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venerdì 29 luglio 2016

The Milky Way 3 | Galleria Giò Marconi, giovedì 10 novembre 2016, Milano



The Milky Way arriva a Milano.


Giovedì 10 novembre 2016, presso la Galleria Giò Marconi, si svolgerà la terza edizione del progetto ideato e curato da Damiana Leoni, nato nel 2013 dalla collaborazione con la Fondazione Pianoterra per sostenere i progetti e le attività dell'Associazione Pianoterra onlus e diffonderne la conoscenza.

The Milky Way è una mostra d'arte collettiva di raccolta fondi che coinvolge artisti contemporanei italiani e stranieri che, con le loro opere, scelgono di supportare i progetti di Associazione Pianoterra onlus a favore di donne in gravidanza, neo-genitori e bimbi piccoli che vivono in contesti difficili a Napoli e a Roma.

The Milky Way è un'iniziativa che va al di là della semplice raccolta fondi: è un modo per costruire e dare spessore a una rete di persone impegnate a realizzare un welfare comunitario in grado di prendersi cura, educare, contenere e riparare, ma soprattutto prevenire. Protagonisti di questo progetto sono in primo luogo gli artisti: creare significa trasformare, e l'opera d'arte è un moltiplicatore di energie che agisce sulla realtà circostante dischiudendo lo sguardo dell'osservatore a possibilità inedite, strade nuove, mondi possibili.

The Milky Way 3, a Milano, è una nuova tappa di questo percorso di conoscenza e sensibilizzazione intrapreso da Pianoterra con il supporto di Damiana Leoni, iniziato a Napoli nel 2013 - con l'ospitalità della Galleria Lia Rumma - coinvolgendo ventiquattro artisti attorno al tema dell'accudimento e del nutrimento a sostegno delle attività di Pianoterra a Napoli, e proseguito a Roma nel 2014 - con l'ospitalità della galleria Studio Sales di Norberto Ruggeri - raccogliendo trentuno artisti che si sono confrontati sul tema dell'interconnessione tra soggetti diversi e tra questi e il mondo circostante, contribuendo al lancio del programma 1000 Giorni a Roma.

1000 giorni è un programma di intervento precoce, multidimensionale e integrato rivolto a donne in gravidanza e bambini fino ai tre anni di età che vivono in contesti di marginalità e vulnerabilità. Simbolo di 1000 Giorni è la Valigia Maternità, che contiene beni di prima necessità per mamma e bambino al momento del parto e che viene donata alle donne prese in carico dal programma fin dal quarto mese di gravidanza.

E proprio la preziosa Valigia Maternità, simbolo del programma, sarà al centro della tappa milanese ospitata dalla Galleria Giò Marconi il prossimo novembre: con il contributo prezioso di quaranta artisti, a cui è stato chiesto di immaginare ciò che vorrebbero mettere in un'ipotetica valigia pronta per un viaggio, o per la vita, The Milky Way 3 accompagnerà la piena realizzazione del programma 1000 Giorni

The Milky Way 3 sarà dunque un'occasione per sostenere questo importante programma ideato da Pianoterra, ma anche per aprire una riflessione sullo stretto indispensabile, su quel bagaglio di oggetti, immagini, emozioni che ognuno di noi porta a corredo dei momenti fondamentali della propria vita, a cui siamo intimamente e profondamente legati, di cui forse potremmo anche fare a meno, ma senza i quali non saremmo sicuramente gli stessi.






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giovedì 28 luglio 2016

Le mostre di ViDi: aperture speciali ad agosto e nuovi progetti per l'autunno 2016



Le mostre di ViDi aperte ad agosto

Fumetto italiano
Cinquant'anni di romanzi disegnati
Fino al 4 settembre
Castello Pasquini, Castiglioncello (LI)


La mostra "Fumetto italiano. Cinquant'anni di romanzi disegnati" in corso al Castello Pasquini di Castiglioncello (LI) fino al 4 settembre, resterà aperta per tutto il mese di agosto. 

Anche lunedì 15 agosto sarà possibile immergersi nello straordinario mondo della nona arte e scoprire i Maestri del fumetto di ieri e di oggi attraverso personaggi unici, scenari mutevoli, tavolozze colorate, nero di china e bianchi abbaglianti. 

Un appuntamento imperdibile per gli appassionati da sempre e un'ottima occasione per chi vuole avvicinarsi e approfondire la "nona arte" in tutte le sue molteplici espressioni.

La mostra presenta circa trecento tavole originali, disposte in ordine cronologico e per la prima volta affiancate, di romanzi a fumetti scritti e disegnati da un unico autore: da Hugo Pratt a AltanCarlo Ambrosini, Ausonia, Dino Battaglia, Paolo Bacilieri, Roberto Baldazzini, Sara Colaone, Marco Corona, Elfo, Luca Enoch, Guido Crepax, Manuele Fior, Otto Gabos, Massimo Giacon, Gabriella Giandelli, Vittorio Giardino, Francesca Ghermandi, Gipi, Igort, Piero Macola, Magnus, Milo Manara, Lorenzo Mattotti, Attilio Micheluzzi, Marino Neri, Leo Ortolani, Giuseppe Palumbo, Andrea Pazienza, Tuono Pettinato, Sergio Ponchione, Davide Reviati, Filippo Scozzari, Davide Toffolo, Sergio Toppi, Pia Valentinis, Sebastiano Vilella, Vanna Vinci, Fabio Visintin, Zerocalcare.

Il progetto espositivo indaga generi narrativi molto diversi tra loro - romanzi d'azione, romanzi psicologici, romanzi biografici o storici, romanzi satirici, romanzi tratti da classici della letteratura, romanzi contenuti in un solo volume, romanzi seriali – ma che, grazie al percorso espositivo, risultano come suggestivi capitoli di un lungo racconto fatto di immagini e di parole fuse assieme dal linguaggio alchemico delle vignette.
Il progetto "Fumetto italiano. Cinquant'anni di romanzi disegnati" è una co-produzione di ViDi Agema® SpA

La mostra, promossa dal Comune di Rosignano Marittimo in collaborazione con Armunia, è curata da Paolo Barcucci e da Silvano Mezzavilla con la consulenza scientifica di Daniele Barbieri, Sergio Brancato, Stefano Cristante, Enrico Fornaroli, Pier Luigi Gaspa, Giulio Giorello e Luca Raffaelli.

Orari
Dal martedì alla domenica: 18.00 –23.00
Lunedì 15 agosto: 18.00 23.00
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Fate, Elfi e Folletti
I segreti del Piccolo Popolo
Fino al 1 novembre
Villa Mirabello, Parco della Reggia di Monza


Per tutto il mese di agosto sarà possibile immergersi nel magico mondo della mostra "Fate, Elfi e Folletti. I segreti del Piccolo Popolo" allestita nella splendida Villa Mirabello all'interno del Parco della Reggia di Monza.

Un allestimento scenografico fatto di suoni, colori e suggestioni conduce i bambini in luoghi magici dove l'immaginazione e il fantastico subentrano al reale. 

Anche durante il periodo estivo, i piccoli visitatori - dai 3 agli 8 anni – potranno partecipare alle speciali visite guidate da un animatore che condurrà bambini e genitori lungo il percorso espositivo attraverso una serie di racconti, giochi e attività per scoprire fate, nani, coboldi, elfi e folletti e avvicinarsi alla Natura che li ospita. 

Una meta ideale per una gita fuori porta che unisce l'esperienza di visita alla mostra ad una piacevole passeggiata nel bellissimo Parco di Monza dove, grazie ai diversi percorsi tracciati per i visitatori, si potrà scoprire la ricca flora e toccare con mano l'energia della natura. 

Gli itinerari sono consultabili sul sito http://www.reggiadimonza.it/it/content/page/itinerari-nel-parco

E' possibile raggiungere la Villa Mirabello a piedi, in bicicletta usufruendo del servizio noleggio e con un trenino che effettua un tour alla scoperta degli angoli più nascosti del Parco. 

Nei pressi della sede espositiva sono disponibili diversi punti ristoro (http://www.reggiadimonza.it/it/cose-da-fare-e-vedere?field_pertinenza_tid=4&field_tema_tid=12).

Il progetto, a cura di Corrado Beretta e di Corrado Accordino, è ideato, prodotto e organizzato da ViDi in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, La danza immobile / Teatro Binario 7, Creda Onlus e con il patrocinio del Comune di Monza.

Orari
Mercoledì, giovedì e venerdì: 15.00 - 18.30 
Sabato, domenica e festivi: 10.30 - 19.30
Lunedì 15 agosto: 10.30 –19.30


 Le mostre di ViDi dell'autunno 2016 



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martedì 26 luglio 2016

Arriva a Firenze la mostra "La Divina Commedia di Venturino Venturi", dal 29 settembre 2016, Villa Bardini Peyron





Una rilettura in chiave contemporanea della Divina Commedia per studenti e famiglie, un percorso interattivo di conoscenza dell'universo di Dante e la cornice del luogo più bello da dove ammirare Firenze, Villa Bardini: queste sono le caratteristiche del progetto culturale La Divina Commedia di Venturino Venturi, una mostra sostenuta e promossa da Generali Italia attraverso "Valore Cultura" - il programma con cui la Compagnia promuove la diffusione di attività culturali per renderle accessibili a un pubblico sempre più vasto e per creare valore per il territorio - e in collaborazione con l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron.

La mostra e l'ingresso alla villa saranno gratuiti per i cinque mesi del periodo dell'esposizione.

L'iniziativa consente di rileggere e ammirare i versi di Dante interpretati in chiave contemporanea dall'artista toscano Venturino Venturi (Loro Ciuffenna, 6 aprile 1918 – Terranuova Bracciolini, 28 gennaio 2002) che fu uno straordinario interprete della cultura del secondo Novecento.

In mostra sono esposte per la prima volta 54 opere su carta disegnate dall'artista nei primi anni '80 e ideate insieme al raffinato poeta dell'ermetismo Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), in cui sono rappresentate alcune terzine della Divina Commedia destinate a comporre una edizione realizzata nel 1984 da Edizioni Pananti Firenze.

Novità assoluta, la visita della mostra – arricchita da innovative soluzioni tecnologiche – è anche un'esperienza "immersiva": installazioni multimediali riproducono l'immaginario dell'Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, partendo dalle illustrazioni di Botticelli del classico dantesco arrivando alle opere di Venturi.

La mostra La Divina Commedia di Venturino Venturi vede il patrocinio del Comune di Firenze e della Società Dantesca con la collaborazione dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, è organizzata da Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron con il coordinamento di Arthemisia Group ed è promossa e sostenuta da Generali Italia.

L'esposizione ospitata dal 29 settembre 2016 al 26 febbraio 2017 a Villa Bardini Peyron a Firenze è curata da Lucia Fiaschi, direttrice dell'Archivio e del Museo Venturino Venturi.

In linea con le finalità di "Valore Cultura", la mostra sarà accompagnata da un ricco e articolato programma di attività dedicate agli studenti: visite guidate e laboratori si aggiungono workshop e seminari di grafica e fotografia.


Info e prenotazioni
T. +39 055 20066206 (dal lunedì al venerdì, ore 9.30 – 17.30) | T. +39 055 2638599 (sabato e domenica, ore 10 – 19)
info@bardinipeyron.it | www.bardinipeyron.it


giovedì 21 luglio 2016

stellaria solaris garden project _2016 mostra personale di Michele Guido, a cura di Lorenzo Madaro Palazzo Comi, Gagliano del Capo Inaugurazione 30 luglio 2016

stellaria solaris garden project _2016

mostra personale di Michele Guido, a cura di Lorenzo Madaro

Palazzo Comi, Gagliano del Capo

Inaugurazione 30 luglio 2016



Artista: Michele Guido
Curatore: Lorenzo Madaro
Titolo della mostra: stellaria solaris garden project _2016

Luogo: Palazzo Comi - assocazione Via Vai, via XXIV maggio 32-34, Gagliano del Capo (Lecce)

Durata: 30 luglio | 15 agosto 2016. Tutti i giorni dalle 19 alle 22.30.

Inaugurazione: 30 luglio ore 19.00

Info: 338.63.38.627

In collaborazione con Galleria Lia Rumma, Milano - Napoli.

Nello spazio del piano terra di Palazzo Comi si genera un rapporto tra l'architettura e le opere dell'artista, che appaiono come incastonate al suo interno.

stellaria solaris garden project_2016, la prima personale di Michele Guido (Aradeo, 1976; vive e lavora a Milano) in Puglia, si sviluppa sulla relazione che intercorre tra il mondo marino e quello delle piante e sul rapporto terra-luce.

Dalla scansione della conchiglia – stellaria solaris – si genera una struttura geometrica che crea la foglia.

Sul fondo della sala, una sezione del frutto di loto proietta il disegno del rosone della cattedrale di Troia e dialoga idealmente con l'opera installata sulla parte opposta, che rivela il processo della fillotassi del girasole, esplicitando la disposizione geometrica dei semi al suo interno.

Nello spazio, il dialogo continua grazie alla presenza di un tempio creato dalla stellaria solaris e da due progetti installati a parete.



Profilo biografico di Michele Guido
Michele Guido (Aradeo - Lecce, 1976; vive e lavora a Milano).
Partecipa al progetto di residenza "Made in Filandia" nel 2011 e riceve il "Premio Rotary" nel 2010, mentre nel 2008 quello della Fondazione Pomodoro per giovani scultori. Tra le ultime mostre personali: nel 2014 "operadelocalizzata garden project" presso il museo Carlo Zauli e il museo MIC di Faenza; mentre nella galleria Z2O | Sara Zanin, Roma realizza: "z2o garden project" nel 2009, "02.02.13 garden project" nel 2013, "il tesoro di atreo garden project" con H. Nagasawa nel 2015. Tra le principali collettive: "La Forma della Città", Eduardo Secci, (Firenze, 2016); "Biennale del disegno. Krobilos", FAR (Rimini 2014); "senza titolo", galleria Lia Rumma (Napoli 2013); "Botanica", Fondazione Plart (Napoli 2011); "Segnare/Disegnare", Accademia di San Luca (Roma 2009); Premio per Giovani Scultori, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Milano 2008).

La mostra si inserisce nell'ambito di un programma più ampio, nato a conferma dell'importante lavoro svolto negli ultimi sette anni di Capo d'arte. L'associazione no-profit ha liberato le energie di Gagliano del Capo, un paese al di fuori dei percorsi turistici convenzionali che ha saputo preservarsi in tutta la propria autenticità storica e morfologica, dando vita a un circolo virtuoso nel segno della contemporaneità. Il 30 luglio è pertanto l'occasione per scoprire come progetti nati in autonomia – tra cui la personale di Michele Guido a Palazzo Comi – aderiscano a un obiettivo comune e lavorino in sinergia, accomunati dalla volontà di aprire nuove strade per uno sviluppo consapevole delle eccellenze artistiche e delle risorse creative locali in collaborazione con artisti in Italia e all'estero.


Il calendario espositivo prevede quindi:

Per il terzo anno consecutivo la direzione artistica di Capo d'Arte è affidata a Massimo Torrigiani. Quest'anno è stata invitata l'artista indiana Shilpa Gupta (Bombay, 1979), tra le più conosciute del mondo asiatico e con già al suo attivo un'importante carriera internazionale, che affronta nei suoi lavori tematiche quali desiderio, religione, nazione e identità. L'opera scelta per ALTROVE è "MY EAST IS YOUR WEST", una grande installazione luminosa e animata che vuole stimolare una riflessione sul pregiudizio, inteso come frutto di condizionamenti sociopolitici e culturali legati all'appartenenza geografica dell'"altro". Il lavoro di Shilpa Gupta sarà collocato nella piazza principale di Gagliano del Capo, sul tetto di Palazzo Daniele - sede dell'associazione Capo d'Arte - edificio storico costruito intorno alla metà del XIX secolo, su progetto dell'architetto Domenico Malinconico. Inaugurazione ore 20.

Quest'anno Capo d'Arte ha avviato una prestigiosa partnership con l'Accademia di Francia di Roma con un ciclo di residenze d'artista a Gagliano del Capo, la prima delle quali ha visto come ospiti il duo francese di street artist Lek & Sowat (Frédéric Malek e Mathieu Kendrick), borsisti a Villa Medici per l'anno 2015-2016. Dalla collaborazione è nato il progetto per un'opera site specific che i due artisti realizzeranno il prossimo 30 luglio, avvolgendo con il cellophane un edificio abbandonato in piazza Falcone e Borsellino. La realizzazione dell'opera conclude la residenza artistica di Lex & Sowat a Gagliano, nel corso della quale sono stati realizzati altri due lavori site specific. Per il primo i due hanno lavorato su un vagone ferroviario abbandonato lungo un binario morto. Il secondo intervento, realizzato con la stessa tecnica, è una black box in corso Umberto I con una porta a vetri che affaccia sulla piazza principale del paese.


Claudio Abate: Testimonianze 1964 – 1979 - Alle ore 19:00 in Corso Umberto I, 62 verrà inaugurata la mostra del fotografo romano Claudio Abate. La crescita artistica di Abate coincide con l'epoca che vede la nascita dell'Arte Povera, l'Arte Concettuale, la Body Art e la performance: l'Italia è un vivo centro sperimentale d'avanguardia e la sua opera fotografica ce ne restituisce un ritratto altrimenti perduto. L'esposizione conta circa venti fotografie storiche e rimarrà aperta al pubblico fino al 31 agosto dalle ore 19:00 alle ore 23:00.


Caverne, Pietre e Luci – "Lastation", Piazza Bitonti e Piazza San Rocco ospiteranno la mostra del filmmaker e artista visivo spagnolo Carlos Casas all'interno del programma di Indagine sulle Terre Estreme a cura di Ramdom. Partendo per un viaggio fisico e introspettivo nel capo di Leuca, l'artista ha avuto modo di indagare il territorio nella sua componente morfologica e in quella storica, esplorando le grotte e gli anfratti modellati dal mare a dall'intenso lavoro degli spaccapietre. La luce naturale che filtra nelle grotte del capo di Leuca diventa un elemento fondamentale del suo viaggio insieme alla maestosità dei paesaggi naturali così intimamente legati alla storia degli uomini. In questa esplorazione del territorio Casas ha avuto modo di riscoprire il legame antico che lega l'animo umano a caverne, pietre e luci, gli elementi naturali che danno il nome alla sua personale. La mostra sarà aperta fino al 21 agosto, tutti i giorni dalle 19:00 alle 22:00.




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mercoledì 20 luglio 2016

Mostra "Barbie. The Icon" > Promo Famiglia per l'estate fino al 31 agosto > Palazzo Albergati, Bologna


Promo Famiglia per l'estate di
Barbie. The Icon
Da oggi e fino al 31 agosto è possibile acquistare il pacchetto famiglia
al prezzo scontato di 22 € anziché 35,50 €


(22 € Biglietto open + prevendita se acquistato on line)  

fino al 2 ottobre 2016 > Palazzo Albergati, Bologna



Barbie. The icon © Mattel Inc.
Da oggi al via la Promo Famiglia per la mostra Barbie the Icon in corso a Palazzo Albergati di Bologna.
Per agevolare le famiglie che rimangono in città nel periodo estivo, da oggi e fino al 31 agosto è possibile acquistare il pacchetto famiglia al prezzo scontato di 22 € (più diritti di prevendita se acquistato online) invece di 35,50 €, con un risparmio di oltre 13,00 €.
Il biglietto da diritto all'ingresso in mostra di due adulti e un massimo di 3 bambini.
Per maggiori informazioni www.palazzoalbergati.com

Il suo vero nome è Barbara Millicent Roberts, ma per tutti è solo Barbie.
Barbie è un'icona globale, che in 57 anni di vita è riuscita ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale, antropologica. Per questo motivo la sua figura attrae sempre più l'attenzione come fenomeno culturale e sociologico e per questo è celebrata nelle più importanti sedi museali del mondo.
Dal 18 maggio e fino al 2 ottobre 2016 Palazzo Albergati a Bologna ospita una delle più ampie retrospettive dedicate a Barbie – con oltre 500 pezzi esposti - contemporaneamente al Louvre di Parigi e al Vittoriano di Roma.

Con il patrocinio del Comune di Bologna la mostra Barbie. The Icon, curata da Massimiliano Capella, è coprodotta da Arthemisia Group e 24ORE Cultura – Gruppo 24ORE e realizzata in collaborazione con Mattel.
La mostra è realizzata anche grazie Trenitalia sponsor tecnico, con supporto di Il Sole 24 ORE, Domenica 24 ORE e Radio24.

La mostra bolognese si compone di 531 Barbie, e si potranno ammirare Barbie provenienti da tutto il mondo, Barbie vestite dai più grandi stilisti, e molto altro ancora.
Per l'occasione saranno presentati alcuni "modelli" del tutto inediti, quali quelli Vintage degli anni sessanta o le fashion Silkstone Barbie Dolls alle quali è dedicata un'inedita sezione.
Note anche come Fashion Model Barbie Dolls e Lingerie Model Barbie Dolls, queste furono fatte di una plastica molto dura, per imitare la porcellana. Popolari fin da subito per il loro sapore vintage, conquistano un posto d'eccezione all'interno di molte collezioni.

Barbie. The Icon racconta l'incredibile vita di questa bambola che si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali della società lungo oltre mezzo secolo di storia ma, a differenza di altri miti della contemporaneità che sono rimasti stritolati dal passare del tempo, ha avuto il privilegio di resistere allo scorrere degli anni e attraversare epoche e terre lontane, rappresentando oltre 50 diverse nazionalità, e rafforzando così la sua identità di specchio dell'immaginario globale.

Dal giorno in cui ha debuttato al New York International Toy Fair, esattamente il 9 marzo 1959, Barbie ha intrapreso mille diverse professioni. È andata sulla luna, è diventata ambasciatrice Unicef e ha indossato un miliardo di abiti per 980 milioni di metri di stoffa. Soprattutto Barbie è cambiata con lo scorrere del tempo, non solo delle mode o della moda, e si è trasformata per essere sempre al passo con il mondo. Ed è diventata una vera e propria icona.

Il percorso espositivo è studiato per offrire diversi livelli di lettura: alle informazioni di approfondimento storico e culturale per il pubblico adulto, si affiancano postazioni pensate per i bambini che, attraverso una serie di attività coinvolgenti, potranno approfondire la storia di Barbie.



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martedì 19 luglio 2016

Per la XXI Triennale di Milano, Francesco Librizzi mette in scena la prima stanza dell’uomo: il D1. In mostra all’interno di“Stanze. Altre filosofie dell’abitare” un’istallazione poetica che ci parla delle origini dell’abitare.

Alla XXI Triennale di Milano, nell'ambito della mostra"Stanze. Altre filosofie dell'abitare" - a cura di Beppe Finessi - Francesco Librizzi interpreta lo spazio secondo la propria poetica, mettendo in scena la prima stanza dell'uomo. 

Si chiama D1, è una stanza che racconta la scoperta dello spazio domestico: la rivelazione della linea che ci divide dalla natura, oltre la quale lo spazio non è più selvatico.

La scoperta dello spazio domestico
D1 mette in scena un modo di abitare senza tempo, radicato nella memoria collettiva di tutto il bacino mediterraneo: un ambiente vuoto, posizionato al centro, che fa da cardine a una serie di spazi satellite che gli orbitano attorno. 

D1 fa leva sulla fantasia mitica di un momento originario in cui, per la prima volta, un uomo si è fermato perché affascinato dalle qualità di un luogo e ha deciso di rimanervi.

In questo senso D1 è la "prima stanza dell'uomo": il luogo con cui ci siamo identificati e dove ci siamo accorti di non essere più nomadi; quel luogo al centro di tutto dove portiamo ciò che raccogliamo nel nostro cammino e attorno al quale costruiamo la nostra casa.

La creazione dello spazio
Lo spazio è formato da tre recinti concentrici di esili colonne di metallo colorato, che sospendono a quote diverse una linea continua di trabeazione. 
- Il primo recinto è un limite blu, che separa dallo spazio esterno e porta dal paesaggio all'architettura. 
- Il secondo, in rosso, è la soglia che identifica e contiene lo spazio interno. 
- Il terzo limite è il perimetro di un tavolo, che determina il passaggio di scala da uno spazio degli uomini ad uno popolato da oggetti. 
Sul piano del tavolo un "trionfo" di microarchitetture celebra il valore degli oggetti che scegliamo di portare con noi. 
Un cielo architettonico incombe, creando una volta artificiale che - proiettandosi sullo spazio interno - determina il campo in cui orbitano gli arredi. 
La stanza rivela i propri limiti gradualmente, manifestando la soglia tra interno ed esterno per evidenziare il ruolo dell'architettura nella mediazione tra paesaggio, spazio domestico e oggetti.
D1 è in effetti il progetto della soglia che ci divide dalla natura, oltre la quale lo spazio non è più selvatico ma domestico.

La struttura 
La struttura del D1 esplora la molteplicità di soglie e involucri nei passaggi di scala in architettura. 
La presenza di elementi strutturali a vista, mette in luce l'influenza che gli oggetti hanno nel determinare i campi di esercizio delle nostre azioni. Recinti concentrici compongono la dialettica tra interno ed esterno, da cui si generano una molteplicità di spazi possibili.

Realizzata da De Castelli con precisione assoluta, la sezione degli elementi metallici che costituiscono la trabeazione varia a seconda dell'altezza da terra della trabeazione stessa, da un minimo di 25x25 mm fino ad un massimo di 25x70 mm. 
Per evidenziare la natura profondamente metallica della struttura si è scelto di utilizzare una finitura che avesse un tono cromatico ma che lasciasse trasparire le caratteristiche materiche dell'acciaio. 

Trionfi da tavola
Il tavolo del D1 racconta la necessità per l'uomo di assegnarsi limiti. Sul tavolo campeggiano delle micro architetture; i "trionfi da tavola" mettono in scena la necessità dell'uomo di dare rilievo e portare in evidenza ciò in cui crede e che ritiene importante tenere con sè
Realizzati da Emmemobili, sono costituiti da elementi in ottone tagliati ad acqua, sono assemblati e saldati in argento per formare telai continui con struttura reticolare. 

Le sedute e la scelta di stare.
Nella "prima stanza dell'uomo", le sedie esprimono la sua consapevolezza di voler rimanere in quel luogo. Sedute diverse ci raccontano il tempo molteplice che viviamo nello spazio domestico: l'azione attorno a un tavolo o semplicemente la necessità di sedersi. 
Realizzate da Zanotta, le sedie con braccioli nascono in continuità con due tradizioni: da una parte riprendono l'immagine delle poltroncine di Vienna, dall'altra si rifanno all'interpretazione moderna delle sedute in tubolare di acciaio che sfruttano le proprietà elastiche del metallo introducendo il tema della seduta "cantilever".
Il risultato è una sedia dall'impressione fortemente familiare ma con una innovazione tecnica originale.
I telai sono realizzati con un profilo di acciaio estruso a sezione quadrata piena di 12 mm.

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Struttura: De Castelli 
Sedute: Zanotta
Trionfi da tavola: Emmemobili
Marmi: Lo Bianco Marmi
Opere in cemento: Sara Galli

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XXI Triennale International Exhibition
Palazzo dell'Arte, Milano

"21st Century. Design after Design"
2 aprile – 12 settembre 2016
Stanze. Altre filosofie dell'abitare
Curatore: Beppe Finessi

Progetto di allestimento: Gianni Filindeu 
Progetto grafico: Leonardo Sonnoli
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Francesco Librizzi 
www.francescolibrizzi.com

Architetto, classe 1977.
Il suo lavoro è stato esposto da istituzioni quali il Louvre di Parigi, la Triennale di Milano, la Biennale di Venezia. 
Ha ricevuto premi e riconoscimenti come il Prix Émile Hermès (2008), la Menzione d'Onore Compasso d'Oro (2014)
Casa G, cover project di Abitare 538, per le sue qualità spaziali e materiche nel 2015 ha vinto il premio "AZ Awards" come Best Residential Interior 2015 e il PremioArchmarathon 2015 nella sezione "Private Housing". 
Tra gli allestimenti più rilevanti, il progetto del Padiglione Italia alla XII Biennale di Architettura di Venezia nel 2010, il Padiglione del Bahrain alla XIV Biennale di Architettura di Venezia nel 2012, la mostra "Gino Sarfatti: il design della luce" alla Triennale di Milano del 2012. 
Nel 2013 è stato invitato a progettare una installazione dedicata a Bruno Munari, per la VI edizione del Triennale Design Museum. 
Nel 2016 è tra gli 11 progettisti invitati dalla XXI Triennale per progettare una ambiente nella mostra Stanze. Altre filosofie dell'abitare. A cura di Beppe Finessi.
Attualmente insegna Architettura degli Interni presso il Master di Interior Design di Domus Academy e la Facoltà di Architettura di Genova.


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