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lunedì 31 maggio 2010

Nicola Bertuzzi: Mostra "La Via crucis ritrovata"

Nicola Bertuzzi e la Via crucis ritrovata

a cura di Pietro Di Natale

Museo della Sanità e dell'Assistenza

Oratorio di Santa Maria della Vita

Bologna, via Clavature 8

Telefono: 0039 0516569777

21 maggio 2010 – 30 giugno 2010

da martedì a domenica

10.00-12.00 15.00-19.00



La Via crucis ritrovata

Dei preziosi "Quadretti della Via Crucis" di Nicola Bertuzzi si erano perse le tracce dal 1792, anno in cui furono registrati per l'ultima volta al terzo altare della Chiesa dell'Ospedale di San Biagio a Bologna, dove si trovavano da almeno dieci anni.

Collocato su via Santo Stefano all'angolo con vicolo Pusterla, l'Ospedale di San Biagio, detto anche di Santa Maria del Servi (dal nome della Confraternita che vi aveva sede) era assieme a quello di San Francesco il più importante ricovero per pellegrini della città. La Confraternita venne soppressa il 28 luglio 1798 e la chiesa definitivamente chiusa il 16 agosto 1808. Nel frattempo, l'Ospedale della Vita era stato unito a quello della Morte costituendo nel 1801 il Grande Ospedale della Vita e della Morte (nucleo originario dell'Ospedale Maggiore), cui furono annessi da subito gli ospedali della Santissima Trinità, di San Francesco e di San Biagio.

Nel 1933 Arfelli schedò la nostra Via crucis tra le opere custodite nel Santuario di Santa Maria della Vita e la riferì significativamente alla "maniera di Gaetano Gandolfi" sottolineandone "i ricchi sfondi, le figure ampie e i colori delicati e sfumati". Con ogni probabilità, nel periodo compreso tra la soppressione del complesso di San Biagio e questa data la splendida serie dipinta da Nicola Bertuzzi fu custodita, assieme ai beni provenienti dalle chiese degli ospedali, presso l'Ospedale Maggiore, fondato nel 1814 in via Riva Reno nell'edificio che dal 1725 aveva ospitato il nuovo Ospedale della Vita.



La mostra

In questa prima retrospettiva sul pittore anconetano s'intende rappresentare la sua poliedrica attività affiancando all'inedita Via crucis ritrovata una serie di opere significative all'interno suo fortunato percorso artistico. La selezione dei dipinti in mostra (importanti quadri "da stanza", opere di tema sacro, vivaci bozzetti e dipinti nei quali in Bertuzzi interviene in veste da figurista) esemplifica al meglio l'eterogenea produzione pittorica dell'Anconitano, del quale si propone nel volume sia la ricostruzione della vicenda biografica, sino ad oggi sconosciuta, sia l'esame critico dell'ampio catalogo, arricchito dalla Via crucis ritrovata e da altre significative prove, ampiamente riprodotte all'interno del testo.



Nicola Bertuzzi detto l'Anconitano (Ancona, 1715 circa – Bologna, 1777)

Figlio di Giovanni Battista, Nicola Tommaso Bertucci, volgarizzato Bertuzzi dai bolognesi, nasce ad Ancona verso la metà del secondo decennio del Settecento. Dal novembre del 1732 frequenta a Bologna i corsi in Accademia Clementina, vincendo i premi nelle classi di Figura nel 1734 e nel 1735. Dal 1742 è domiciliato assieme alla famiglia della sorella Anna Maria in Borgo delle Tovaglie. Nella prima metà degli anni Quaranta, sotto l'ala protettrice del suo maestro Vittorio Bigari, campione del rococò locale, il giovane Bertuzzi si fa conoscere in città partecipando agli apparati dei "Sacri sepolcri" allestiti per la Settimana Santa (1742-1743) e alle decorazioni nell'ex Collegio di Santa Lucia (1743) e nella Chiesa di San Mattia (1744).

Tra il 1746 ed il 1750 l'Anconitano si allontana da Bologna per raggiungere verosimilmente Venezia, dove, come rivelano le sue scelte stilistiche successive, rimane intimamente segnato dallo studio della pittura locale. Nei decenni successivi, dopo la nomina di Accademico (1751), si concretizza la sua escalation all'interno dell'istituzione bolognese dove ricopre le prestigiose cariche di Viceprincipe (1765, 1775) e di Principe, subentrando nel 1774 proprio a Bigari. Durante la sua intensa carriera licenzia molte opere destinate alle chiese e ai palazzi di Bologna e provincia (Medicina, Crevalcore, Bagnarola di Budrio), pur mantenendo vivi i rapporti con le Marche e Ancona, dove conserva parenti e committenti e fa recapitare svariati dipinti.

Il suo nutrito catalogo comprende decorazioni murali, pale d'altare, quadri "da stanza" di soggetto biblico, storico e letterario, composizioni autonome di piccolo formato, tra cui battaglie e straordinari bozzetti, nei quali esprime al meglio la sua conclamata foga pittorica, esibita attraverso scattanti colpi di pennello carichi di bella materia. Rimarchevole è inoltre la sua attività di figurista accanto ai maggiori pittori di paesaggio e di capricci architettonici. Tra i migliori e più fecondi interpreti della vivace parabola del barocchetto bolognese, l'Anconitano partecipa costantemente alle vicende dell'Accademia Clementina sino al 2 gennaio 1777, quando muore improvvisamente in casa Rossi Marsigli in Strada Maggiore, dove si era trasferito quindici anni prima.


Specifiche tecniche della mostra:

Nicola Bertuzzi e la Via crucis ritrovata

a cura di Pietro Di Natale


Museo della Sanità e dell'Assistenza

Oratorio di Santa Maria della Vita

Bologna, via Clavature 8

21 maggio 2010 – 30 giugno 2010


da martedì a domenica

10.00-12.00 15.00-19.00


Il volume e la mostra sono un progetto del Museo della Sanità e dell'Assistenza – Complesso monumentale di Santa Maria della Vita.


Il volume e il restauro della Via crucis rientrano nei progetti culturali voluti e finanziati dalla Fondazione Carisbo a seguito della Convenzione tra la Fondazione stessa, l'Azienda USL di Bologna e la Curia Arcivescovile.

Fondazione Carisbo – Museo della Città di Bologna s.r.l

Coordinamento: Angela Nardi, Benedetta Dolcini

Ufficio stampa: Annalisa Bellocchi


Il progetto rientra nelle manifestazioni celebrative dei 750 anni di vita dell'Ospedale Maggiore promosse dall'Azienda USL di Bologna.


La ricerca storica, la catalogazione e la realizzazione del volume rientrano nelle attività previste dal "Progetto di valorizzazione dei beni culturali delle Aziende Sanitarie Regionali" delibera regionale n.889 del 01/06/2008


Il restauro della Via crucis di Nicola Bertuzzi è stato realizzato dal Laboratorio di Restauro Silvia Baroni, in collaborazione con Sara Cuppini ed Elena Regazzi.


Si ringraziano i prestatori privati, le istituzioni e i musei per le opere d'arte gentilmente concesse e la Sovrintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena per la preziosa collaborazione (Direttore dei lavori: Gian Piero Cammarota)

Catalogo

P. Di Natale, Nicola Bertuzzi e la Via crucis ritrovata, BUP, Bologna 2010

Trasporti

Borghi Fine Arts – Bologna

Assicurazioni

Axa Art

Enti prestatori

Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio

Bologna, Ritiro di San Pellegrino

San Giovanni in Persiceto, Museo d'Arte Sacra

Bologna, Fondantico di Tiziana Sassòli


col sostegno di

Fondantico di Tiziana Sassòli

Polfil

venerdì 28 maggio 2010

Esposizione -Da Degas a Picasso- Etroubles (AO) dal 19 giugno

Etroubles, 26 maggio 2010
Sarà inaugurata sabato 19 giugno 2010 l'esposizione "Da Degas a Picasso", resa possibile
ancora una volta dalla generosità di Léonard Gianadda, cittadino onorario di Etroubles dal
2005.
In mostra una quarantina di sculture dei maggiori esponenti dell'arte moderna, ospitate
nel parco della Fondation Gianadda di Martigny: Artigas, César, Chagall, Christo, Chillida,
Camille Claudel, Daumier, Degas, Dubuffet, Erni, Favre, Diego ed Alberto Giacometti,
Graetz, Lobo, Maillol, Penalbia, Poncet, Raboud, Rodin
e Szafran.
L'esposizione vede all'opera la collaudata squadra coordinata dal Sindaco Massimo
Tamone
: la cura è affdata ad Alessandro Parrella, le fotografe a Bruno Domaine, l'uffcio
stampa e la comunicazione web a Paola Ugliano, gli allestimenti agli architetti Paola
Ciaschetti
e Sabrina Tonino.
Grazie al completamento dei lavori in piazza Deffeyes il borgo acquisirà nuova luce, oltre
a quella offerta dalle opere del Museo all'aperto che, con i suoi ventimila visitatori
all'anno, ha superato quota centomila in questo primo lustro di vita.
A partire dalla sua inaugurazione, il Comune di Etroubles ha conseguito ragguardevoli
riconoscimenti: l' assegnazione della bandiera verde della Carovana delle Alpi di
Legambiente
nel 2006, l'inclusione tra i Borghi più Belli d'Italia nel novembre 2009,
l'attribuzione della bandiera arancione del Touring Club Italiano, il gemellaggio con il
Comune di Rimini nel 2010.

Il tutto grazie alle scelte di rilancio economico all'insegna del rispetto del territorio, nel
segno di una promozione turistica rispettosa delle tradizioni storiche e dell'innovazione
culturale mediante manifestazioni artistiche di respiro internazionale che annoverano
questo piccolo, ma attivo centro del Gran San Bernardo, lungo lo storico cammino della
Via Francigena, tra i più vivaci nel panorama culturale europeo.
Una nuova occasione per venire a scoprire la bellezza di questo borgo alpino, l'ospitalità
delle sue genti, i colori e i profumi della natura e dell'arte e la varietà di sapori di una
gastronomia ricca e genuina.

Paola Ugliano per il Comune di Etroubles

www.comune.etroubles.ao.it
www.parrellarte.com
www.borghitalia.it/html/borgo_it.php?codice_borgo=668

www.bandierearancioni.it/bandiere_arancioni/comuni_scheda.asp?IdComune=187&nomecomune=Etroubles&provincia=AO

lunedì 24 maggio 2010

Foto-Graf-Arti “APPARENTI DIFFERENZE – DIFFERENTI APPARENZE”

29 Maggio 2010, ore 16.00/20.00 - Corte della Palombaia, Via G. Falcone 5, Raiano (AQ)
- evento patrocinato dalla Provincia de L'Aquila, Comuni di Raiano (AQ) e Popoli (PE) -

Il 29 maggio 2010 presso il Centro per l'Essere Bene a Raiano (AQ) si terrà lo Spettacolo-Mostra "Foto-Graf-Arti APPARENTI DIFFERENZE – DIFFERENTI APPARENZE". La mostra di fotografia, poesia, pittura, installazioni, video-creazioni, opere concettuali e performance artistiche, è la risultante dell'unione di forti individualità artistiche contemporanee, nel gruppo Officina 77, che hanno fuso le loro arti per creare un percorso tematico dal forte impatto emozionale. All'interno di "Apparenti Differenze – Differenti Apparenze" maestri della fotografia, artisti clandestini eco-compatibili, poeti dal linguaggio rivoluzionario, elaboratori visionari, professionisti del gesto, si dilettano a interpretare il tema dell'evoluzione dell'immagine sociale dell'uomo e della donna nel corso dei tempi. Questo spettacolo d'Arte contemporanea è un momento energetico - positivo e pulito, fatto di opere e artisti a tratti tradizionali e sognanti e a tratti astratti e sperimentali. Scopo della Mostra è dare una visione nel contempo individuale e corale del tema trattato, per superare la bidimensionalità dell'immagine e della parola ed entrare in una dimensione a tutto tondo che ne arricchisca il contenuto. Gli artisti che parteciperanno alla mostra sono: Daniela Scancella, fotografia, Cesiro Rossi, poesia, Arianna Fonte, pittura e installazioni, Jacopo Fonte, pittura, Emanuel Zorg, fotografia, Chiara Recchia, installazioni, Giada Gagliardi, montaggi video e installazioni, Daniele Vergni, montaggi video e fotografici, Francesco Petrilli, pittura, Miriam Capone, fotografia.
All'interno della mostra sarà allestito inoltre l'angolo "chiocciola-dibattito" "Da Bisbetiche Domate e Quaquaraquà al Sole e la Luna", sul tema del "maschile e femminile", con Marcello Luca Marasco e Roisita Zafenza (Counselor Relazionali).

Teresa Monnazzi - Foto-Graf-Arti Ufficio Stampa

Catalogo SILVIO VIGLIATURO. MESCOLANZE




SILVIO VIGLIATURO. MESCOLANZE
Volume a cura di Luca Beatrice, Editrice Alzani

In concomitanza con l’inaugurazione della mostra personale dell’artista e maestro del vetro Silvio Vigliaturo presso gli spazi del Museo del Presente di Rende (Cs), è stato dato alle stampe, per i tipi dell’Editrice Alzani, il volume Silvio Vigliaturo. Mescolanze. Anch’esso, come l’allestimento della mostra da cui prende il titolo, è curato da Luca Beatrice e realizzato grazie alla collaborazione del Comune di Rende e della Provincia di Cosenza.
L’edizione è composta da oltre centoventi pagine che, suddivise in sei capitoli, ripropongono i temi concettuali della mostra: la mitologia, il mediterraneo, gli equilibristi, Pericle, Obama e le Amazzoni. Tutte manifestazioni di quella fondamentale categoria che è la Mescolanza. Questa amalgama di origini, di popoli, di mito e storia, di generi, di luoghi, di tipi caratteriali e di sentimenti, è palesata dalle tele variopinte e dalle maestose sculture in vetro dell’artista che fanno parte dell’allestimento della mostra di Rende.
Ognuna delle oltre sessanta opere è riproposta in catalogo mediante un’impaginazione curata e vivace, integrata da una serie di testi descrittivi – sia in versione italiana che inglese –, che intende accompagnare il lettore attraverso l’itinerario intellettuale affrontato da Vigliaturo nella fase di realizzazione dei suoi lavori.
La sezione dedicata alle Amazzoni offre, inoltre, la possibilità di rivivere la prova d’installazione che ha avuto luogo il 13 marzo 2010 sul sacrato del Duomo di Chieri (To), grazie ad una raccolta di suggestive fotografie che sono la testimonianza dell’incantevole contrasto generato dalle trentadue sculture in vetro di Vigliaturo con l’imponente ed austera facciata gotica della chiesa.


Silvio Vigliaturo. Mescolanze
A cura di Luca Beatrice, testi di Andrea Rodi, Pinerolo, Editrice Alzani, Aprile 2010
ISBN 978-88-8170-407-1


Ufficio stampa MACA
Tel. 0119422568
maca@museovigliaturo.it
www.museovigliaturo.it
www.vigliaturo.com



domenica 23 maggio 2010

Braque, Kandinsky, Chagall. Aime' Maeght e i suoi artisti

mostra

DA BRAQUE
A KANDINSKY A CHAGALL.
AIMÉ MAEGHT E I SUOI ARTISTI
.


Ferrara
Palazzo dei Diamanti
28 febbraio - 2 giugno 2010

Bonnard, Matisse, Kandinsky, Braque, Chagall, Miró, Giacometti e molti altri artisti animarono l'universo di Aimé Maeght. Figura chiave della scena artistica del secondo Novecento, egli fu un editore di fama e, soprattutto, fondatore a Parigi di una delle gallerie più influenti e innovative del secolo, nonché, a Saint-Paul de Vence, della Fondazione Marguerite e Aimé Maeght, un tempio dedicato alla creazione artistica e un crocevia internazionale di pittori, scultori, poeti, scrittori, musicisti e personaggi della cultura.
Aimé Maeght promosse l'attività di maestri affermati e contribuì alla nascita di un nuova stagione della loro arte incoraggiandoli a utilizzare, oltre alla pittura, anche di grande formato, altri linguaggi come il mosaico, la ceramica, la pittura su vetro, l'incisione o il libro d'artista. Allo stesso tempo tuttavia si dimostrò attento alle ricerche delle generazioni più giovani, dando prova di saper competere con le gallerie nordamericane protagoniste del rinnovamento artistico del secondo dopoguerra. Inoltre, la sua instancabile attività di editore fece della Galleria, della Fondazione e della sua stessa abitazione un punto d'incontro del mondo artistico e intellettuale, dal cui confronto nacquero straordinarie creazioni collettive.
maeght cane
Per approfondire la conoscenza di questo affascinante capitolo della vita artistica e culturale del secondo dopoguerra, Ferrara Arte organizza la mostra Da Braque a Kandinsky a Chagall. Aimé Maeght e i suoi artisti, la prima in Italia dedicata alla Galleria Maeght e alle vicende che ne segnarono la storia. L'esposizione, a cura di Tomàs Llorens e Boye Llorens, è anche l'occasione per studiare un aspetto della storia dell'arte del Novecento fino ad oggi poco indagato ma assolutamente fondamentale: il mercato dell'arte e i suoi principali animatori, i mercanti e i galleristi.
Un centinaio di opere – soprattutto dipinti, ma anche sculture, ceramiche, disegni, incisioni, affascinanti fotografie e volumi illustrati delle Edizioni Maeght – permettono di ripercorre il ventennio d'oro che intercorre dall'apertura della galleria parigina nel 1945 all'inaugurazione della Fondazione nel 1964, momento culminante di questa storia sia dal punto di vista creativo che della notorietà internazionale.
La rassegna è suddivisa in undici sezioni tematiche, legate tra loro, come un filo rosso che si snoda lungo tutta la mostra, dall'attività editoriale della galleria e dalla rivista Derrière le miroir, le cui uscite accompagnavano ogni esposizione con funzione di catalogo, entrambe originali traguardi raggiunti nell'intento di far dialogare le altre discipline con quelle figurative.

bonnard fanciulla distesa Aimé Maeght strinse amicizia con due grandi protagonisti dell'arte del Novecento come Matisse e Bonnard, grazie ai quali mosse i primi passi nel mercato dell'arte, abilmente aiutato dalla moglie Marguerite. Negli anni Trenta la coppia aveva aperto un negozio e una stamperia a Cannes. Durante la guerra la donna, rimasta sola a causa della partenza del marito per il fronte, vendette fortuitamente, ad un prezzo esorbitante, un quadro di Bonnard conservato nella stamperia per essere riprodotto. L'artista l'apprezzò e le offrì di vendere altre sue opere. In seguito, Aimé aiutò il maestro a recuperare le proprie tele rimaste al di là della linea del fronte. Fu proprio su consiglio di Bonnard e di Matisse che nel 1945 Maeght acquistò la galleria a Parigi inaugurandola con una personale dello stesso Matisse.
Il tema della prima sezione della mostra è proprio l'intima amicizia che legava Aimé e Marguerite ai propri artisti, un legame nutrito anche della sensibilità e dell'ospitalità che la donna seppe sempre dimostrare loro. Ne sono testimonianza i ritratti di Marguerite realizzati da Matisse nel 1944 e da Giacometti nel 1961, due icone che ne esaltano l'una il fascino della maturità, l'altra l'autorevolezza e la profondità dell'età avanzata. In mostra li affianca il bellissimo dipinto di Bonnard, Fanciulla distesa (Jeune fille étendue) del 1921, che Marguerite custodiva nella propria camera, un esempio dell'ineguagliabile capacità dell'artista di restituire, con un tono commosso e malinconico, un frammento di vita reale.

Tramite la figlia di Matisse, Marguerite, nel 1945 Aimé conobbe Georges Braque con il quale in breve nacque un'amicizia profonda e uno scambio fecondissimo. Fondatore del cubismo assieme a Picasso, Braque era allora un maestro indiscusso dell'arte moderna: il contratto in esclusiva che firmò con Aimé e la mostra allestita nel 1947 rappresentarono il primo traguardo importante della carriera del gallerista. Questi, a sua volta, incoraggiò Braque a riaccostarsi alla litografia e a realizzare libri illustrati: in mostra sono esposte alcune tavole eseguite per La libertà dei mari (La Liberté des mers) di Pierre Reverdy, un poema che ispirò a Braque una raffinata integrazione di testo e immagine e un sottile gioco di analogie e rispondenze. Aimé acquistò l'intera produzione dell'artista, di cui la rassegna presenta alcune delle opere più significative. Tra queste figurano gli imponenti pannelli decorativi con motivi mitologici del 1931, una rilettura in chiave arcaicizzante del tema del nudo classico caro a Picasso e Matisse che, nell'uso gesso inciso, riflette l'interesse di Braque per le proprietà tattili dei materiali; oppure uno dei celebri Ateliers del 1950-51, considerati uno dei suoi vertici espressivi, per l'armonia ricca di risonanze musicali che regna tra le componenti formali, vere protagoniste dell'opera.
miro serpente
Duchamp Si prega di toccare La terza sezione della rassegna è dedicata ad uno degli episodi che fecero più scalpore nella storia della galleria, la memorabile esposizione Le Surréalisme en 1947 organizzata da André Breton e Marcel Duchamp. Si trattava della prima grande mostra surrealista del dopoguerra, che segnava il ritorno a Parigi dei principali protagonisti del movimento dopo l'esilio nordamericano durante gli anni della seconda guerra mondiale.
In mostra viene riproposto il catalogo con la provocatoria copertina ideata da Duchamp, sulla quale è applicata una protesi di seno femminile in gomma, accompagnata dalla didascalia "si prega di toccare", in cui viene ribaltato, in modo dissacrante, il rapporto tradizionale con l'opera d'arte. Viene inoltre presentata la celebre tela Superstizione – Serpente di Miró, una teoria di motivi arcaicizzanti dipinti dall'artista catalano su di una lunga striscia ondulata di tessuto. esposizione surrealista Nell'esposizione del 1947 l'opera faceva parte di uno delle installazioni della "sala delle superstizioni", ed era allestita alle spalle di una donna bendata nuda, come documenta a Palazzo dei Diamanti una gigantografia di una stupenda foto della mostra.

La mostra del 1947 fu per Aimé l'occasione per avviare una collaborazione estremamente fruttuosa e stringere una grande amicizia con Alberto Giacometti, che sino alla metà degli anni Trenta aveva militato nelle fila del surrealismo, in seguito abbandonato per tornare a rappresentare la figura.
Nel corso degli anni Cinquanta, anche grazie alle mostre che si tennero presso la Galleria Maeght, Giacometti vide crescere enormemente la propria fama, fino a diventare una delle figure più rappresentative dell'arte del dopoguerra e, più in generale, della scultura del Novecento.
I bronzi riuniti nella quarta sezione della mostra, e in particolare La foresta (La Forêt) del 1950, sono rivelatori della capacità di Giacometti di trasmettere, con un linguaggio assolutamente nuovo, il senso di solitudine e di precarietà dell'esistenza umana che accomunava le generazioni che avevano vissuto da vicino la seconda guerra mondiale. La composizione riunisce otto figure di diverso formato, immobili come alberi in una foresta, che si fiancheggiano senza guardarsi. Nelle sculture degli anni Cinquanta le proporzioni si allungano a dismisura dando alla figura umana un aspetto sempre più ieratico, come mostra la celeberrima serie delle Femme de Venise del 1956, di cui sono esposti tre splendidi esemplari.
Sono inoltre accostate alcune tele di Giacometti e di Braque a sottolineare una comune sensibilità esistenziale; un'affinità confermata anche dal commosso disegno di Giacometti, toccante testimonianza che ritrae la testa dell'amico Braque sul letto di morte.

chagall sole giallo
Tra i grandi nomi che la Galleria Maeght rappresentò in esclusiva c'era anche Chagall, che vi espose per la prima volta nel 1950 una selezione di dipinti, gouaches, incisioni e ceramiche. La sezione a lui dedicata riunisce un analogo ventaglio di tecniche esplorate dall'artista russo per ricreare visivamente il proprio mondo poetico: vedute parigine, il pittore con la tavolozza, coppie di amanti, galli fantastici, asini alati, violinisti e fiori provenzali. In dipinti della maturità, come il celebre Sole giallo (Soleil jaune) del 1958 o il più tardo Fiori secchi (Fleurs sechées) del 1975, il colore è intenso, steso a pennellate sciolte e sembra fluire spontaneamente dando corpo alla rappresentazione, mentre la luce è quella penetrante e gioiosa scoperta nel 1952 in Grecia con la seconda moglie Vava. A ulteriore riprova dell'amicizia che univa la famiglia Maeght ai suoi artisti, e tra questi Chagall, è esposto anche il dono fatto dal pittore per il figlio di Aimé: la gouache Per Paule et Adrien (Pour Paule et Adrien) del 1956, che offrì all'artista l'occasione per tornare su uno dei suoi temi prediletti, l'abbraccio degli amanti.

kandinsky nodo rosso A differenza della maggioranza delle gallerie dell'epoca, che sostenevano un'unica tendenza artistica, Aimé spaziò dall'arte figurativa all'arte astratta, seguendo una propria poetica personale e una ricerca instancabile della qualità. Per queste ragioni, due anni dopo l'esposizione surrealista, Maeght organizzò una grande mostra dedicata all'opposto versante dell'astrazione. Vi riunì artisti di diversa provenienza, come Kandinsky e Léger, che, per questo motivo, sono qui presentati nella stessa sezione. Del grande pittore russo, fondatore del Cavaliere Azzurro, figurano opere del periodo dell'inegnamento al Bauhaus, come Cerchio blu II (Cercle bleu II) del 1925, inconfondibile nell'astrazione geometrica, e Nodo rosso (Nœud rouge) del 1936, realizzato dopo il trasferimento a Parigi, nel quale la fluidità delle linee e delle forme compone motivi biomorfi dalla cromia intensa.
leger comete Léger è presente con due opere: una composizione del 1929, giocata sulla relazione tra le forme e i contrasti di colore che evidenzia l'attenzione dell'artista per le ricerche astratte, e il bellissimo trittico, Grandi code di comete (Grandes queues de comètes) del 1930. Eseguito probabilmente per un paravento, esso evoca il movimento del corpo celeste che, nella sua stupefacente bizzarria, richiama tanto la sfera dell'immaginario quanto l'ambito scientifico.

Una piccola sezione della mostra è dedicata a due artisti che, pur appartenendo alla generazione dei "maestri", ottennero una tardiva notorietà negli anni Cinquanta in seguito al rapporto stabilito con la Galleria Maeght, Bram van Velde e Pierre Tal-Coat. Entrambi operavano nell'ambito dell'astrazione, il primo con una marcata espressività affidata ai contrasti cromatici, il secondo più lirico e tonale. Accanto ai loro dipinti, vengono presentati due preziosi numeri di Derrière le miroir a loro dedicati, con testi di intellettuali della levatura di Samuel Beckett.

matisse cespuglio Segue una raffinata sezione dal titolo Bianco e nero, che rende omaggio alla sensibilità di Aimé per l'attività grafica e le ricerche incentrate sull'economia dei mezzi espressivi. Ne è un esempio emblematico il grande Cespuglio (Le Buisson) realizzato da Matisse nel 1951: pochi tratti di inchiostro e gouache delineano un'immagine ad un tempo straordinariamente semplice e monumentale. Lo affiancano alcuni fogli dell'americano, a lungo residente a Parigi, Ellsworth Kelly, presente alle mostre dedicate da Aimé ai giovani talenti. Si tratta di alcune litografie ispirate al giardino di Saint-Paul de Vence, che costituiscono una variante delle sue ricerche sulla semplificazione di particolari della realtà e che testimoniano la sua profonda ammirazione per l'ultima produzione di Matisse. Un affascinante contrappunto tridimensionale all'arbusto di Matisse è poi offerto dal sorprendente In piedi (Debout), dello scultore americano Alexander Calder, che sembra sfidare la legge di gravità. L'opera è uno dei mobiles dell'artista, termine coniato da Duchamp per qualificare le sculture cinetiche di Calder, realizzate con materiali esili e poveri, il cui movimento è attivato da un minimo spostamento d'aria.

calder in piedi Tra le presenze più assidue della galleria vi furono due personalità come Miró e Calder - cui è dedicata la nona sezione - entrambi legati ai Maeght da un contratto di esclusiva e da una solida amicizia. Con il suo atteggiamento sperimentale e le sua propensione per la grafica, Miró fu l'artista che meglio seppe valorizzare la strumentazione e l'esperienza tecnica offerta dai Maeght in quell'ambito, come testimonia il corpus di circa 1500 litografie ed acqueforti prodotte dall'artista. Tra i fogli presenti in mostra, la tecnica mista Per i 70 anni di Aimé (Pour le 70 ans d'Aimé) mette in luce un'audace integrazione del segno con la parola, che, utilizzata con funzione grafica, invade la superficie in tutte le direzioni. La sezione presenta inoltre gouaches e olii tra i quali il suggestivo Gioia di una fanciulla davanti al sole (Joie d'une fillette devant le soleil) del 1960. Il dipinto rivela un rapporto con le ricerche degli espressionisti astratti, per l'immediatezza e la gestualità delle pennellate con le quali l'artista ha trasferito sulla tela la commozione suscitatagli dalla volta celeste. Con Miró, che frequentava dal 1928, Calder condivise l'ispirazione alla natura e al cosmo e l'atteggiamento giocoso e sperimentale: un'attitudine che traspare dai due eccentrici uccelli modellati in fil di ferro e dal Gatto serpente (Le Chat serpent). Calder creò, in maniera intuitiva, un universo parallelo di forme aeree derivate dalla natura. Ne è un esempio in mostra il bellissimo Sommacco V (Sumac V) del 1953, donato ad Adrien Maeght in occasione delle sue nozze, che evoca la suggestione della chioma rossastra dell'albero in autunno.calder gatto serpente

Nel giro di pochi anni la Galleria si era imposta come il principale punto di riferimento delle figure riconosciute come maestri del movimento moderno. Al contempo aveva scelto di rappresentare artisti meno noti, quali Pierre Tal-Coat e Bram van Velde, o talenti emergenti, come Kelly e Chillida, discostandosi ulteriormente, in questo, dall'orientamento prevalente nelle gallerie contemporanee. Per tale ragione, la mostra propone un affascinante confronto generazionale, accostando opere di Léger e Chillida che trovano una comune fonte di ispirazione negli elementi naturali: le possenti forme sbalzate da Léger nel 1941 ricordano ad esempio un intreccio di rami e il complesso disegno delle radici, mentre protagonista della terracotta di Chillida Terra XXIX (Lurra XXIX) del 1979 è proprio la terra con impressi i segni primordiali della presenza dell'uomo. Il lavoro dell'artista basco nasce, infatti, da una riflessione sui materiali, le cui leggi governano la costruzione dell'opera.
miro cammino
La mostra si chiude con un'ampia sezione dedicata alla Fondazione, un progetto che, sin dalla sua genesi, deve molto agli artisti di Aimé. Dopo la tragica morte di Bernard, figlio giovanissimo del gallerista, Braque e Léger lo incoraggiarono ad aprire in sua memoria un centro dedicato all'arte moderna. Maeght raccolse l'idea e pose mano alla realizzazione di una sorta di "opera d'arte totale", un luogo dove i diversi linguaggi espressivi potessero dialogare tra loro.
La Fondazione Aimé et Marguerite Maeght
Una selezione di affascinanti fotografie storiche ricostruisce la nascita e i momenti della vita di questo straordinario complesso, dalla fase progettuale, che vide la stretta collaborazione dell'architetto catalano Josep Lluís Sert con Aimé e la sua cerchia di artisti, fino all'inaugurazione e alle Nuits de la Fondation Maeght, animate dalla partecipazione dei massimi nomi della musica e della danza contemporanee, come Duke Ellington, Olivier Messiaen, John Cage, Karlheinz Stockhausen, Terry Riley o Merce Cunningham. giacometti uomo che cammina Accanto alle foto, a ricreare la straordinaria suggestione del luogo, vi sono i bozzetti di alcune sculture di Miró, l'Arco e l'Uccello lunare, che popolano il labirinto da lui realizzato nel giardino, uno dei vertici del suo percorso artistico. Vi è inoltre il suo dipinto a dimensione murale del 1968, La faticosa marcia guidata dall'uccello fiammeggiante del deserto (Marche pénible guidée par l'oiseau flamboyant du désert), che trasmette l'immediatezza e la vitalità di un graffito. Il cantiere della Fondazione offrì a molti artisti l'opportunità di lavorare su grande scala. Braque, ad esempio, realizzò il mosaico della piscina e la vetrata meridionale della cappella. Quest'ultima è dominata dal volo di un uccello, un motivo ricorrente nella produzione di questa fase, che compare sintetizzato nella misteriosa tela Uccelli neri (Les Oiseaux noirs), del 1956-57, offrendogli l'opportunità per un'estrema, rigorosissima, riflessione sul tema a lui caro del rapporto fra la figura e lo spazio. Anche Calder realizzò opere monumentali che collocò tanto negli spazi esterni, quanto in quelli interni, come il magnifico mobile ispirato ad un planetario I tre soli gialli (Les Trois soleils jaunes).
Uno degli angoli più compiuti e intensi della Fondazione è il cortile terrazzato che ospita le grandi sculture di Giacometti: affacciato sul cielo e su una pineta esso enfatizza la forza drammatica e la tensione verso l'assoluto trasmessa dalle scarne silhouette della Donna in piedi I (Femme debout I) e dell'Uomo che cammina I (Homme qui marche I) del 1960, cui, in mostra, viene accostato il celebre Cane (Le Chien) del 1957.


La mostra, a cura di Tomàs Llorens e Boye Llorens, è organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con le Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, il Comune di Ferrara, la Provincia di Ferrara, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, la Cassa di Risparmio di Ferrara e Parsitalia Real Estate.


fonte: www.palazzodiamanti.it

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giovedì 20 maggio 2010

Le MESCOLANZE di Silvio Vigliaturo

Il TGTEN di Teleuropa Network ha dedicato un servizio alla mostra MESCOLANZE dell'artista SILVIO VIGLIATURO, che si svolge a Rende (CS), negli spazi del Museo del Presente, fino al 27 giugno 2010.

Per info:
Museo del Presente - tel. 0984 462493- 22067; museodelpresente@tiscali.it
Ufficio stampa MACA - tel. 0119422568; maca@museovigliaturo.it; www.vigliaturo.com



martedì 18 maggio 2010

JOËL STEIN. Personale retrospettiva dal 1960 ad oggi



Questa importantissima mostra retrospettiva, che il MACA - Museo Arte Contemporanea Acri ospiterà dal 3 luglio al 26 settembre 2010, vuole essere un percorso attraverso tutta l'opera di Joël Stein – il padre e l’artista più rappresentativo dell’ arte cinetica, il protagonista di un’esperienza fondamentale nell’intensa vivacità creativa della seconda metà del XX secolo.
Assorbito dal fervore culturale e artistico dell’ambiente parigino, l’artista porta avanti una personale ricerca che lo vede partecipare, nel 1960, alla fondazione del “Groupe Motus”, a cui succederà il “Centre de Recherche d’Art Visuel”, che diventerà poi il “Groupe de Recherche d’Art Visual” (GRAV), del quale sarà uno dei più incisivi teorici.
Un'opera molteplice nelle sue forme perché, se Joël Stein inizia con la pittura e l'incisione, molto presto si mostrerà curioso di altri modi di espressione: oggetti manipolabili, costruzione di scatole luminose, triedri o caleidoscopi, effetti speciali di cinema per Henri-Georges Clouzot e per i servizi di ricerca dell'ORTF (l'Ente Radiotelevisivo Francese), proiezioni di immagini animate a partire da un fascio laser, senza dimenticare la scultura con tecniche diverse, prove di uno spirito totalmente libero.
Poco incline a seguire dei maestri, Stein attribuisce molto presto un'importanza capitale al fattore visivo. Joël Stein è forse anzitutto un ricercatore, un ricercatore preoccupato di comprendere e di mettere alla prova il funzionamento della visione in rapporto con la percezione dei colori o con quella delle forme quando si intrecciano, si sfalsano o sono messe in movimento; preoccupato anche di cogliere la destabilizzazione delle forme e dei colori attraverso il gioco delle giustapposizioni, il gioco delle ombre o delle diffrazioni, altrettanti effetti che possono essere provocati, amplificati e sconvolti con l'uso della luce laser e di specchi.
Le immagini e le opere instabili di Joël Stein – di cui in mostra saranno presentati numerosissimi esempi che ripercorrono tutta l’esperienza creativa dell’artista: dalle Pitture programmate su sistemi matematici ai Labirinti; le Pitture in progressione cromatica; gli Intrecci, le Macchine, i Laser; gli Slittamenti; fino alle Ambiguità di lettura –, richiedono sempre un occhio responsabile e partecipe che attribuisca loro una forma stabile anche se momentanea e contingente, che animi il movimento virtuale che le scuote, che attualizzi alcune delle loro infinite potenziali variazioni. Solo all'interno di questa relazione interattiva si costruisce l'immagine in un rimando reciproco e incessante di stabilità, giocato fra l'occhio e la realtà visiva, fra il soggetto e l'oggetto, fra l'uomo e il mondo.
Ecco allora la necessità, come dice Stein, non tanto di spiegare i risultati ottenuti con la ricerca artistica ma di "moltiplicare le esperienze", affinché l'instabilità intrinseca del mondo si stabilizzi attraverso il nostro sguardo, la sua virtualità si attualizzi in una delle sue infinite forme attraverso noi.

Mostra: JOËL STEIN. Personale retrospettiva dal 1960 ad oggi Curatore: Bernard Lègè e Valmore Zordan
Luogo: MACA – Museo Arte Contemporanea Acri Palazzo Sanseverino – Piazza Falcone, 1 87041 Acri (Cs)
Vernissage: Sabato 3 Luglio 2010 ore 18:00 Periodo: dal 3 luglio al 26 settembre 2010
Orario Mostra: dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle20.300; chiuso il lunedì
info: Tel. Museo: 0984953309;
tel. Ufficio stampa: 0119422568, maca@museovigliaturo.it sito web: www.museovigliaturo.it

COMICS DAY @ Comics Boulevard: presentazione e incontro con l'autore di "DISEGNARE FUMETTI" sabato 22 maggio ROMA


"COMICS BOULEVARD" & LA SCUOLA ROMANA DEI FUMETTI presentano

INCONTRO CON L’AUTORE: MAURO ANTONINI

PRESENTAZIONE DEL VOLUME: “DISEGNARE FUMETTI” (Dino Audino Editore)

CON LA PARTECIPAZIONE DI SIMONE GABRIELLI

SABATO 22 MAGGIO - ORE 17.30

Presso la fumetteria
“COMICS BOULEVARD”
via Garibaldi 89/A (Roma, Trastevere) - tel. 06.45.50.42.50
www.comicsboulevard.com

In occasione del Comics Day, l’evento che coinvolge tutta Italia nel celebrare la passione per i fumetti, Comics Boulevard ospiterà la presentazione del volume “Disegnare Fumetti” scritto da Mauro Antonini e vedrà la partecipazione del disegnatore Simone Gabrielli (“Vampirella”, “Dungeons&Dragons”).

“DISEGNARE FUMETTI” è una guida pratica per l’aspirante cartoonist che esplora le fasi di realizzazione di un fumetto attraverso una serie di interviste ad autori che riportano le proprie testimonianze e svelano i trucchi del mestiere. Gli autori interpellati sono: Gabriele Dell’Otto, Carmine Di Giandomenico, Elisabetta Melaranci, Werther Dell’Edera, Roberto Recchioni, Giacomo Bevilacqua. Il volume è pubblicato da Dino Audino Editore.

MAURO ANTONINI, critico cinematografico e studioso di fumetti, è promotore e relatore di numerosi progetti di cinema per le scuole, è redattore della rivista “Segnocinema” e per Dino Audino Editore ha già pubblicato “Cinema e Fumetti – guida ai film tratti dai cartoon (2008).

SIMONE GABRIELLI, ex allievo della Scuola Romana dei Fumetti approda nel mondo dell’editoria d’oltreoceano realizzando illustrazioni per “Dungeons&Dragons – Dragonlance” e copertine per la Zenescope Entertainment, tra cui quelle per la serie “Vampirella – Second Coming”.

www.audinoeditore.it

SACI Gallery: Ronald M. Cohen - Pitture e Disegni


SACI GALLERY STUDIO ART CENTERS INTERNATIONAL
VIA SANT’ANTONINO, 11 50123 FIRENZE, ITALIA
www.saci-florence.edu gallery@saci-florence.edu
T 055 289948 F 055 277 6408
COMUNICATO STAMPA / FOR IMMEDIATE RELEASE

Ronald M. Cohen - Paintings and Drawings

24 maggio – 4 giugno 2010
Inaugurazione: Lunedì 24 maggio ore 19:00

May 24-June 4, 2010
Opening: Monday, May 24 at 7:00pm

SACI Gallery è orgogliosa di presentare una mostra di dipinti e disegni contenenti nature morte e figure, ad opera dell’artista americano Ronald M. Cohen.

Ronald Cohen ha ottenuto il suo titolo di B.F.A. in scultura alla Philadelphia College of Art e ha completato un Master in studio art alla Queens College della City University di New York. Cohen ha ricevuto il premio della Ingram-Merrill Foundation Fellowship per la Pittura, due importanti borse di studio internazionali, oltre alla borsa di studio della National Endowment for the Arts, quella dell’ Illinois Arts Council per artisti individuali, e a quella del Fulbright-Hayes Fellowship. Cohen ha insegnato pittura e scultura in numerose istituzioni, oltre ad esibire I suoi lavori negli Stati Uniti ed in Europa. Tra le più prestigiose sedi di sue mostre personali annoveriamo la Tatishcheff Gallery e l’ex-Bykert Gallery a New York City, l’ex-Deson-Saunders Gallery, la Lyons-Weir Gallery, la Randolph Street Gallery, la N.A.M.E. Gallery e la Dart Gallery a Chicago, la Lo River Gallery a Beacon New York e la Sylvia Schmidt Gallery a New Orleans, Louisiana.


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The SACI Gallery is proud to present an exhibition of still-life and figural paintings and drawings by American artist Ronald M. Cohen.

Ronald Cohen received his B.F.A. in sculpture from the Philadelphia College of Art and an M.F.A. in studio art from Queens College of the City University of New York. Cohen has received the Ingram-Merrill Foundation Fellowship Award in Painting, two major fellowship grants, and an individual artist's grant from the National Endowment for the Arts, an Illinois Arts Council individual artist grant, and a Fulbright-Hayes Fellowship Grant. Cohen has taught painting and sculpture at a number of colleges and universities and exhibited his art in the United States and in Europe. One person exhibition venues include the Tatishcheff Gallery and the former Bykert Gallery in New York City, the former Deson-Saunders Gallery, Lyons-Weir Gallery, Randolph Street Gallery, N.A.M.E. Gallery and Dart Gallery in Chicago, The Lo River Gallery in Beacon New York and the Sylvia Schmidt Gallery in New Orleans, Louisiana.

La Galleria SACI è aperta dal Lunedì al Venerdì ore 9-19, sabato e domenica ore 13-19. The SACI Gallery is open Monday to Friday 9am-7pm, Saturday & Sunday 1-7pm.

sabato 15 maggio 2010

Gernot Riether: Coded surfaces. Galleria di Architettura “come se”


Galleria di Architettura “come se”

Gernot Riether

Coded surfaces

- Lecture e Mostra: martedì 25 maggio ore 20.00

- Sarà possibile vedere la mostra a partire da: venerdì 21 maggio ore 20.00

- Galleria di Architettura “come se”: via dei Bruzi 4/6, Roma (San Lorenzo)

- Durata della mostra: dal 21 maggio al 4 giugno

- Orari della galleria:

lun-giov_11.00-19.30

ven._11.00-23.00

sab._15.00-23.00

L’installazione dal nome “Coded surfaces” esplora sistemi basati su moduli che formano superfici complesse, cercando di intensificare l’interazione tra ciò che avvolge le aperture-fessure e la forma. La mostra sarà incentrata su due grandi aggregati-composizioni che sono costruiti attraverso l’utilizzo di superfici piegate.

Introduzione:

Gernot Riether, suggerisce un'architettura flessibile di strutture interne parallele che

emergono dall’ interazione e dagli intensi rapporti tra sistemi naturali e artificiali.

Riether, sostiene un pensiero progettuale che è il risultato dell’interazione di sistemi e della manipolazione di regole all'interno di queste interazioni. La progettazione architettonica non è il risultato guidato da idee concettuali che vengono estratte ed isolate dal nostro ambiente, si tratta piuttosto della ricerca della massima integrazione di queste idee con l’ambiente.

L’associazione di questo pensiero con una comprensione sistemica del nostro

ambiente naturale ed artificiale, genera una ricerca rivolta a nuove strategie che

aumentino il livello d’interazione tra sistemi architettonici come struttura e forma e tra l’edificio costruito ed i sistemi sociali e naturali.

Riether, concentra la sua ricerca sull’elaborazione di una progettazione informatica con un particolare interesse verso l’utilizzo di metodi di calcolo e la fabbricazione digitale che sono, i suoi strumenti-strategie di progettazione.

Gernot Riether come artista e architetto, sta lavorando su installazioni e progetti

a livello internazionale. Mostre in corso includono "MA" Disposizioni in bianco,

Atlanta, Stati Uniti nel maggio 2010 e "Caos" a G.A.S. - Stazione, Berlino, Germania nel febbraio 2010. Gernot Riether è un assistente professore presso la Georgia Institute of Technology. Ha insegnato in diverse Università in Europa

e gli Stati Uniti compresi NYIT e Barnard College della Columbia e alla Columbia

University, New York. E’ spesso invitato come critico scientifico a molte scuole di architettura come la Cooper Union, Princeton University e Pratt Institute.

Grazie per l’attenzione,

arch. Rosetta Angelini

Galleria di Architettura "come se"

Via dei Bruzi 4/6, 00185 Roma

Rosetta Angelini, direttrice

e-mail: info@comese.me.it

web-site: www.comese.me.it

f. +39 06-44.36.02.48

Spoleto. Mostra "Graffi sintesi di un'anima"

Inaugura a Spoleto la mostra personale "Graffi...sintesi di un'anima"



Antonella Magliozzi
GRAFFI…SINTESI DI UN’ANIMA
Mostra Personale di Pittura
dal 16 maggio al 2 giugno 2010
Inaugurazione Domenica 16 maggio ore 18:00
con il Patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Spoleto, della Provincia di Perugia
Ingresso libero
Orario di visita: aperto tutti i giorni
Presso: Locali Comunali

Inaugura domenica 16 maggio la rassegna della pittrice Antonella Magliozzi - originaria di Gaeta (LT) - a Spoleto, splendida città umbra famosa per le bellezze architettoniche, artistiche e naturali, e per lo straordinario spirito di accoglienza degli abitanti. La Personale di Pittura dal titolo “Graffi…Sintesi di un’anima” si terrà presso i locali comunali di via di Visiale, nel suggestivo e rievocativo centro storico cittadino: il vernissage è previsto alle ore 18.00.
La rassegna precede di poco un altro appuntamento, ricco e multiforme, il “Festival dei Due Mondi” di Spoleto, che si terrà dal 18 giugno al 4 luglio 2010: una manifestazione internazionale di cultura e spettacolo in una regione cosmopolita e dalla radicata tradizione dell’accoglienza, divenuta un consolidato punto di riferimento per arte, natura ed enogastronomia.
La pittura della Magliozzi – fondatrice del gruppo culturale de “I Graffialisti” - innovativa nel tratto, nelle forme e nei significati, sintetizza in modo singolare il concetto dell’informale, del non figurativo: una produzione artistica in cui è sempre presente una marcata non oggettività. Per questo la pittrice, al di là di catturare lo sguardo degli astanti, cerca di imprimere nella memoria degli spettatori il culto di virtuali fantasie, dove il fantastico, l’illusorio e l’immaginario sono pregni di forza fiabesca e poetica personificazione.
La memoria di Antonella Magliozzi è capace di fissare, rievocare e soprattutto di riprodurre le sensazioni e le nozioni del passato, di riconoscerle come tali e collocarle nello spazio e nel tempo, rappresentandole sulla tela.
Una tavolozza non oggettiva dalla forza incredibile ed inverosimile, tipica di quel particolare momento emozionale, nel solco dei movimenti artistici del secondo Novecento nordamericano. Tutto questo per raffigurare aspetti di entità e valori astratti, in un unicum pittorico emozionante ed irripetibile.
L’artista ha partecipato a diverse mostre personali e collettive nel Sud Pontino (Gaeta, Formia, Scauri, Minturno, Sabaudia, Terracina, Ponza), nonché a Roma, Milano, Nizza ed altre citta. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private e rappresentano una sorta di status per i collezionisti.
Antonella Magliozzi ha confidato di essere onorata di portare il suo messaggio “graffialista” a Spoleto, in concomitanza del Festival dei due mondi, evidenziando l’importanza del rispetto dell’ambiente, rimarcando la necessità dell’equilibrio tra uomo e natura, “in un mondo in cui tutti devono essere considerati attori per la buona riuscita dello spettacolo”: la regione Umbra, polmone verde d’Italia, è la cornice ideale per sottolineare un messaggio di siffatto tenore.
L’autrice ci confida che la sua "sensibilità e spiritualità artistica - aspetti importantissimi della sua personalità - pervadono tutte le opere, cariche di pathos: ogni artista ne è dotato e questo è un dono del Signore che deve senz'altro essere messo a disposizione dell'Umanità". Secondo la Magliozzi nel nostro tempo è di primaria importanza tenere ben presenti determinati valori e principi, che via via stanno lasciando il passo a pregiudizi e dannosi stili di vita, che non ne tengono conto. L’artista aggiunge: “credo che ognuno possa e debba far qualcosa, fare di più, perseguendo sempre obiettivi eticamente corretti e costruttivi, nel rispetto di tutto il Creato. Il compito di ogni artista, al di là di ogni esigenza mercantile, è quello di guida, affinché ispiri l'Uomo a fini non egoisti. Per questo, i giovani sono i primi a cui un artista deve rivolgersi, poiché sono la nostra naturale prosecuzione del nostro cammino... Spero che la mia goccia nel mare possa sviluppare dei "cerchi concentrici" che arrivino al cuore di quante più persone possibili..." Antonella Magliozzi


Presso: Locali Comunali di Via Visiale, 2
Spoleto (PG)
Info: 3333015599 - 3407259725 - 07711830029
antonella.magliozzi@libero.it - graffialismo@libero.it


Ufficio Stampa:
Sabrina Falzone
info@sabrinafalzone.info

venerdì 14 maggio 2010

Napoli, Piazza del Plebiscito. Mostra "Save me from sickening medicine"

SAVE ME FROM SICKENING MEDICINE IN PIAZZA DEL PLEBISCITO

Una mostra del laboratorio creativo La Sterpaia di Oliviero Toscani

denuncia il dramma degli orsi della luna al Maggio dei Monumenti di Napoli

Napoli, 14 maggio 2010 – Dal 20 al 30 maggio, in occasione della XVI edizione del Maggio dei monumenti, nella splendida cornice di piazza del Plebiscito a Napoli, si terrà la mostra ‘Save me from sickening medicine’, curata da La Sterpaia, Bottega dell’Arte della Comunicazione diretta da Oliviero Toscani.

L’evento, nato con l’intenzione di documentare l’inutile sfruttamento al quale sono sottoposti gli orsi neri tibetani nel sudest asiatico, è stato organizzato da Animals Asia Foundation, unica organizzazione internazionale non governativa riconosciuta dal Governo Cinese, in collaborazione con l’assessorato al Turismo grandi eventi e spettacoli del Comune di Napoli e con la partecipazione e il sostegno dell’associazione ENPA.


Tra Cina, Vietnam e Corea, oltre 20.000 orsi della luna vengono torturati per l’estrazione della loro bile, mentre si stima che in natura sopravvivano poco più di 15.000 esemplari. La bile è utilizzata dalla Medicina Tradizionale Cinese per la produzione di rimedi farmaceutici e altri beni di largo consumo destinati al mercato asiatico quali shampoo, bibite, dentifricio, tè e vino.

L’estrazione della bile avviene attraverso rudimentali cateteri che perforano la cistifellea o con un metodo chiamato free-dripping, l’unico consentito oggi dalle autorità cinesi, che prevede l’apertura di profonde ferite nell’addome dell’orso dalle quali la bile defluisce lentamente. Le alternative di natura sintetica ed erboristica disponibili sono oltre 50 e risultano più economiche e sicure per la salute umana. I prodotti a base di bile di orso vengono esportati illegalmente in tutto il mondo, anche in Europa.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di accompagnare il visitatore alla drammatica scoperta di una pratica ignota alla maggior parte delle persone, ma che occorre conoscere per combattere, ridando dignità alla vita in ogni sua forma, a partire da quella animale.

‘Save me from sickening medicine’, esposizione internazionale itinerante che farà prossimamente tappa al Museo nazionale della scienza e della tecnologia di Milano, si articola in un percorso di 20 totem trifacciali di dimensioni 3 x 2 metri, per un totale di 60 gigantografie. Il reportage fotografico è stato realizzato nel Moon Bear Rescue Centre di Animals Asia Foundation in Cina, il santuario-riserva che accoglie gli orsi liberati dalle fattorie della bile.

Dopo il successo ottenuto al Festival della Scienza, la mostra sarà presentata giovedì 20 maggio alle ore 11.30, nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella Sala della Giunta di palazzo San Giacomo.

All’incontro con la stampa e all’inaugurazione della mostra, che si terrà successivamente in piazza del Plebiscito, parteciperanno il fotografo e creativo di fama internazionale Oliviero Toscani, Jill Robinson, fondatrice di Animals Asia, l’assessore al Turismo grandi eventi e spettacoli del Comune di Napoli Valeria Valente, il presidente nazionale di Animals Asia Foundation Carmen Aiello e il presidente di ENPA Carla Rocchi.

Di particolare rilievo la presenza di Jill Robinson, che insieme a Virginia McKenna e Jane Goodall rappresenta uno dei personaggi più importanti nel mondo dell’animal welfare e della tutela ambientale.

A Jill Robinson, l’assessore Valeria Valente conferirà la prestigiosa onorificenza “Medaglia d’oro città di Napoli” nel corso della conferenza stampa.

‘Save me from sickening medicine’ è patrocinata dall’Istituto Nazionale di Bioetica.

Animals Asia Foundation è oggi una delle più importanti organizzazioni internazionali non governative che si occupa di animal welfare. Nel 2000 la Fondazione ha concluso il primo ed unico accordo in materia di diritti animali che una ONG abbia mai firmato con il Governo Cinese. Il suo principale programma è rivolto alla chiusura delle fattorie della bile e alla liberazione degli orsi della luna. Animals Asia, fondata da Jill Robinson, ha sede a Hong Kong, ed è presente anche in Inghilterra, Germania, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti e, dal gennaio 2009 anche in Italia.

Per materiale fotografico, video e informazioni:

Animals Asia Foundation Italia Onlus

P.za San Marcellino 6/5, 16124, Genova

Tel:+39 010 2541998 - Fax: +39 010 2545137

Responsabile Comunicazione:

Antonello Palla Tel. +39 010 2541998

email: apalla@animalsasia.it

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Devolvi il tuo 5x1000 a Animals Asia Foundation. Non importa contare, conta donare.

Codice Fiscale 95125570101

Se vuoi maggiori informazioni sulle nostre campagne e iniziative visita il sito ufficiale di Animals Asia Foundation www.animalsasia.org e leggi le ultime notizie dalla Cina e dal Vietnam sul blog di Jill Robinson www.animalsasia.org/blog

giovedì 13 maggio 2010

CorrieredelWeb: pubblica notizie sul web


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E così abbiamo da tempo abbiamo lanciato e si sono affermati diversi blog tematici.

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TuttoMostre Tutto sul mondo delle mostre culturali e artistiche, vernissage, esposizioni. L'arte e la cultura in tutte le loro manifestazioni: pittura contemporanea e storica, scultura, fotografia, ecc

TuttoFormazione Formazione per trovare occupazione, sviluppare la propria professionalità e trovare nuove opportunità di lavoro. Master, corsi proposti da università, scuole di alta specializzazione. Segnalazioni di stage e borse di studio.

TuttoTeatro Tutto sulllo mondo del teatro: spettacoli, musical, eventi, corsi di recitazione, laboratori teatrali, inviti alle prime per la stampa

TuttoDisco
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TuttoPoesia
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TuttoICT Tutto sul mondo dell'Information & Communication Technology. Telecomunicazioni fisse e mobili, hi-tech, new media, Internet, web 2.0

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OggiArte L'arte e la cultura in tutte le loro manifestazioni: pittura contemporanea e storica, scultura, fotografia, ecc

MilanoNotizie utte le notizie sul Comune di Milano e il suo hinterland. Politica, Cultura, Ambiente, Mobilità, Eventi, Infrastrutture e Trasporti, Urbanistica, Tempo libero, Ecopass, verso l'Expo 2015..

Eco-Sostenibile La sostenibilità declinata a 360° gradi: ambiente, energia, mobilità, turismo, bioedilizia e urbanistica, innovazione e sviluppo, produzione e consumi. Iniziative, progetti, studi, rapporti, convegni, mostre, fiere, eventi. Per un mondo a misura del pianeta Terra.

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E ultimo, per ora, "a grande richiesta" (!!!) è nato

TuttoTurismo Tutto sul mondo del turismo: località, itinerari, alberghi, hotel, agriturismi, camping, bed & breakfast, villaggi turistici, tour operator. Offerte promozioni, proposte per le vacanze ed il tempo libero.


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