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lunedì 30 novembre 2015

La Grande Guerra negli Iblei, a Palazzo Grimaldi una mostra dal 4 dicembre al 31 gennaio

La Fondazione Giovan Pietro Grimaldi, il Liceo artistico dell'Istituto di istruzione superiore Galilei-Campailla e il Museo della Memoria, con il patrocinio del Comune di Modica, commemorano il centenario della prima guerra mondiale con una mostra documentaria dal titolo "La Grande Guerra negli Iblei. Storia, arte, memoria", allestita a Palazzo Grimaldi dal 4 dicembre al 31 gennaio 2016 (inaugurazione venerdì 4, ore 10.30; visite tutti i giorni ore 9.00-13.00 e 16.00-20.00).

La mostra, curata da Giuseppe Barone, Marcella Burderi, Alessia Facineroso, (Fondazione Grimaldi) e da Anna Alì, Salvatore Barone, Rosario Cannella, Giovanni Cerruto, Concetta Cicciarella, Giusi Guastella, Elisabetta Ficili, Ignazio Monteleone, Claudia Sudano e Maria Terranova (I.I.S. Galilei Campailla), è il frutto di un lavoro sinergico che ha visto impegnati da un lato gli studenti del Liceo coordinati dai docenti e dall'altro studiosi e accademici che hanno contribuito a definire i quadri storici complessivi. In mostra oltre 300 fotografie provenienti da collezioni private e archivi pubblici locali e nazionali; cimeli e manifesti d'epoca, oltre ai lavori creativi realizzati dagli studenti. Cinque le sezioni storiche della mostra, sei quelle artistiche.

La prima, "Il lutto e la gloria", è dedicata al ricordo dei militari decorati e dei numerosi caduti iblei. "Al fronte" mostra le foto di ufficiali e soldati in prima linea, crocerossine e infermiere di guerra, armi e tecnologie dell'epoca, ma anche immagini del campo di prigionia di Vittoria. La sezione "Scrivere" raccoglie le corrispondenze da e per il fronte: lettere, cartoline, diari inediti. "Letteratura patriottica" ricostruisce il contributo degli intellettuali iblei: da «La Balza» alle poesie di Vann'Antò, dai versi di Luciano Nicastro e Saverio Nicastro Del Lago agli opuscoli di propaganda e ai pamphlet per la sottoscrizione del prestito nazionale, stampati nelle tipografie locali. "Fronte interno", infine, racconta la mobilitazione civile e la guerra lontano dal fronte: fotografie delle città, tessere annonarie, passaporti per l'interno, quotidiani locali, resoconti dei Comitati di assistenza e manifesti di propaganda. Immagini e documenti raccontano la realtà palpitante di una guerra che, se da un lato favorì il consolidarsi del sentimento nazionale, dall'altro pretese un tributo enorme di vittime umane. Anche in terra iblea.

Partendo da queste suggestioni, gli studenti hanno rielaborato artisticamente forme e significati. Se nella sezione "Cartucce di speranza" obici e cannoni diventano sculture di pace, in"Segni di guerra" l'incisione restituisce sulla lastra il solco indelebile di quell'esperienza sui reduci dal fronte. "Ritorno alla memoria" trasforma in acquerelli, guazzo e tempere ricordi e testimonianze della guerra. Il futurismo è il tema chiave delle sezioni "La guerra igiene del mondo" e "Costumi di guerra", ispirate nei lavori in mostra all'arte di Balla e Depero e alla moda del tempo. Infine, nei "Monumenti ai caduti negli Iblei" i rilievi della tombe del soldato Barone caduto sul monte S. Gabriele, dei caduti e dei militi ignoti documentano lo sforzo commemorativo della nostra comunità.


Info e contatti
Fondazione Giovan Pietro Grimaldi
Corso Umberto I, 106 - 97015 Modica (RG)
tel. 0932 757459 fax 0932 752415
Pagina Facebook
http://www.fondazionegrimaldi.it/


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sabato 28 novembre 2015

VITTORIO GRASSI ARCHITETTO & PARTNERS: ONLINE LA MOSTRA "METAMODELS" PER I 10 ANNI DELLO STUDIO


 

 

VITTORIO GRASSI ARCHITETTO & PARTNERS

Dieci anni di idee, progetti e soluzioni

 

ONLINE LA MOSTRA METAMODELS

Interpretazione fotografica dei progetti dello studio a cura di Edoardo Romagnoli

 

 

Dieci anni di attività segnati da importanti progetti italiani e internazionali che hanno fatto di Vittorio Grassi Architetto & Partners uno degli studi più significativi del panorama architettonico europeo. Dieci anni festeggiati aprendo per la prima volta le porte del suo laboratorio creativo di Milano, in via Cenisio 73, e accogliendo l'anteprima assoluta della mostra fotografica Metamodels di Edoardo Romagnoli. Gli scatti, una reinterpretazione artistica dei progetti di Vittorio Grassi,  sono da oggi online sul sito dello studio (www.vittoriograssi.it/metamodels.asp) e disponibili ad altissima risoluzione in carta Fine Art in tiratura di sette contattando il fotografo Romagnoli all'indirizzo edoardo@edoardoromagnoli.it.

 

Le strutture leggere e trasparenti che caratterizzano lo stile architettonico di Grassi si coniugano con i giochi di chiaroscuro della fotografia di Edoardo Romagnoli: protagonisti della mostra i sei progetti Waterfront Flegreo a Pozzuoli, Cittadella Militare della Cecchignola a Roma, Golf Hotel di Madonna di Campiglio, Koà Kitchen Open Air, Palazzetto dello Sport di Lamezia Terme e Antica Cà Litta di Milano.

Questi ultimi due,  proprio nel 2015, sono passati dalla fase progettuale a quella di realizzazione: la struttura sportiva, caratterizzata da un'avveniristica copertura, conta 4.300 posti e, nella sua multifunzionalità, trova un ruolo di "servizio pubblico di formazione e aggregazione" a livello regionale; la ristrutturazione del palazzo settecentesco, tra corso di Porta Romana e via Pantano, ben sintetizza l'incontro tra l'arte della conservazione e la creatività della rilettura e dell'adattabilità degli spazi, peculiarità dello studio, espressa già in precedenza nel sapiente recupero della sede torinese della Banca Nazionale del Lavoro.



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venerdì 27 novembre 2015

Bari, Pinacoteca Metropolitana "Corrado Giaquinto" comunicato stampa mostra in programma



Bari, Pinacoteca Metropolitana "Corrado Giaquinto"

12 dicembre 2015 - 30 aprile 2016

Da Terra di Bari a Città Metropolitana
Immagini del territorio (1860-1960) dalle collezioni della Pinacoteca

a cura di Clara Gelao

La mostra Da Terra di Bari a Città Metropolitana. Immagini del territorio (1860-1960) dalle collezioni della Pinacoteca nasce dalla volontà di raccontare, attraverso una selezione di oltre 120 dipinti, la storia di un territorio che nel corso del tempo ha subìto numerose modifiche e la cui estensione si è andata via via contraendo, quale è della Terra, poi Provincia, poi Città Metropolitana di Bari.
Soprattutto la recente istituzione della nuova Provincia denominata BAT ha  sottratto  alla ex Provincia di Bari centri di grande importanza quali, oltre Barletta, Andria e Trani, Canosa, Bisceglie, Minervino, nonché siti storico-artistici prestigiosi come Casteldelmonte.
Già nel 1929, a seguito dell'istituzione della Provincia di Brindisi, erano stati sottratti  i comuni di Cisternino e Fasano.

Scopo della mostra è quindi quello di riflettere su questa ampia zona della Puglia che, a cominciare dall'antica Peucetia, ha avuto una sua connotazione identitaria molto precisa e riconoscibile, attraverso la riconsiderazione di un patrimonio che è, sì, artistico, ma che può essere utilizzato anche da punti di vista diversi.

La scelta di limitarsi alle sole raccolte della Pinacoteca Metropolitana è determinata da vari fattori, il più importante dei quali va individuato nella pesante contrazione finanziaria subita da Province e Città Metropolitane, ma certamente non è l'unico, dato che è facile intuire come proprio il museo barese, al centro di un territorio che fu già Provincia, possieda un alto numero di opere che documentano il suo territorio dal massimo della sua estensione (metà dell'Ottocento circa) all'attuale riduzione a 41 Comuni.

Molte di queste opere, e in particolare la ricca collezione di dipinti di colui che è stato uno dei maggiori paesaggisti e vedutisti pugliesi del primo Novecento, Damaso Bianchi, sono conservate nei depositi della Pinacoteca: motivo in più per portarle alla conoscenza del grande pubblico in un percorso guidato che ne consenta il migliore apprezzamento. Non mancano però dipinti di artisti più noti, come Giuseppe De Nittis e Francesco Netti, o di altri che meriterebbero una maggiore considerazione, come Raffaele Armenise, Enrico Castellaneta,  Francesco Romano, Francesco Colella, Francesco Speranza, Roberto De Robertis, Vito Stìfano, e tanti altri.
Il percorso sarà ovviamente culturale, e si articolerà in una serie di tematiche ciascuna delle quali approfondirà un diverso punto di vista sul territorio.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo, a cura di Clara Gelao, comprendente saggi introduttivi di vari studiosi, la riproduzione a colori di tutte le opere in mostra e le relative schede.


Pinacoteca metropolitana "Corrado Giaquinto"
Via Spalato 19 / Lungomare Nazario Sauro 27 – Bari - Tel. 080/ 5412420-2-3-4-5-7 
www.pinacotecabari.it

Per informazioni: Tel: 080/5412421-2-3-4


Alla Pinacoteca  metropolitana di Bari si può arrivare in treno (dalla stazione 10/15 minuti a piedi), in aereo (30 minuti per giungere in centro città col taxi o col terminal), pullmann provenienti da varie destinazioni. Diversi autobus cittadini si fermano dinanzi all 'ex Palazzo della Provincia.
Se si giunge in auto, è consigliabile lasciare la vettura nel grande parcheggio comunale "Pane e Pomodoro", ubicato nel tratto sud del Lungomare, e di lì prendere la navetta B, che si ferma all'altezza del Palazzo della Regione, distante pochi metri dal Palazzo dell'ex  Provincia dove, al IV piano,  ha sede la Pinacoteca. Il parcheggio per 24 h e la navetta costano € 1,00.


ORARIO: dal martedì al sabato ore: 9.00 – 19.00
                    domenica ore: 9.00 – 13.00
lunedì e festività settimanali: chiuso
(La biglietteria chiude 30 minuti prima dell'orario di chiusura).

PREZZI D'INGRESSO: INTERO   € 2,58
RIDOTTO  € 0,52:
- soci COOP – muniti di tessera di iscrizione;
- soci  TOURING – muniti di tessera di iscrizione;
- possessori coupon QUI!CULTURA.

GRATUITO:
-studenti universitari e di istituti AFAM (Accademie di Belle Arti e Conservatori Musicali) – muniti di libretto di iscrizione;
-giornalisti - muniti di tesserino;
-minori di 18 anni e maggiori di 65 anni;
-tesserarti  ICOM;
la prima domenica di ogni mese.

Ingresso libero in occasione di inaugurazioni, cerimonie e particolari iniziative in programma



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giovedì 26 novembre 2015

Mostra collettiva Acqua come aria - Veroli (FR) 26-29 novembre

Alla  mostra collettiva di grande interesse e attualità la pittrice verolana Agnes Preszler partecipa con vari quadri selezionati dalla collezione “La Ciociaria nell’arte dei maestri dell’800”


Le donne e l’acqua
Passi sul sentiero roccioso: con il recipiente di terracotta piena d’acqua bilanciato sulla testa, appoggiato sul fazzoletto attorcigliato, due ragazze di Alvito tornano al paese. 


Hanno fatto il bucato alla fonte, ora portano l’acqua fresca a casa. Si sono alzate all’alba, ora i primi raggi del sole bagnano di colore le ripide pareti rocciose della valle. 


Si muovono con un’eleganza naturale, il loro è un gesto antico associato spesso alla figura della donna. 


Donna, origine di vita e portatrice di acqua, elemento di vita, essenziale per la sopravvivenza. 


Oltre a Le figlie di Alvito di Hébert vari quadri di questa collezione raffigurano figure femminili in costume ciociaro alla fontana.


Tra gli altri artisti partecipanti: Luigi Centra, Graziano Roccatani.




Mostra collettiva Acqua come aria e convegno - pagina facebook dell'evento

martedì 24 novembre 2015

VINO/ARTE: MARILYN MONROE IN MOSTRA CON CUVAGE

La cantina piemontese sostiene l'esposizione dedicata all'indimenticata attrice. Tra le opere anche quelle di Andy Warhol e Mimmo Rotella

Inaugurazione sabato 28 novembre


Conto alla rovescia per l'inaugurazione di "Marilyn per sempre", la mostra sostenuta dalla cantina Cuvage di Acqui Terme che raccoglie l'immagine dell'attrice interpretata da grandi artisti, a partire dall'iconografia pop di Andy Warhol e Mimmo Rotella. 

Il vernissage, con un brindisi di benvenuto all'insegna dei metodo classico firmati Cuvage, è previsto per sabato 28 novembre 2015 alle ore 18, alla GlobArt Gallery di Acqui Terme (AL). 

L'esposizione resterà aperta al pubblico da sabato 28 novembre fino al 10 gennaio 2016, e si potrà visitare nei locali di via Aureliano Galeazzo 38 ad Acqui Terme ogni sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.30; gli altri giorni su appuntamento, telefonando al numero 0144 322706.

Dopo l'esposizione dedicata a Picasso, Cuvage rinnova il suo impegno per l'arte con una mostra dedicata alla grande Marilyn Monroe.  Con oltre settanta opere, caratterizzate dalla diversità dei materiali e delle tecniche di realizzazione, la GlobArt Gallery insieme a  Cuvage, propone infatti un'interessante raccolta critica dove l'immagine protagonista di Marilyn emerge sempre e comunque come icona riconoscibile.

Tra gli artisti esposti alcuni protagonisti del panorama italiano tra gli anni Sessanta e Ottanta come Omar Ronda, Ugo Nespolo, Marco Lodola, Gianni Cella, Dario Brevi; accanto a nomi più contemporanei come Francesco De Molfetta, Vittorio Valente, Massimo Sansavini, Alessandro Di Cola, Lady Be, Carlo Pasini, Roberto Comelli, Alessandro Casati, Antonio De Luca.

Le opere sono anche visibili sul sito: www.globartgallery.it


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lunedì 23 novembre 2015

Sabato 28 novembre inaugurazione mostra di Giovanni Garrubba all'Antica Cereria di Parma

Invito evento "A cena con l'Artista" - Giovanni Garrubba espone all'Antica Cereria di Parma

Un appuntamento speciale di arte culinaria, pittura e gossip storico dal titolo “A cena con l’Artista”, in cui il pittore Giovanni Garrubba presenterà sabato 28 novembre a partire dalle 20.30 all'Antica Cereria in b.go Tanzi, 5 a Parma le sue nuove opere, dedicate alla città ducale e ai castelli della provincia, attraverso un menù creato appositamente dallo chef ispirandosi ai colori e ai soggetti dei suoi quadri, come i cappellacci alla spalla cotta su letto di zafferano per richiamare il giallo Parma e il rosa dei suoi palazzi d’epoca. La cena sarà inframmezzata dagli interventi di Francesca Caggiati, giornalista e curatrice della mostra, dell'artista e di Rossella Bruschi, giovane laureata in Conservazione dei Beni Culturali, che racconterà alcuni simpatici aneddoti storici legati ai soggetti dei quadri esposti, che faranno da cornice all'evento.

Il Teatro Regio di Parma, una delle opere eposte


Il menù, disponibile solo la sera dell’inaugurazione della mostra che dura fino al prossimo 10 di gennaio, prevede di antipasto tomino al forno con bacon e noci, mousse di ricotta su pere al barolo, tortino di quinoa e broccoli, crostino a caprino e rabarbaro; come primi piatti paglia e fieno al culatello e cappellacci alla spalla cotta su letto di zafferano; di secondo faraona ripiena al forno con patate arrosto e di dessert un dolce a sorpresa dello chef accompagnati da bianco spumante e Montepulciano d'Abruzzo, il tutto al costo di 30 euro. Per ulteriori informazioni è possibile consultare la pagina Fb Giovanni Garrubba - Pittore. E' richiesta la prenotazione allo 0521 207387.

Mostra dedicata alla via Francigena nell'anno di Giubileo a Parma fino al 4 dicembre


Il calendario in due versioni realizzato da Graphital - fotografie di Francesca Bocchia

Un'aula magna gremita quella che ha ospitato la presentazione del calendario e della mostra "La Via Francigena nell'anno di Giubileo" al liceo artistico Toschi. A fare gli onori di casa il preside dell’istituto d’arte Roberto Pettenati, che ha presentato il progetto di cui la scuola è tra i soggetti patrocinatori, insieme alla Diocesi di Fidenza e al Museo Pier Maria Rossi di Berceto. Sono intervenuti l’onorevole Giuseppe Romanini e il prefetto Giuseppe Forlani che si sono complimentati per l’interessante iniziativa che verrà presentata e ospitata nel mese di dicembre anche a Berceto e in gennaio a Fidenza. Il viaggio, scandito da immagini e suggestioni lungo la via Francigena, inizia con la “Facciata del Duomo di Fidenza” raffigurata sulla copertina del calendario. L’opera, realizzata nel 1994 da Mario Schifano, rimasto affascinato dalla Cattedrale dedicata a San Donnino, posta sulla via dei pellegrini che porta a Roma e prosegue fino in Terrasanta, è conservata nella Curia vescovile di Fidenza.

Alcune delle opere esposte

I dodici artisti contemporanei coinvolti nel progetto, curato da Marzio Dall'Acqua, hanno creato le opere appositamente per questo calendario, realizzato grazie a Graphital: si parte con Ezio Camorani che in gennaio raffigura l’inizio e la fine del viaggio; Claudio Cesari che rappresenta in febbraio un punto preciso del percorso, il guado di Fornovo; Beppe Mecconi che nel mese di marzo verga a mano su carta la via a guisa di labirinto; Vincenzo Vernizzi che in aprile raffigura i principali luoghi francigeni del parmense; Stefano Grasselli che in maggio rivisita in chiave fantasiosa e moderna i tratti montani; Nunzio Garulli che nella sua terra e cielo riprende il concetto di infinito per un giugno dai tratti cromatici forti; in luglio sono rappresentati da Massimo Violi due pellegrini lungo il percorso; Mariangela Canforini raffigura in agosto la sosta di due viandanti intenti a leggere e suonare l’armonica a bocca; mentre Nicla Ferrari in settembre propone il soggetto delle mani, come simbolo di vita interiore, ma anche di ricezione dell’ostia consacrata che rigenera in Cristo l’animo umano; Giovanna Scapinelli ritrae in ottobre una figura femminile in preghiera nella pieve di Bardone; in novembre Giuseppe Bigliardi interpreta in modo astratto la Via con una tecnica mista composta da bitume, resina su tavola e lamina d’acciaio; e per finire in dicembre Paolo Bottioni propone un viaggio di fede, riprendendo il simbolo dell’Associazione Europea delle vie Francigene che vuole essere di raccordo tra passato, presente e futuro. Sua Eccellenza Monsignor Carlo Mazza si è complimentato con gli artisti perché hanno saputo cogliere e interpretare il tema del pellegrinaggio con opere di alto valore simbolico. L'esposizione delle opere rimane allestita nell'Aula Magna del Liceo Artistico di viale Toschi fino al 4 dicembre ed è liberamente visitabile dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.

di Francesca Caggiati

Il curatore della mostra Marzio Dall'Acqua e il preside del Liceo Artistico Toschi Roberto Pettenati

domenica 22 novembre 2015

Davide Prudenza, Esposizione Personale di Pittura contemporanea




Davide Prudenza
Esposizione Personale di Pittura contemporanea

Dal 1 dicembre 2015 al 16 gennaio 2016
Vernissage Venerdì 4 dicembre ore 18
Saletta  Guttuso

Artista: Davide Prudenza



Dal 1 settembre l'artista Davide Prudenza, in forte ascesa sul panorama artistico internazionale, esporrà una particolare selezione di opere d'arte nella saletta Guttuso della galleria Sabrina Falzone di Milano, situata nella cornice di un elegante palazzo del Novecento.
Davide Prudenza ha studiato alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. La sua evoluzione espressiva parte dal chiaroscuro figurativo, si evolve nella ricerca più estrema del colore e del potenziale espressivo della tela, da supporto a partner di sperimentazione.
Ricerca e sperimenta il nuovo, si spinge fino all'estremo senza mai trascurare il proprio valore estetico. Sfrutta molti linguaggi pittorici che gli permettono di trasmettere se stesso e la sua contemporaneità.
L'artista Davide Prudenza ha esposto non solo in numerose sedi italiane (a Genova, Padova, Venezia e Lodi, solo per citarne alcune) ma anche all'estero nel Principato di Monaco, a Barcellona, a Salisburgo, in Polonia e dal 22 gennaio esporrà i propri lavori in Austria presso la galleria ArtInnovation di Innsbruck.



Galleria Sabrina Falzone – Saletta Guttuso
Via Giorgio Pallavicino 29
20145 Milano - Italy
Orari di apertura: mart-ven h.16-19; sabato h.10-12
Chiuso lunedì, festivi e dal 24 dicembre all'11 gennaio per le festività natalizie
Ingresso gratuito

sabato 21 novembre 2015

Enrico BAJ | 24.11.2015 at 7pm

                                                                                               Photo by Enrico Cattaneo




EnricoBAJ
Baj at Marconi's. Plastics 1967 - 1969


Inaugurazione martedì 24 novembre 2015 dalle 19 alle 21
Dal 25 novembre al  31 gennaio 2016
martedì – sabato 11-19



Giò Marconi ha il piacere di annunciare la mostra Baj at Marconi's. Plastics 1967 – 1969  che ha luogo contemporaneamente alla mostra di Enrico Baj ospitata da Luxembourg & Dayan a New York.
Contraddistinto da una grande passione per l'eccentrico e un forte impulso iconoclasta, Enrico Baj è una delle figure centrali della neoavanguardia italiana. I suoi scritti di arte e politica hanno giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo di movimenti influenti, dal recupero di Dada e Surrealismo fino all'Arte Informale, al gruppo Cobra e al Movimento dell'Arte Nucleare, da lui stesso fondato a Milano con Sergio Dangelo.  Baj ha creato una sua iconografia peculiare. Partendo dall'astrazione gestuale della metà degli anni Cinquanta, ha affinato una tecnica pittorica che abbraccia la figurazione così come i simboli del kitsch, sovvertendo le convenzioni borghesi e autoritarie del "buon gusto".

Verso la fine degli anni Sessanta la ricerca di Enrico Baj si focalizza sulle Plastics.
In questo periodo inizia a esplorare le possibilità estetiche offerte dai materiali plastici.
I primi passi alla scoperta del nuovo medium sono compiuti con i piccoli mattoncini Lego multicolori che Baj inserisce all'interno di collage realizzati con arazzi, conferendo a quelli che sarebbero solo degli anonimi sfondi tessili, un accento molto contemporaneo, vivace e pop.
Baj taglia, assembla, sovrappone l'intero spettro di possibilità offerto dai nuovi materiali industriali: PVC, Lego, polietilene, poliestere, creando una varietà illimitata di personaggi colorati, paesaggi e la sua ultima serie di imponenti cravatte multicolori.

Baj at Marconi's. Plastics 1967 – 1969  fa riferimento alla mostra di Baj allo Studio Marconi del 1969 dove il pezzo clou era "La cravatta di Jackson Pollock" un monumentale lavoro in plastica, presentato insieme a diverse cravatte realizzate con lo stesso materiale.
Per questa occasione Baj aveva creato i multipli Baj at Marconi's – borse per la spesa contenenti souvenirs delle sue diverse attività. Questo multiplo incarna l'approccio ironico e originale al nuovo medium e ai materiali prodotti industrialmente che lo conducono nel regno della Pop Art.
Da Giò Marconi sono in mostra diversi lavori in plastica realizzati negli anni Sessanta, tra cui un gruppo di ritratti luminosi e brillanti, decorati con dettagli floreali e bottoni multicolori.
Ogni lavoro è composto da diversi fogli colorati di plexiglass che sovrapponendosi generano variazioni di ombre e di tonalità cromatiche.

Insieme ai ritratti sono presentati lavori più complessi come "Passeggiata al Central Park", dove un personaggio passeggia allegramente col bastone alzato verso l'alto  in un giardino sgargiante di alberi e fiori.
Anche "Hay Tatta Eschige" (il cui titolo trae ispirazione dal Dada) aggiunge una componente narrativa alla mostra raccontando una scena che si svolge in un paesaggio ornamentale di colore verde da cui si dirama una strada in legno che giunge in primo piano.
Accanto ai ritratti multicolori in plexiglass è esposto un dittico composto da due enigmatici personaggi astratti realizzati con fogli di alluminio: un altro dei "nuovi" materiali che Baj era solito utilizzare.

Il focus principale della mostra è dedicato alle cravatte di Enrico Baj.
Questo appare già chiaro all'ingresso della galleria quando il visitatore viene accolto dalla gigantografia dell'immagine pubblicitaria della mostra del 1969 allo Studio Marconi raffigurante una vasca su cui fluttua una lunga cravatta bianca e nera.
Baj sviluppa il motivo della cravatta dalle medaglie, a lungo indagate nelle sue serie dei generali.
Baj fa diventare questi oggetti del desiderio delle vere e proprie icone, disponendole su fondi plastici brillanti e multicolori o su scintillanti tessuti sintetici decorati con motivi astratti.
Nel 1970 il libro d'artista intitolato "La Cravate ne vaut pas une Medaille" ha spiegato l'iconografia della
cravatta come la medaglia dell'uomo comune – un'onorificenza per la vita di tutti i giorni:
"La cravatta è la struttura minimale sulla quale mi sono focalizzato nel mio lavoro recente. La cravatta è la decorazione preferita dell'uomo moderno perché sostituisce interamente le medaglie e le decorazioni civili e militati. La cravatta è il miglior simbolo della cultura occidentale contemporanea.".



Enrico Baj (1924-2003)

Nato a Milano, Enrico Baj (1924-2003) inizia a studiare all'Accademia di Brera nel 1938, per poi fuggire a Ginevra solo sei anni più tardi per evitare il reclutamento nell'esercito italiano sotto il regime fascista. Tornato in Italia dopo la guerra, Baj prosegue gli studi in Legge, abbandonati dopo pochi anni, e diviene negli anni cinquanta un pilastro della nuova scena artistica milanese. Baj fa il suo debutto artistico a New York nel 1960, partecipando all'Esposizione Internazionale del Surrealismo "Surrealist Intrusion in the Enchanters' Domain", curata da André Breton e Marcel Duchamp presso D'Arcy Galleries. L'anno seguente il suo lavoro viene incluso nella mostra Art of Assemblage (1961), curata da William Seitz al Museum of Modern Art di New York. Nel 1964 viene presentata alla  22° Biennale di Venezia una sala interamente dedicata al lavoro di Baj e nel 1971 seguono le tre importanti retrospettive ospitate da Palazzo Grassi, Venezia, dal Museum of Contemporary Art, Chicago e dal Musée de l'Athénée, Ginevra. Tra le mostre più recenti vi sono: 55 ° Biennale di Venezia (2013), Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano (2013), e Palazzo delle Esposizioni, Roma (2001-2002).


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EnricoBAJ
Baj at Marconi's. Plastics 1967 - 1969


Opening Tuesday November 24, 2015 from 7 to 9 pm
From November 25, 2015 till January 31, 2016
From Tuesday to Saturday, 11-19



Giò Marconi is pleased to announce the exhibition Baj at Marconi's. Plastics 1967 – 1969 which takes place in conjunction with the Enrico Baj exhibition currently on display at Luxembourg & Dayan in New York.
With a passion for the eccentric and a strong iconoclastic impulse, Enrico Baj was one of the central figures of the Italian neo-avant garde. His art and political writings have played an instrumental role in the chronologies of influential movements, from Dada and Surrealism to Art Informel and Cobra, as well as the Milanese movement of Nuclear Art, which he co-founded with Sergio Dangelo. Throughout it all, Baj formed an idiosyncratic iconography that was all his own. Departing from gestural abstraction in the mid-1950s, he honed a painterly practice that defiantly embraced figuration and kitsch symbols, subverting authoritative, bourgeois conventions of "good taste."

In the late 1960s Enrico Baj's main focus was on his Plastics.
During this period he began exploring the aesthetic possibilities of all different kinds of plastic materials. His first steps into the new medium were made with little multi-coloured Lego bricks that Baj included into his conventional tapestry canvases, thereby adding a very contemporary, colourful and pop art component to his otherwise plushy fabric backgrounds.
He cut, assembled and superimposed onto the entire spectrum that was offered by these new industrial materials: PVC, lego, polyethylene, polyester – all this gave birth to numberless colourful characters, landscapes and his ultimate series of loud and varicoloured neckties.

The centerpiece of Baj's 1969 Studio Marconi exhibition, which this show is a reference to, was the "La cravatta di Jackson Pollock", a monumental plastic work. But the show included also several other tie images, all made of plastic. To accompany that exhibition Baj had made the multiple Baj at Marconi's – a plastic shopping bag crammed with souvenirs of his various activities. This jaunty multiple embodied the inventive approach to new mediums and man-made materials that brought him into the realm of Pop art.

At Gio' Marconi, various works of his 1960s plastic series are on display:
A group  of bright and cheerful portraits adorned with flowery details and colourful buttons is being shown. Each of these works is composed of differently coloured sheets of plexiglass overlapping each other and thereby creating different shades and nuances of coulours.
The portraits are presented together with more elaborate works like "Passeggiata al Central Park". In there, a walker with an uplifted walking stick happily strolls within a gaudy landscape of trees and flowers. Also "Hay Tatta Eschige" (a title stemming from Dada) with its decorative green landscape and wooden street in the foreground adds a more narrative component to the show.

As an addition to the multi-coloured plexiglass portraits a diptych of two enigmatic abstract portraits made out of aluminium foil, another "new" material that Baj frequently used, is displayed.

The main focus of the exhibition is on Enrico Baj's neckties.
This already becomes apparent in the show's anteroom which welcomes the visitor with an over life-size photograph of the advertisement of the 1969 exhibition at the Studio Marconi that shows a bathtub with a long floating dotted black and white necktie.
From the medals, which Baj had used excessively for his series of generals, he developed the motif of the necktie. Inside the exhibiton one whole wall is dedicated to all the various tie works.  On shiny varicoloured plastic backgrounds or glittery polyester fabrics with abstract patterns Baj playfully drapes the overdimensioned, striped, polka-dotted motley object of desire and creates a modern day icon out of it.
In a 1970 artist's book titled "La Cravate ne vaut pas une Medaille", he explained the necktie's iconography as a common man's medal – an everyday badge of honour: "The tie is the minimal structure upon which I have focused in my recent work. The tie is the decoration preferred by today's men because it entirely substitutes medals, military and civil decorations. The tie is the best symbol of today's western culture and thought."



Enrico Baj (1924-2003)


Born in Milan, Enrico Baj (1924-2003) began studying at the Brera Academy of Art in 1938, only to flee to Geneva six years later in order to avoid conscription to the Italian army under Mussolini. Returning to Italy after the war, Baj pursued law studies, which he duly abandoned, becoming instead a mainstay in the Milanese avant garde art scene by the mid-1950s. Baj had his debut in New York in 1960, as part of the exhibition Surrealist Intrusion in the Enchanters' Domain, organized by Marcel Duchamp and André Breton at D'Arcy Galleries. The following year, his work was included in the influential exhibition Art of Assemblage (1961), organized by William Seitz at the Museum of Modern Art, New York. In 1964 a room devoted to Baj's work was presented in the 22nd Venice Biennial, and three major retrospectives followed in 1971, held at Palazzo Grassi, Venice; Museum of Contemporary Art, Chicago; and Musée de l'Athénée, Geneva. Recent exhibitions were held in the following venues, among others: the 55th Venice Biennial (2013), Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milan (2013), and Palazzo delle Esposizioni, Rome (2001-2002).



Thanks to
Roberta Baj Cerini
Fondazione Marconi



Giò Marconi
via Tadino, 20
20124 Milan
tel +39 02 2940 4373
fax +39 02 2940 5573
info@giomarconi.com
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How to get there:
Underground:
Line 1 Red: stops Porta Venezia - Lima
Line 3 Yellow:  stop Centrale
Surface transport:
bus n. 60 – 81 stop B. Marcello

A Ravenna la Mostra Identidad Espacio-Tiempo, dell'artista spagnolo Ignazio De Petra

Vibra presenta IDENTIDAD ESPACIO-TIEMPO


Le opere dello spagnolo Ignacio De Petra in mostra presso Vibra, spazio contemporaneo di idee, a Ravenna, dal 21 novembre al 15 dicembre.



Ravenna, 21 novembre 2015 - Identidad Espacio-Tiempo è il titolo della mostra che Vibra - sotto la direzione artistica di Michela Bernardini, consulente creativo - propone nei suoi spazi espositivi. Le opere dell’artista, dopo essere state esposte a Madrid e a Bologna, arrivano a Ravenna, con vernissage sabato 21 novembre ore 18:30.

Il tempo, i volti, le maschere e la luce sono i protagonisti della ricerca espressiva di Ignacio De Petra. “Nei suoi scatti - spiega la critica d’arte Sabina Ghinassi - l’artista sembra voler raccontare l’armonia magica e meravigliosa che trae origine sempre dall’incontro tra maschere e identità, tra immobilità e velocità, tra luce, intensa e zenitale, e spettro cromatico.” Estrapolando la luce riflessa, viaggiando al suo interno, Ignacio coglie il tempo: il lato più disarmante del suo trascorrere oppure quello più folgorante del suo arrivare. 
La velocità e la luce diventano gli assi portanti dell’intera composizione attraverso una tecnica raffinata e priva di manipolazioni e post produzione, riescono a tradurre una sorta di ossimoro, un reale irreale fatto di immagini deliberatamente prive di nitidezza, svaporate come sogni. I segni dello scorrimento veloce, luoghi che accompagnano gli arrivi e le partenze, sono il simbolo del Viaggio nell’immaginario contemporaneo, delle migrazioni di storie e pensieri, degli spostamenti dalle radici all’altrove. 
Sono il luogo dove si consuma il cambiamento di orizzonte e di identità, scelto o subito che sia. Ciò che emerge è che questo cambiamento è raccolto nelle immagini perché portatore di vita e di bellezza: una bellezza singolare eppure indubitabile, secondo lo sguardo dell’artista.

L’artista | Ignacio De Petra

Il fotografo e videomaker spagnolo IgnacioDePetra vive e lavora a Madrid. Dopo gli studi alla Scuola di Arti Applicate di Madrid con Cristina Garcia Rodero, importantissima artista e fotografa della Magnum, si avvicina al mondo del reportage e del 'Fashion Work'.  Successivamente sviluppa una tecnica sperimentale personale, ibrida tra panning e immobilità, che applica a diversi progetti, tra cui le serie delle Tauromachie, dei paesaggi urbani e delle maschere. Ha collaborato con molti artisti spagnoli, tra cui Pedro Garhel, Oscar Benedì e Juan Zamudio. 
Alcuni suoi scatti sono stati selezionati nell’ambito della mostra “Universo en Español”, organizzata dal quotidiano El Pais all’Istituto Cervantes di Madrid nel 2012, mentre nel 2013 il Concept Store bolognese “L’Inde le Palais” ha aperto i suoi spazi alla personale “De Luces”, selezione di lavori appartenenti alla serie Tauromachie, in occasione della 37esima edizione di Arte Fiera Bologna. Lo scorso anno ha lavorato per un progetto in team con il Fashion Brand Atos Lombardini.  Nel 2014 ha partecipato alla collettiva 'Orgullo' Centro Espositivo 'Casa de Vacas' di Madrid       


Informazioni

Sede Mostra: Vibra, via M. Fantuzzi, 8 - Ravenna

Orari: mar-giov 17:00 - 19:00  sab 10:30 - 12:30 | 17:00 – 19:00 per appuntamento

abramiki@gmail.com - fb: vibra spazio contemporaneo di idee
Ingresso: Libero

Leonardo Labyrinth a Milano - chiusura posticipata al1 Dicembre - C-stampa

Posticipata la chiusura della MOSTRA DI SEN SHOMBIT
A MILANO
 
"Leonardo Labyrinth" di SEN Shombit
Al Museo d'Arte e Scienza di Milano fino al 1 Dicembre 2015

Prosegue fino al 1 Dicembre 2015 l'esposizione dell'opera LEONARDO LABYRINTH di SEN Shombit, grazie all'eccezionale decisione di posticipare la chiusura dell'evento per dar la possibilità al grande pubblico italiano di incontrare le 24 tele scomponibili del celebre artista d'origine indiana. 

L'eccezionale evento offre l'opportunità, unica nel suo genere, di apprezzare la "riflessione intellettuale" di SEN Shombit mettendo in relazione la sua interpretazione dell'ultima cena con il genio di Leonardo da Vinci all'interno delle affascianti mura di palazzo Bonacossa dove ha sede il Museo d'Arte e Scienza diretto da Peter Matthaes.

Per l'occasione sono stati realizzati due servizi filmati con interviste a:

Peter Matthaes Direttore del Museo d'Arte e Scienza di Milano https://youtu.be/TeoHt_bt4cY
Alberto Moioli Curatore dell'evento e Dir. dell'Enciclopedia d'Arte Italiana https://youtu.be/cIVoaVrQivw


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venerdì 20 novembre 2015

MOSTRA " IL SEGNO" A PALAZZO DEL SENATO MILANO

IL SEGNO

mostra COLLETTIVA - 10 - 23 dicembre 2015

L’esposizione propone numerosi lavori di una selezione di artisti contemporanei, ciascuno con un linguaggio molto personale. Le opere offrono un percorso nella dimensione interiore degli artisti, che sull'onda di un impulso creativo non eludibile, interpretano il reale in direzioni diverse ed offrono un  ampio spettro di esperienze. 

La mostra collettiva verrà organizzata nel prestigioso Palazzo del Senato, splendida location barocca del XVII secolo. Fabio Mangone, capomastro del Duomo e architetto favorito di Federico Borromeo, ne iniziò la costruzione nel 1620. Del Mangone sono i due magnifici cortili a logge e i vestiboli monumentali mentre la splendida facciata curvilinea è di Francesco Maria Richini. Fu sede del Senato nel periodo napoleonico del Regno Italico. Oggi Il palazzo ospita l'Archivio di Stato. 

COSA OFFRIAMO :


  • Esposizione opere
  • Catalogo della mostra
  • Ufficio stampa
  • Vernissage con buffet

CONTATTI PER GLI ARTISTI INTERESSATI AD ESPORRE LE PROPRIE OPERE: mail: relazioniesterne@formapensiero.com  -  mobile: 392.8310786


giovedì 19 novembre 2015

Modica (RG) "Il Sogno di Medea", da Lo Magno video e dibattito per il finissage della mostra di Robustelli

Modica (RG), 19/11/2015. La mostra d'arte di Giovanni Robustelli dal titolo "Il più cretino", a cura di Giuseppe Lo Magno, allestita nella Galleria Lo Magno di Via Risorgimento n. 91/93 sarà prolungata fino al 26 novembre. In occasione della chiusura, giovedì 26 alle ore 19.00, sarà proiettato il video documentario "Il Sogno di Medea". Ne discuteranno con il pubblico l'artista Giovanni Robustelli, il critico d'arte Andrea Gustella e il videomaker Vincenzo Cascone, patron di Extempora e autore del cortometraggio.

"Il Sogno di Medea" è un documentario breve con le riflessioni di Enrico Ghezzi, famoso critico cinematografico, e Roberto Chiesi, direttore della "Fondazione Centro Studi Pier Paolo Pasolini" di Bologna. Proiettato per la prima volta lo scorso maggio in occasione della mostra "Medea - da Pasolini" di Giovanni Robustelli nelle sale di Castel dell'Ovo a Napoli, il video prende spunto dalla personale rilettura da parte dell'artista vittoriese della "Medea" di Pasolini, una fra le possibili incursioni nell'universo del mito nato dalla tragedia di Euripide.

La spinta del lavoro pittorico di Giovanni Robustelli ha prodotto una crepa nel cristallo in cui Pasolini vedeva riflessa la figura immensa e magnetica di Maria Callas, volto e postura tesi ad incarnare la potenza del mondo pre-borghese, sottoproletario, in quel carico di terrestre consapevolezza che apre alla magia, alla forza esoterica degli elementi naturali contrapposta all'opportunistica ragion di Stato di Giasone. Il documentario affronta la matericitá di questa tensione verso il basso espressa nelle tele di Robustelli, fornendo non uno strumento di indagine sull'enigma del film, ma un punto di vista per contemplare questo stesso enigma.

Il finissage, oltre a fornire l'occasione per trascorrere una serata all'insegna dell'arte, vuole rendere omaggio a uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento a quarant'anni dalla sua tragica scomparsa. Invariati gli orari per visitare la mostra, che resterà aperta tutti i giorni, esclusa la domenica) dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle 20.00.




Info e contatti
Galleria Lo Magno,
Via Risorgimento, 91-93, Modica (RG)
tel. 0932 763165
mail: gallerialomagno@virgilio.it
web: www.gallerialomagno.it


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Mostra "Matisse e il suo tempo" > dal 12 dicembre a Palazzo Chiablese di Torino


SAVE THE DATE > arrira a Torino la grande mostra
"Matisse e il suo tempo"
dal 12 dicembre a Palazzo Chiablese



Matisse "l'ansioso, il follemente ansioso" - così lo descrive uno dei suoi amici divisionisti - domina l'arte della prima metà del XX Secolo ed è considerato uno delle coscienze artistiche più affascinanti del Novecento. Sempre al centro di dibattiti, durante tutta la sua carriera è stato capogruppo dei fauves, osservatore critico del cubismo, discepolo di Signac, Renoir e Bonnard, rivale di Picasso, maestro d'accademia e infine precursore di un'arte che anticipa l'espressionismo astratto newyorkese.

Con 50 opere di Matisse e 47 di artisti a lui coevi quali Picasso, Renoir, Bonnard, Modigliani, Miró, Derain, Braque, Marquet, Léger - tutte provenienti dal Centre Pompidou - la mostra "Matisse e il suo tempo" si prefigge di mostrare le opere di Matisse attraverso l'esatto contesto delle sue amicizie e degli scambi artistici con altri pittori. 

Così, per mezzo di confronti visivi con opere di artisti suoi contemporanei, sarà possibile cogliere non solo le sottili influenze reciproche o le fonti comuni di ispirazione, ma anche una sorta di "spirito del tempo", che unisce Matisse e gli altri artisti e che coinvolge momenti finora poco studiati, come il modernismo degli anni quaranta e cinquanta. Opere di Matisse quali Icaro (della serie Jazz del 1947), Grande interno rosso (1948), Ragazza vestita di bianco, su fondo rosso (1946) sono messe a confronto con i quadri di Picasso, come Nudo con berretto turco (1955), di Braque, come Toeletta davanti alla finestra (1942), di Léger, come Il tempo libero – Omaggio a Louis David (1948-1949)
Promossa dal Comune di Torino - Assessorato alla Cultura, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dal Polo Reale di Torino e organizzata dal Centre Pompidou di Parigi, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group, la mostra curata da Cécile Debray conservatore Centre Pompidou sarà visitabile a Palazzo Chiablese di Torino dal 12 dicembre 2015 al 15 maggio 2016.
Dieci sezioni in mostra illustrano, secondo un percorso cronologico intercalato da approfondimenti tematici, le figure matissiane delle odalische - come in Odalisca con pantaloni rossi del 1921 -; la raffigurazione dell'atelier, soggetto ricorrente nell'opera di Matisse ma che, negli anni bui della Seconda Guerra Mondiale, dà luogo a quadri stupefacenti a firma di Braque (L'Atelier IX, 1952-56) e Picasso (Lo studio, 1955); l'opera e il percorso di Matisse dai suoi esordi con Gustave Moreau (1897-99) fino alla sua scomparsa negli anni Sessanta e alle ultime carte dipinte e ritagliate.
La mostra vede come sponsor Lottomatica, come sponsor tecnici Grandi Stazioni, Trenitalia, Coop, Canale Arte e vede il supporto di La Rinascente. L'evento è consigliato da Sky Arte HD. Il catalogo è edito da 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE.


Giorni di apertura e orari di mostra
LUN 14.30 - 19.30 | MAR, MER, VEN, SAB, DOM 9.30 - 19.30 | GIO 9.30 - 22.30 (Il servizio di biglietteria termina un'ora prima della chiusura)
Informazioni e prenotazioni T. +39 011 0240113 www.mostramatisse.it www.ticket.it/matisse #MatisseTorino 


Henri Matisse, L'algerina, 1909, olio su tela, 81x65 cm, Collection Centre Pompidou, Paris Musée national d'art moderne - Centre de création industrielle. Photo: © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Philippe Migeat/Dist. RMN-GP © Succession H. Matisse by SIAE 2015
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