour non troppo velati gioca (e si identifica) con gli stereotipi della notorietà 2.0. Cosa resterà dello tsunami di immagini che inonda la rete? Che valore hanno? «Voglio strappare alla virtualità i bite dei nostri ritratti, voglio portarli nel mondo reale»: da qui le fotografie vengono trasposte su carta. L’acquerello, tecnica prediletta dall’autore, col suo caos e la capacità di cambiare di tono e intensità col tempo, si combina a tratti spigolosi e stilizzati. Le espressioni caratteristiche e sfacciate con una elevata dose ornamentale.

La serie successiva rappresenta “amici”, follower, contatti, di frequente cinquantenni, non moderni Peter Pan ma adulti che non vogliono riconoscersi come tali. I temi indagati sono quelli della dipendenza da social e dell’uso (s)considerato dei mezzi di relazione; le insicurezze e la paura, in fondo, di morire senza aver lasciato alcuna traccia. “Sempre con quel coso in mano” ne è la sezione più recente: ancora ex ragazzi, svestiti, di fronte allo specchio… continuamente con il telefonino, appunto, in mano. «Pose che vogliono mandare messaggi erotici» ma che ne espongono invece la parte più vulnerabile. Di fronte al «pubblico».

Per la mostra presso il Wine Bar Camponeschi intitolata D’io – un racconto autobiografico e un lavoro sull’ambiguità della cura delle apparenze – presenta cinque autoritratti che si mescolano alle raffigurazioni di celebrità. Non icone di stile e sobrietà ma personaggi che hanno creato scandalo, che hanno turbato in qualche modo il comune pensare, antieroi o semplicemente simboli di vacuità e eccessi. Dalle riviste di gossip e patinate alla carta Fabriano. 

L’atteggiamento sfacciato; l’abbigliamento esuberante; un ruolo sociale ricoperto con ottusa ingenuità o sfrontata risolutezza. E la posizione dell’artista è di empatico coinvolgimento, nella volontà di fermare dal flusso delle informazioni ogni strategia di sopravvivenza.



Info:
Paolo Maccari | D’io
Mostra personale di Paolo Maccari
A cura di Umberto Scrocca nell’ambito dell’Electronicartcafè con Takeawaygallery

Inaugurazione: giovedì 26 ottobre ore 20.30
Dal 27 ottobre al 15 novembre 2017
Dal lunedì al sabato ore 17.00-23.00

Wine Bar Camponeschi
Piazza Farnese 50, Roma
Contatti: 337 725 511
Ingresso gratuito

mercoledì 18 ottobre 2017

Luca Vitone al PAC - Cesare Pietroiusti al MLAC

Cerco sollievo

Spesso avverto su di me un peso che mi opprime e riesco a trovare un po' di sollievo solo ogni volta che scorgo giorno, dopo giorno che esistono delle genti, di sovente sono artisti (come in questo caso) con delle menti tali che se le metti nelle condizioni di farlo, se gli offri opportunità e mezzi sono in grado di creare mondi... mondi che vale la pena d'indagare a piene mani, e potendo infilateci pure i piedi. Per cui a tutti gli esploratori delle menti e suoi elementi consiglio di non perdere questi due appuntamenti.








Scusi Vitone, ma con trent'anni di carriera alle spalle ed un'antologica dedicata si sente "arrivato”? «Si è arrivati il giorno che non ci se ne accorge. Quindi no». Criptico, ma soprattutto conciso come un vero genovese, il signor Vitone in questione all'anagrafe è Luca Vitone (Genova, 1964) ed arriva fresco di presentazione della sua prima antologica, "Io, Luca Vitone” (fino al 3 dicembre). 

















INFORMAZIONI Luogo: MLAC - MUSEO LABORATORIO DI ARTE CONTEMPORANEA Indirizzo: Piazzale Aldo Moro 5 - Roma - Lazio Quando: dal 18/10/2017 - al 10/11/2017 Vernissage: 18/10/2017 ore 17 Curatori: Helia Hamedani Generi: arte contemporanea, collettiva Orari: dal lunedì al sabato dalle 15:00 alle 19:00 (salvo ulteriori indicazioni)

Con l'inaugurazione della mostra Contestare l’ovvio, il 18 ottobre 2017 ripartono le iniziative del Mlac - Museo Laboratorio di Arte Contemporanea per l'anno accademico 2017-2018. 
Curata da Helia Hamedani, questa collettiva vede il confronto tra i lavori di Marco Bernardi, Fabrizio Cicero, Marco Colazzo, Rita Mandolini e Pasquale Polidori, ed ospiterà il 9 novembre una lezione-performance di Cesare Pietroiusti sul tema dell'ovviare. 

martedì 17 ottobre 2017

Mostra "Enrico Benaglia, Collezione di sogni" alla galleria d'arte Edarcom Europa



Venerdì 20 ottobre alle ore 18, presso la galleria Edarcom Europa, in via Macedonia 12 a Roma, verrà inaugurata la mostra "COLLEZIONE DI SOGNI", personale dedicata al lavoro dell'artista Enrico Benaglia.

Attraverso le opere della collezione della galleria il visitatore potrà ripercorrere l'evoluzione del personalissimo linguaggio di Benaglia dagli anni '70 ad oggi

Oltre quaranta opere tra dipinti ad olio, pastelli e sculture per immergersi in un mondo surreale ed intimo dove la sensibilità dell'artista ha saputo tracciare con ironia e delicatezza i temi dell'ormai ampio e famoso immaginario onirico: fragili e dinamiche figure di carta, siepi e giardini di sapore esotico, architetture di cento anni fa come eleganti scenografie notturne, la musica di note galleggianti fuori dallo spartito, il frenetico ballo in una notte di estate, l'immancabile giocattolo di latta testimone della lieta infanzia, l'equilibrio precario tra la gioia e la solitudine.

La mostra, curata da Francesco Ciaffi, sarà visibile con ingresso libero fino a domenica 12 novembre.

INFORMAZIONI

MOSTRA: Enrico Benaglia | Collezione di sogni
PERIODO: 20 ottobre – 12 novembre 2017
INAUGURAZIONE: venerdì 20 ottobre ore 18,00
ORGANIZZAZIONE: Edarcom Europa 
INDIRIZZO: Via Macedonia, 12 - Roma
ORARIO: LUN – SAB 10,30/13,00 - 15,30/19,30 (dal 12 novembre al 17 dicembre la galleria sarà aperta anche la domenica)
INFO: 06.7802620

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Edarcom Europa
Galleria d'Arte Contemporanea
Via Macedonia, 12/16
00179 Roma
t. 06 7802620



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lunedì 16 ottobre 2017

Ultimi giorni di apertura per la mostra TRA GUERCINO E DE NITTIS. DUE COLLEZIONI SI INCONTRANO | Casa De Rodis, Domodossola


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Ultimi giorni per visitare la mostra 

Tra Guercino e De Nittis

Due collezioni si incontrano

a cura di Stefano Papetti e Antonio D'Amico

21, 22 e 28 ottobre 2017

Domodossola, Casa De Rodis
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Ultimi giorni per visitare l'esposizione Tra Guercino e De Nittis. Due collezioni si incontrano a Casa De Rodis a Domossola, dal 2014 sede espositiva della Collezione Poscio. Non solo una mostra, ma un progetto di ampio respiro finalizzato a contribuire al restauro del patrimonio artistico marchigiano, seriamente compromesso dagli eventi sismici che hanno colpito la regione dall'agosto 2016.

L'esposizione, realizzata in collaborazione con la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, racconta la storia di due collezionisti, Antonio Ceci (1852-1920) e Alessandro Poscio (1928-2013): chirurgo marchigiano di adozione pisana il primo, imprenditore piemontese con la passione per la pittura il secondo. 

Per la prima volta un nucleo di opere delle loro collezioni vengono messe a confronto, evidenziando accostamenti e suggestioni inaspettati ma profondamente in sintonia. Seppur lontani geograficamente, Antonio e Alessandro si rivelano due uomini dinamici che vivono il loro tempo sognando a occhi aperti davanti all'incanto dell'arte tra disegni e dipinti.

In mostra sono svelati i segreti e le passioni di entrambi i collezionisti che riflettono comuni interessi artistici: dai ritratti ai paesaggi, da vedute che inquadrano la natura a stretto contatto con l'uomo, a sguardi che comunicano i misteri e i fascini di storie lontane, quanto vicine. 

Da Ascoli Piceno arrivano a Domodossola, tra gli altri, un gruppo prezioso di disegni di artisti quali Pietro da Cortona, Guercino, Luca Giordano e Domenico Morelli, ma anche tele affascinanti quali i suggestivi paesaggi ad olio di Alessandro Magnasco e Francesco Zuccarelli, la sublime Passeggiata amorosa di Pelizza da Volpedo, l'incantevole Pax di Luigi Nono. Della collezione Poscio invece si possono ammirare il luminoso Sole d'ottobre di Carlo Fornara, Veduta delle Alpi Lepontine di Giovanni Battista Ciolina, la realistica quanto magica Stradina a Settignano di Telemaco Signorini, due romantici e intensi paesaggi di Antonio Fontanesi e una fitta Querceta di Giovanni Fattori.

Tra Guercino e De Nittis. Due collezioni si incontrano è anche l'occasione per studiare opere ancora inedite e mai presentate al grande pubblico, come nel caso del San Gerolamo, attribuito al pittore caravaggesco Lionello Spada o alla deliziosa Vergine in preghiera, un piccolo rametto che appartiene al giovane Sassoferrato.

Il catalogo, edito da Cattaneo Editore, presenta contributi di importanti studiosi, come Annie-Paule Quinsac, Carlo Sisi, Fernando Mazzocca, Cinzia Virno, Maria Silvia Proni, Dario Gnemmi e i curatori della mostra e sarà oggetto di una raccolta fondi che contribuirà al restauro di un capolavoro dell'arte marchigiana compromesso dal sisma, ovvero la Madonna in trono fra i santi Sebastiano e Caterina d'Alessandria, una tavola del pittore austriaco Pietro Alamanno, attivo ad Ascoli Piceno nella seconda metà del XV secolo. La pala d'altare proviene dalla distrutta chiesa di San Silvestro ai Sassi, una suggestiva località montana del comune di Ascoli Piceno.

"L'espressione 'appassionata incompetenza', apparentemente contraddittoria, orgogliosamente modesta, commercialmente inefficace nell'attestare una mancanza di sapere, è il cuore della collezione iniziata da mio marito e da me profondamente condivisa." – racconta Paola Poscio – "Passione che coinvolge e sorprende anima e cuore...incompetente perché la scelta delle opere avviene fuori da ogni schema accademico, quasi per un'istintiva folgorazione, per la forza e l'intensità dell'emozione che suscita. È una raccolta di opere che - nel corso di oltre 50 anni - attraversa con disinvoltura epoche, linguaggi, stili diversi, ognuna episodio di un'avventura fatta di incontri, occasioni fortunate, rivelazioni e innamoramenti, diventando una sorta di diario".

La mostra è anche una bella occasione per scoprire Casa De Rodis, luogo in cui una parte della collezione Poscio è esposta. Palazzetto di origine medioevale in Piazza Mercato, un tempo dimora della famiglia De Rodis, di antica nobiltà antigoriana. L'antica dimora è stata oggetto di un'attenta ristrutturazione che da una parte ha recuperato tutti gli elementi storico-architettonici e dall'altra ha saputo reinterpretare in chiave moderna le caratteristiche dell'edificio e la sua storia.

Dal centro storico di Domodossola inoltre è possibile avventurarsi alla scoperta della cosiddetta Valle dei Pittori, la Val Vigezzo, conosciuta per la storica presenza di paesaggisti e ritrattisti, alcuni dei quali esposti in mostra, come Lorenzo Peretti Junior, Carlo Fornara e Giovanni Battista Ciolina. La valle si snoda da Domodossola fino al confine svizzero, verso Locarno, attraverso un suggestivo tragitto percorribile anche con il trenino panoramico della "Vigezzina".

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