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giovedì 28 aprile 2016

Non si può fare Dripping. Femminilità e arte in mostra il 7 maggio a Milano | dalle 15 alle 20 | SPAZIO MONTE AMIATA | via E. Falck, 53 Milano

Milano, aprile 2016 - Le donne sanno fare network molto bene, si sa. E il web è il luogo virtuale ideale per crearne di nuovi. È da queste premesse che è nato il network di 30 donne, tutte di Milano e dintorni che, accomunate dalla passione per l'arte e la pittura materica, hanno deciso di organizzarsi per realizzare una mostra "autogestita".
Condividendo pensieri e lavori su Facebook, le artiste si sono confrontate scoprendo di avere in comune, oltre la passione per l'arte, anche il poco tempo a disposizione per l'arte dovendosi prendere cura delle loro case e delle loro famiglie prima che delle loro passioni. Da qui il titolo Non si può fare Dripping - la tecnica artistica conosciuta soprattutto grazie ai lavori di Jackson Pollock. D'altronde ne parlava anche la storica dell'arte Linda Nochlin nel 1971 nel libro Perché non ci sono state grandi artiste? Il cui sottotitolo (poi scomparso dalla copertina) è ancora più interessante: Ovvero, come stupide domande richiedano risposte lunghe. La risposta lunga a questa domanda è infatti la storia: per secoli la società ha precluso alle donne la possibilità di eccellere nell'arte. Persino in tempi più evoluti, nei casi di successo, le donne hanno mostrato un'ambivalenza irrisolta, lacerate tra aspirazioni e aspettative sociali, autostima e adesione a una distorta nozione di femminilità. Così, in maniera ironica, ma decisa, oggi queste trenta donne hanno deciso di prendersi il loro spazio... per fare dripping.
La prima mostra, di un progetto che nasce pensato per essere riprodotto in altre occasioni e itinerante, avrà luogo sabato 7 maggio nello Spazio Monte Amiata in via Falck a Milano, nel quartiere Gallaratese e progettato dagli architetti Aldo Rossi e Carlo Ajmonino tra gli anni Sessanta e Settanta e inserito oggi nel circuito architettonico della città di Milano.
Non si può fare dripping. 30 artiste raccontano ironicamente la loro realtà
7 MAGGIO 2016 dalle 15 alle 20
SPAZIO MONTE AMIATA | progetto degli architetti Aldo Rossi e Carlo Ajmonino, inserito nel circuito architettonico della città di Milano | via E. Falck, 53 Milano - fermata metropolitana San Leonardo

Le artiste in mostra
Clara Cappelletti, Paola Cecchi, Cecilia Corso, Patrizia Giovanna Curcetti, Elisabetta De Maddalena, Cristina Donati Meyer, Giuseppina D'Orio, Rosanna Dragone, Gabriella Ferrario, Rita Fresolone, Verena Giavelli, Bruna Gilardoni, Rossella Leone, Lilieta, Graziella Osellame, Maria Elena Mejani, Carla Meocci, Tiziana Mesiano, Chiara Poli, Veronica Pollini, Annelise Razzini, Susanna Anna Redaelli, Rosa Emperatriz Olivares Rivera, Elena Rizzardi, Rosalind Roberts, Ilaria Ruggeri, Claudia Scalera, Rita Scarpelli, Lucia Strenghetto, Maria Cristina Tebaldi, Maria Trivisonno, Stefania Veronese.

Programma
Ore 15: apertura mostra
Ore 16.30: spettacolo Donne-Dialetti-Diletti a cura del gruppo di teatro 3D
Ore 17.30: visita guidata al complesso Monte Amiata a cura dell'architetto Erica Ciffo
Ore 18.30: aperitivo
Dalle 15 alle 18 sarà attivo anche il laboratorio gratuito Impronte - L'argilla racconta di luci e ombre, di leggerezza e peso condotto da Patrizia Giovanna Curcetti (info e prenotazioni  373-7776901).






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martedì 26 aprile 2016

GUARNERI, OLIVIERI, VERNA. GLI ANNI SETTANTA, a cura di Ivan Quaroni | ULTIMI GIORNI, Progettoarte ELM, Milano


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GUARNERI, OLIVIERI, VERNA
GLI ANNI SETTANTA

a cura di Ivan Quaroni

Dal 25 febbraio al 29 aprile 2016
Progettoarte elm, Via Fusetti, 14 - Milano


C'è tempo fino al 29 aprile per visitare la mostra Guarneri, Olivieri, Verna. Gli anni Settanta, presso la galleria Progettoarte elm di Milano, che prosegue nel percorso di promozione e valorizzazione degli artisti della Pittura Analitica, dopo le  personali dedicate a Pino Pinelli (2013), Marco Gastini (2012), Claudio Verna (2011), Enzo Cacciola (2010).

Per l'occasione sono esposte circa venti opere pittoriche risalenti agli anni Settanta, periodo in cui le intuizioni dei tre artisti giungono a quella nuova maturazione espressiva, poi variamente denominata dalla critica con i termini di Pittura Analitica, Pittura-Pittura o Nuova Pittura, una tendenza che trova riscontro nelle parallele e coeve indagini dei pittori francesi (Support/Surface) e tedeschi (Analytische Maleri o Geplante Malerei).
I lavori qui proposti mostrano come le ricerche di Guarneri, Olivieri e Verna siano legate da un comune ritorno ai valori basilari della pittura, ai fondamenti irriducibili di una grammatica fatta di luce, segno e colore.
Sorta dalle ceneri dell'Informale, ma egualmente distante dalle sperimentazioni sul grado zero della pittura, questa nuova sensibilità - oggi giustamente riscoperta e rivalutata anche dal mercato - si contraddistingue per l'attenzione al sistema di relazioni interne alla pittura e per l'analisi dei suoi vocaboli essenziali, liberati da ogni funzione descrittiva.
Narrazione e rappresentazione, avvertiti come elementi inessenziali, lasciano, infatti, spazio all'indagine su movimento, vibrazione luministica, pulsazione ritmica e intensità del colore. Il risultato è una pittura "a percezione lenta", che richiede all'osservatore una visione prolungata.
È il caso soprattutto di Riccardo Guarneri che, identificando il colore con la luce, dipinge quadri bianchi, innervati da una filigrana di segni sottili che accentuano il carattere impalpabile della pasta cromatica.
Anche Claudio Olivieri lavora, soprattutto all'inizio del decennio, con un linguaggio che combina il segno al colore, dove però si avverte già l'interesse per la costruzione di forme fluide e scure masse plasmatiche affioranti dal fondo della tela. 
Influenzato dalle teorie gestaltiche e dai problemi legati alla percezione, Verna è, tra i tre, l'artista più interessato alle forme geometriche e alle partizioni ritmiche. Nelle sue tele il colore si organizza in campiture uniformi, sovente scandite da rettangoli, losanghe e bande di colore che evidenziano il dato processuale della sua pittura.
Questa mostra, a distanza di oltre quarant'anni, è un'opportunità unica per valutare il rigore linguistico delle ricerche di Guarneri, Olivieri e Verna attraverso una selezione di opere dipinte tra il 1970 e il 1979. Gli anni Settanta rappresentano, infatti, un periodo cruciale, compresso tra il retaggio delle formulazioni poveriste e i futuri fermenti transavanguardisti, in cui questi artisti, insieme ad altri membri di quella mobile e fluida compagine di personalità che fu la Pittura Analitica, rivendicarono l'autonomia e la radicalità di una pratica millenaria attraverso il ritorno a un linguaggio primario, insieme severo e lirico.



Guarneri, Olivieri, Verna. Gli anni Settanta
A cura di Ivan Quaroni
Opening: giovedi 25 febbraio 2016, h. 18.30
Dal 25 febbraio al 29 aprile
Progettoarte elm
Via Fusetti, 14 - 20143 - Milano – Italy
Tel. +39 02 83390437 Email: info@progettoarte-elm.com




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lunedì 25 aprile 2016

ArteCerreta: HABITAT, Giampiero Poggiali Berlinghieri

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HABITAT
Giampiero Poggiali Berlinghieri

L’opera  è tipica della produzione di Berlinghieri che sculture o istallazioni capaci di portare l’osservatore dal mondo reale a quello immaginario fiabesco,  come quello degli animali, da lui interpretato anche in questo caso in modo tale che essi stessi appaiano sospesi tra il fantastico e il sensazionale,esporando a suo modo il rapporto antico tra Arte e Natura.


clip_image003Giampiero Poggiali Berlinghieri
Nasce a Firenze il 17 luglio1936. L’esordio della sua attività artistica è del 1968 e segna il termine di un’accelerata fase di ricerca e di formazione autodidatta con la prima mostra personale presso la Galleria Inquadrature di Firenze a cui fanno seguito circa 80 mostre personali in Italia e all’estero. Opere di Poggiali trovano posto in collezioni museali pubbliche e private. 

Un suo autoritratto fa parte della raccolta degli autoritratti della Galleria degli Uffizi di Firenze. Negli anni Ottanta, l’allestimento di due importanti esposizioni, nell’88 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara e nell’89 a Palazzo Strozzi di Firenze, segna due momenti antologici dell’attività dell’artista. 

Gli anni Novanta, sono caratterizzati dalle esecuzioni di numerose installazioni, documentate dal volume monografico a cura di Pierre Restany; Poggiali sculture e installazioni 1969-1995 edito dal Museo Civico di Taverna (CZ). Nel 1996 è significativa l’installazione “Simposio” al Museo Marino Marini, patrocinata dal Comune di Firenze. 

Nel 1997, pubblica da LoGisma l’opera multimediale interattiva “Delfo”, una pinacoteca virtuale di oltre 300 immagini di quadri, sculture, installazioni e cinque video, accompagnata da musiche elettroniche originali. Nel 1999, in Piazza XXX Novembre a Sesto Fiorentino (FI), il Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Firenze, Antonio Paolucci, inaugura il monumento “Pegaso” di acciaio inox policromo. Nel nuovo millennio è un susseguirsi di importanti esposizioni e produzioni, tra cui, nel 2014, Infinito, pensata e realizzata per ArteCerreta.
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sabato 23 aprile 2016

Mostra "Franco Fortunato | La Storia della Querina" a Palazzo della Cancelleria


 

 

 

FRANCO FORTUNATO

LA STORIA DELLA QUERINA

 

  giovedì 28 aprile ore 18

Sarà presente l'artista

 

PALAZZO DELLA CANCELLERIA

Piazza della Cancelleria 1, Roma 

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La mostra proseguirà fino al 15 maggio tutti i giorni, comprese domeniche e festivi, dalle 10,30 alle 19,30 con ingresso libero.

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Una nuova iniziativa

Edarcom Europa

Galleria d'Arte Contemporanea

Via Macedonia, 12/16 - Roma

tel. 06 7802620

   
     
 

Con il patrocinio di

 

  

 

 

 

Sponsor

 

 

 
     
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Dal 28 aprile al 15 maggio 2016, nei suggestivi saloni espositivi del Palazzo della Cancelleria in Roma, verrà allestita la mostra "La storia della Querina", ultimo progetto e più recente ciclo pittorico del celebre artista romano Franco Fortunato.

Franco Fortunato (Roma, 1946), grande appassionato di mare e storie di marineria, apprende le vicende della Gemma Querina e del suo equipaggio attraverso un libro edito dalla casa editrice Nutrimenti. Successivamente grazie al materiale documentale offertogli dai discendenti de...lla famiglia Querini, approfondisce la conoscenza di quest'avventura dai diari di Pietro Querini, navigatore e mercante di nobile famiglia veneziana. Questi, partito da Creta per le Fiandre alla fine d'aprile del 1431 al comando della caracca Gemma Querina, costruita dai maestri d'ascia cretesi, con un carico di Malvasia, spezie, cotone e altre preziose mercanzie di provenienza mediorientale, dopo numerose peripezie, tra cui il danneggiamento della chiglia e del timone, fece naufragio e l'equipaggio, dopo una lunga navigazione alla deriva su un'imbarcazione di soccorso, raggiunse le acque delle isole Lofoten in Norvegia, duecento chilometri oltre il Circolo Polare Artico. Tratti in salvo dai pescatori dell'isola di Røst, che nei diari vengono descritti come una comunità pura e generosa, Pietro Querini e i naufraghi superstiti furono loro ospiti per quelli che vengono definiti "100 giorni in paradiso", per poi rientrare, attraverso un lungo viaggio via terra, a Venezia nell'ottobre del 1432. A questa vicenda gli storici fanno risalire l'inizio del commercio dello stoccafisso e del baccalà dalla Norvegia all'Italia, paese a tutt'oggi consumatore di oltre il novanta per cento di questo specifico prodotto ittico.

Nelle oltre trenta opere tra dipinti, ceramiche e tecniche miste, realizzate per raccontare questa avventura, Franco Fortunato traduce le emozioni contenute nel racconto di un "uomo di mare" con la consueta sensibilità che contraddistingue la sua ricerca artistica, capace di scomporre la materia per ricomporla in un nuovo immaginario.

L'esposizione è arricchita anche da un prezioso cortometraggio con la regia di Valentina Grossi, prodotto da CUT& - editing & more. Il video di circa venti minuti è stato costruito seguendo la cronologia della storia, utilizzando e rielaborando le immagini del Maestro con veri e propri movimenti di macchina, creando profondità e sfocature, tagli e sovrapposizioni che danno la possibilità ai vari elementi rappresentati di prendere vita fondendosi tra di loro in un'unica opera filmica.

Inoltre una selezione delle tavole realizzate saranno oggetto di un pregiato prodotto editoriale a cura di Il Mare Libreria Internazionale, punto di riferimento unico e luogo di "approdo" per tutti gli amanti della nautica da diporto e da competizione, per i patiti dell'esplorazione sottomarina, per i ricercatori di storie e di notizie riguardanti la cultura del mare in tutti i suoi aspetti.

La mostra a Palazzo della Cancelleria rappresenta la tappa inaugurale di un percorso che porterà l'esposizione anche in altre città toccate per mare e per terra dall'equipaggio della Querina fino a Venezia.

La mostra, curata nell'organizzazione dalla Edarcom Europa Galleria d'Arte Contemporanea, è accompagnata da un importante catalogo edito da Acca Edizioni e gode del patrocinio del Comune di Roma e della Regione Lazio.

Scheda tecnica:

Artista: Franco Fortunato
Mostra: La storia della Querina
Conferenza stampa: giovedì 28 aprile ore 12,00
Inaugurazione: giovedì 28 aprile ore 18,00
Periodo: 28 aprile – 15 maggio 2016
Spazio: Palazzo della Cancelleria
Indirizzo: Roma, Piazza della Cancelleria 1
Orario: tutti i giorni compresa la domenica dalle 10,30 alle 19,30 – ingresso libero
Catalogo: Acca Edizioni
Organizzazione e ufficio stampa: Edarcom Europa Galleria d'Arte Contemporanea
Patrocini: Comune di Roma, Regione Lazio
Informazioni: tel. 06.7802620 – www.edarcom.itwww.francofortunato.com
Sponsor: International Stockfish Society, Arte3, Libreria Il Mare, Galleria Segnidisogni, Ottica Vasari, Assicurazione Generali – Agenzia Roma Flaminio, NBL Vitolo

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Alcune opere della mostra in anteprima per voi...

 

 
Franco Fortunato
Imbarco
olio su tela cm 60x80
 
edarcom_vespignani_atterraggio_206
 
Franco Fortunato
Le inquietudini di Pietro
olio su tavola cm 40x35
 
 
Franco Fortunato
Ouverture
olio su tela cm 80x80
 
edarcom_primavera_attardi_2016

Edarcom Europa Galleria d'Arte Contemporanea - Via Macedonia n. 12 - 00179 roma

 

Mostre ViDi aperte lunedì 25 aprile > Doisneau e Senna a Monza | La Scapigliatura a Pavia

Le mostre di ViDi aperte lunedì 25 aprile:

   
Robert Doisneau
Le merveilleux quotidien
Arengario di Monza
Ottanta splendide fotografie originali ripercorrono i primi quarantaquattro anni della carriera di uno dei più grandi fotografi del Novecento: Robert Doisneau.
Lunedì 25 aprile: 10.00-20.00
www.arengariomonzafoto.com



Tranquillo Cremona e la Scapigliatura
Pavia, Scuderie del Castello Visconteo
Un percorso espositivo tra arte, letteratura e musica alla scoperta di una delle correnti artistiche più importanti del nostro Paese.
Lunedì 25 aprile: 10.00-19.00
www.scuderiepavia.com


 
Ayrton Senna
L'ultima notte
Autodromo Nazionale di Monza, Museo della velocità
Cento fotografie di Ercole Colombo, uno dei più grandi fotografi della Formula 1, insieme ad un racconto emozionante del giornalista Giorgio Terruzzi, ripercorrono i momenti più significativi della vita di Ayrton Senna.
Lunedì 25 aprile: 10.00-19.00
www.monzanet.it/mostrasenna




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Giovanni Alfano - “L’essenziale è invisibile agli occhi”



presentano

Giovanni Alfano
"L'essenziale è invisibile agli occhi"

cura e testo
Valentina Falcioni

 L'inaugurazione è sabato 30 aprile alle 18 presso la Galleria Marconi
INGRESSO LIBERO
La mostra termina il 28 maggio


La Galleria Marconi di Cupra Marittima presenta il quinto appuntamento della rassegna Cosa c'è di nuovo oggi?, infatti sabato 30 aprile alle 18.00 si inaugura "L'essenziale è invisibile agli occhi", mostra personale di Giovanni Alfano. La mostra curata da Valentina Falcioni, autrice anche del testo critico, è organizzata da Galleria Marconi e Marche Centro d'Arte ed è l'Anteprima dell'Expo di arte contemporanea 2016 di MCdA.
"L'essenziale è invisibile agli occhi" è il quinto appuntamento della rassegna Cosa c'è di nuovo oggi? che accompagnerà la Galleria Marconi durante la stagione espositiva 2015/2016. La Galleria Marconi si trova in c.so Vittorio Emanuele II n°70 a Cupra Marittima. La personale di Giovanni Alfano potrà essere visitata fino al 28 maggio 2016 con i seguenti orari: lunedì – sabato 16.30 - 19.30. 
Presentando la personale la curatrice Valentina Falcioni scrive: "«Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi» disse la volpe al piccolo principe e le opere di Giovanni Alfano evocano proprio il concetto espresso da Antoine de Saint-Exupéry. Su spazi lattescenti o fuligginosi un cono di luce guida progressivamente l'attenzione dell'osservatore verso la scena centrale, dove emergono bambini, giovani e anziani immortalati in un momento determinante della loro esistenza. […] Tutti i protagonisti non solo coprono il viso con i propri palmi, ma stanno per attraversare una tappa evolutiva, un incisivo evento transizionale. I lavori di Alfano ricordano che il termine mistero sia in greco che in latino deriva dal verbo chiudere e veniva utilizzato per far riferimento a quei riti esoterici in cui la prima fase era caratterizzata proprio dalla myesis. In diverse tradizioni antiche, infatti, gli iniziati venivano bendati con un velo che impediva loro di vedere. Questo veniva rimosso solo al culmine del rituale, quando l'adepto aveva compiuto il passaggio mistico che comportava il conseguimento del grado di epopteia, l'accesso a un nuovo livello di consapevolezza, il salto dalla cecità alla chiara visione della verità che corona l'universo sacro."
"Non ricordo tutto quello che ho fatto in questi anni, ma ricordo bene tutti gli artisti con cui ho lavorato, il piacere delle discussioni sull'arte e sulla vita, il freddo di inverno e il caldo d'estate. La Galleria Marconi mi ha dato molto, un percorso umano e professionale ricco e avvincente, che si è incrociato strettamente con la mia vita, anche se non è tutta la mia vita. Penso agli affetti, alla famiglia, alla mia casa e a chi la frequenta. Penso di avere fatto molto, penso di avere ancora molto da dire e non voglio rinunciare a nulla di tutto questo. È con questo spirito che mi sono chiesto Cosa c'è di nuovo oggi? E adesso aspetto solo di avere la risposta." (Franco Marconi)


Giovanni Alfano - "L'essenziale è invisibile agli occhi"

scheda tecnica/technical card

curatore/curator by Valentina Falcioni
testo critico/art critic by Valentina Falcioni

ufficio stampa/press agent by Dario Ciferri

fotografia/photography Catia Panciera
allestimenti/preparation Pasquale Fanelli - Andrea Fontana

dal 30 aprile al 28 maggio
from 30th April to 28th May
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 19.30
opening time: Mon-Sat 4 to 7.30 p.m.

Con il supporto di Ostello degli Artisti: http://www.appartamenti-cupramarittima.com

Info
Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63064 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703

web http://galleriamarconi.it/
e-mail galleriamarconi@vodafone.it
Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi
twitter https://twitter.com/GalleriaMarconi




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venerdì 22 aprile 2016

Bari, Pinacoteca Metropolitana "Corrado Giaquinto" Le sentinelle della duchessa al bastione di Santa Scolostica a a Bari


Sabato 30 aprile ore 17:30

 

presso il bastione di Santa Scolastica a Bari,  sarà inaugurata la mostra

 

Le sentinelle della duchessa

 

I Testimoni di Paladino al bastione di Santa Scolastica a Bari

 

 

Uno dei fenomeni, ormai abbastanza diffuso nel mondo dell'arte, è quello della mise-en-scène simultanea di antico e contemporaneo, con risultati spesso sorprendenti: è come se l'antico acquistasse nuova forza e vitalità dal contemporaneo, e quest'ultimo, a sua volta, mettesse a nudo le sedimentazioni culturali che l'hanno nutrito, con un indiscutibile beneficio reciproco.

      L'arte di Mimmo Paladino, al tempo stesso coltissima e popolare, classica e contemporanea, è una di quelle che meglio riescono a dialogare, con una sottile, straordinaria intensità, con le opere antiche intese in senso lato e/o con gli ambienti carichi di storia in cui vengano inserite e a dare loro una personale, inconfondibile impronta.

In questa piccola, affascinante mostra, curata da Clara Gelao ed Enzo Di Martino e allestita nel bastione di Santa Scolastica a Bari, maestoso avamposto dell'omonimo complesso monumentale dove fervono i lavori di restauro finalizzati alla riapertura del Museo Archeologico della Città Metropolitana di Bari, le opere di Paladino, due esemplari della serie in tufo dei "Testimoni", sono inserite in un contesto ambientale che è difficile immaginare più ricco di storia, venendo ad assolvere inconsapevolmente alla metafunzione che viene spontaneo attribuire loro, quella di "sentinelle della duchessa", ovvero di particolarissime "guardie" al servizio di Bona Sforza, regina di Polonia e duchessa di Bari, che quel bastione fece costruire.

      Due presenze imponenti in cui sembra di cogliere echi neanche troppo lontani dei canopi etruschi, delle steli daune e, come nota acutamente Enzo Di Martino nel saggio in catalogo, delle celebri madri di Capua, eppure assolutamente contemporanee; che, con i loro sguardi persi nel nulla, sembrano dominare, oltre che l'ambiente, la vastità della storia e, nello stesso tempo, proseguirla senza soluzione di continuità.

      



Museo Archeologico Santa Scolastica

"Il Bastione"

Area Archeologica di San Pietro



Orari

Lunedi e da mercoledi a sabato: 10.00-17.00 (16.15 partenza ultima visita)

Domenica e festivi: 10.00 -14.00 (13.15 partenza ultima visita)

Chiuso il martedì

 

Ingresso con percorso multimediale e visita guidata

Intero 5,00 euro

Ridotto 3,00 euro (previa esibizione di documento attestante una delle seguenti condizioni): visitatori dai 6 ai 25 anni e oltre i 65 anni; personale dell'ex Provincia di Bari; personale del MiBACT; membri ICOM e ICCROM; guide turistiche abilitate; docenti e studenti iscritti alle Accademie delle Belle Arti o a corrispondenti Istituti dell'Unione Europea; docenti e studenti dei corsi di laurea, laurea specialistica, perfezionamento post-universitario e dottorato di ricerca delle facoltà di architettura, conservazione dei beni culturali, scienze della formazione, lettere e filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico; docenti di storia dell'arte degli istituti d'istruzione secondaria superiore.

 

Ridotto scolaresche: 2,50 euro

 

Gratuito: minori di 6 anni, disabili e accompagnatori, insegnanti che accompagnano le classi in visita, giornalisti in possesso del tesserino, guide turistiche abilitate nell'esercizio della propria attività professionale.

 

Orari visite guidate

Feriali: 10.15, 11.15, 12.15, 13.15, 14.15, 15.15, 16.15

Festivi: 10.15, 11.15, 12.15, 13.15

 

Gli orari delle visite guidate possono subire variazioni

 

Contatti

Info: museoarcheologico@provincia.ba.it

Ticket: castarcheologia@gmail.com

Prenotazioni, visite guidate e attività didattiche: info@associazionearta.it

Tel. +39 349 2959757  -   +39 349 7509656

giovedì 21 aprile 2016

INTERNATIONAL COLLECTIVE / WHAT WOULD YOU PUT IN THE HAT OF JOSEPH BEUYS


SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0
Via S. Calenda, 105/D - Salerno

WHAT WOULD  YOU PUT IN THE HAT
OF JOSEPH  BEUYS

Collettiva Internazionale con la partecipazione
di 119 artisti  contemporanei di cinque continenti



a cura di Giovanni  Bonanno
Presentazione  critica di Marcello Francolini

Progetto in collaborazione con l’Archivio Ophen Virtual Art
e la Collezione Bongiani Ophen Art Museum di  Salerno.

Dal 29 aprile 2016  al  27 agosto 2016
Inaugurazione: venerdì  29 aprile 2016, ore 18.00
Salerno Tel/Fax 089 5648159    e-mail:  bongiani@alice.it      
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00


                              
S’inaugura  venerdì  29 aprile 2016, alle ore 18.00, la mostra  collettiva internazionale a cura di Giovanni Bonanno dal titolo: “WHAT WOULD  YOU PUT IN THE HAT OF JOSEPH  BEUYS” che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista tedesco Joseph Beuys in concomitanza con la ricorrenza dei 30 anni dalla scomparsa, (Dusseldorf, 23 gennaio 1986), proponendo una importante mostra collettiva  con  119 artisti di diversa nazionalità. Nella sua attività (oggetti, azioni, installazioni, interviste, multipli, ecc.)  lo ha visto protagonista indiscusso, sulla scena internazionale. Negli ultimi anni tra il Settanta e gli anni Ottanta, l'esigenza di dialogo, diventa prioritario, connotata spesso le performances come occasioni per esporre verbalmente la propria concezione politico-religiosa, fondata sulla coincidenza tra autodeterminazione, libertà individuale e creatività. Un’arte intesa come processo catartico e liberatorio svincolato dai tradizionali media che  fa affidamento sul  nesso tra arte-vita-politica alla ricerca di  una nuova possibilità creativa e organizzativa dell'uomo tra spiritualismo mistico e scientismo sperimentale.  


Scrive Marcello Francolini nella presentazione: “perché un cappello per ricordare Joseph Beuys? 

Non poteva che esserci immagine più fedele di quella di un cappello per essere sicuri di esprimere parole-immagini intorno alla figura di Joseph Beuys. Considerandolo come il cappello, e non tanto un cappello, allora si potrebbe convenire che è proprio quel cappello che indossava sempre e ora non più. È ciò che resta oggi, come l’ultimo è più vero luogo del suo corpo.  “Ricoprirono il mio corpo di grasso per rigenerare il calore e l’avvolsero nel feltro per conservarlo”. Fu così, che i Tartari lo raccolsero, accogliendolo nella loro natura medicinale, lo resuscitarono, rialzandolo a nuova vita, il 16 marzo del 1944.

Così scriveva l’artista nel suo Curriculum vitae/Curriculum delle opere, con il quale, in una sorta di mito delle origini, ricostruì una sua seconda vita, a partire dall’istante in cui tutto aveva avuto inizio. Portò da allora sempre con sé, feltro e grasso. Ora quello stesso feltro è materiale del suo cappello, protegge il capo come protesse il corpo. Lo stesso cappello che ora mantiene in caldo i pensieri, rilascia quello stesso odore di feltro che annusò in Crimea nascendo daccapo. È così che il cappello a Beuys servì per ricordarsi di sé ovunque, qualcosa come un peso sul capo per tenerlo radicato alla terra, la sua terra propria. La sua Heimat”.

Artisti presenti:  Joseph  Beuys, Ryosuke  Cohen, Dorian Ribas Marhino, Marcello Diotallevi, Nicolò D'Alessandro, Maya Lopez Muro,  John M. Bennett, Santini del Prete, Virginia Milici, Gino Gini, Mauro Molinari, Nicolas de La Casiniere, Antonio Sassu,  Domenico Ferrara Foria, Meral Agar, BuZ Blurr, Horst Tress, Tomaso Binga, Miguel Jimenez, Maria José Silva-Mizé, Leonor Arnao, Melahat Yagci, Sinasi Gunes, Turikan Elci, Atelier Stiliachus, Daniel de Cullà, Giancarlo Pucci, Angela Behrendt, Wolfgang Faller, Alexander Limarev, Rosanna Veronesi, Robert Lewis, Bruno Cassaglia, RCBz, Paolo Scirpa, Carmela  Corsitto, Oronzo Liuzzi, Rossana Bucci, Ernesto Terlizzi, Linda Paoli, Remy  Penard, Rolando Zucchini, Andre Pace, Giovanni Bonanno, Pascal Lenoir, Stathis  Chrissicopulos, Claudio Grandinetti, Alfonso  Caccavale, Fernanda Fedi, Daniel Daligand, Rosa Gravino, Pedro Bericat, Francesco Aprile, Lamberto Caravita, Simon Warren,  Fabiana Pereira, Ruggero Maggi, Otto D Sherman, Renata e Giovanni Stradada, C. Mehrl  Bennett, Picasso  Gaglione, Anna Boschi, Lorenzo Lome Menguzzato, Maria Credidio, Eugenio Giannì, Emilio Morandi, Maria Teresa Cazzaro, Gianfranco  Brambati, Monika  Mori, Fernando Andolcetti, Caranovic Predrag, Pier Roberto Bassi, Patrizio Rossi, Connie Jeans, David Drum, Giovanni Fontana, Vittore Baroni, Luc  Fierens, Mabi Col, Matthew Rose, Fulgor C. Silvi, John Held J.R., Dimitry Babenko, Lia Franza, Gian Paolo Roffi, Umberto Basso, Mirta Caccaro, Marina Salmaso, Lars Schumacher, Ludo Winkelman, Francesco  Mandrino, Oznur Kepce, Roland Halbritter, Serse Luigetti, Keichi Nakamura, Adriano Bonari, Alessio Guano, Carlo Iacomucci, Cinzia Farina, Domenico Severino, Maurizio Follin, Claudio Romeo, Lancillotto Bellini, Silvana Alliri, Angela Caporaso, Michel Della Vedova, Susanne Schumacher, Clemente Padin, Malte Sonnenfeld, Kateina  Nikeltsou , Claudia Garcia, Roberto Scala, Josè Luis Alcalde Soberanes, Julien Blaine, Judy Skolnick, Tricia Schriefer, Cernjul Viviana, Gianni Romizi, Ayse Sidika Ugur.



























Princìpi di aderenza mostra d'arte contemporanea al castello Silvestri di Calcio (Bergamo)


Princìpi di aderenza

opere di Bianco-Valente, Daniele D'Acquisto, Michele Guido, Andrea Magaraggia, Marco Andrea Magni, Antonio Marchetti Lamera, Marco Maria Giuseppe Scifo e Giovanni Termini

a cura di Lorenzo Madaro

Castello Silvestri, Calcio (Bergamo)
24 aprile – 1 maggio 2016
opening 23 aprile ore 18.30


La mostra, promossa dal Comune di Calcio, propone opere installative di otto artisti italiani in stretto dialogo con gli spazi dell'antica dimora, che sorge sulle rovine di una villa romana del II secolo d.C. Princìpi di aderenza vive questi spazi, li rimodula, dialoga con essi, si sovrappone, anche in maniera dialettica, li reinventa attraverso installazioni che associano linguaggi, materiali e indagini differenti.

Ma gli otto artisti rispettano anche lo spazio, lo trasformano, non lo cancellano, anzi lo valorizzano, così come non stravolgono la destinazione d'uso dei singoli ambienti che ospitano la mostra. Sala biliardo e biblioteca comprese, con i relativi ingombri che favoriscono la nascita di dispositivi ulteriori, stimolando gli artisti a interpretare e a convivere dialetticamente con arredi, apparati decorativi e dettagli anche molto lontani dalla propria visione.

Gli artisti coinvolti – legati a diverse ricerche e linguaggi, dalla pittura al video, dall'installazione alla scultura – sono idealmente legati da una "aderenza" con ciò che è reale: storie, rapporti con gli spazi, riflessioni sociali e indagini di natura culturale e antropologica. Un rapporto, quello con le diverse declinazioni di realtà, che si sviluppa naturalmente con approcci differenti, anche con interventi site-specific e progetti inediti. D'altronde «il rapporto con le cose è sempre un rapporto di non appropriazione. [Ma] di essere parte di… di essere aderente, come due persone che si abbracciano».

La mostra sarà accompagnata da un catalogo bilingue con testi critici di Lorenzo Madaro, apparati biografici, bibliografici ed espositivi degli artisti invitati e una documentazione fotografica delle opere installate all'interno delle sale del castello Silvestri. La pubblicazione sarà pertanto una testimonianza della convivenza tra le opere della contemporaneità e la storia e le memorie custodite nelle sale.


Princìpi di aderenza, a cura di Lorenzo Madaro

Opere di Bianco-Valente (Giovanna Bianco e Pino Valente; lavorano insieme dal 1994; vivono e lavorano a Napoli); Daniele D'Acquisto (Taranto 1978; vive e lavora a Fiorenzuola d'Arda – Piacenza), Michele Guido (Aradeo – Lecce, 1976; vive e lavora a Milano), Andrea Magaraggia (Valdagno-Vicenza, 1985; vive e lavora a Milano), Marco Andrea Magni (Sorengo – Svizzera, 1975; vive e lavora a Milano), Antonio Marchetti Lamera (Torre Palavicina – Bergamo, 1964; dove vive e lavora), Marco Maria Giuseppe Scifo (Augusta, 1977; vive e lavora a Milano) e Giovanni Termini (Assoro – Enna, 1972; vive e lavora a Pesaro).



Castello Silvestri, piazza Silvestri 1
24054 Calcio (Bergamo)
(ingresso da via chiesa vecchia)

Inaugurazione: sabato 23 aprile alle ore 18.30.
La mostra sarà visitabile tutti giorni dalle ore 19 alle 23; nei giorni festivi – 24 e 25 aprile 1 maggio - dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 23.
Info: Comune di Calcio (orari ufficio) 0363.96.84.44 – info@comune.calcio.bg.it.


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