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venerdì 30 gennaio 2009

AlegriaWordArt - Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea

Dal l 7/02 al 17/02 si svolgerà a Napoli presso la Galleria LineaDarte sita in via S.Domenico Soriano 24 la Mostra d´ArteContemporanea AlegrìaWorldArt, curatori dell´evento sono Paolo Vitale e Paula França.

L'evento vuole essere un incontro tra diverse discipline e diverse culture,un interscambio di "alegria!" dove i colori e le emozioni sono pronte a parlare e dialogare in un confronto di artisti provenienti da ogni parte del mondo.
"Alegrìa" come momento di riflessione in positivo usando il linguaggio universale delle emozioni che si estrinsecano attraverso le forme, le tecniche ed i colori dell´arte.
Grazie ad i numerosi artisti che hanno accolto il messaggio, "Alegrìa" ha preso corpo nel segno dell´arte che unisce e non divide, ma è crescita nell´incontro tra diversità.
Organizzatori e partecipanti, uniti nell´intento di portare "Alegrìa" il più lontano possibile, realizzando un´evento che vada molto oltre i confini di una collettiva chiusa in se stessa.
Ci saranno artistiche accompagnano la loro opera di persona, creando così un vero momento di dialogoe confronto costruttivo fra arte, artisti e persone.

Inaugurazione il giorno 7/02/09 alle ore 18.30

Si ringrazia la gentile collaborazione della compagnia aereaTAM Ailines www.tamairlines.com

Il sito ufficiale di AlegrìaWorldArt

http://www.alegriaworldart.synthasite.com


Fabio Agace

Lya Alves

Beatrice Basile

Lorenzo Basile

Ana Maria Cardoso

Marco Ciarciaglino

Clairet

Domenico Corrado

Rosy D'Ascola

Antonella Da Lio

Jacopo Da San Martino

Andrea Finocchiaro

Paula França

Pasquale Gatta

Guida Gerosa

Traudi Hoffmann

Luminita Irimia

Marina Locastro

Monica Lume

Loris Manasia

Marco Matta

Patricia Montegrande

Adrianne Moro

Fabiola Murri

Marcos Oliva

Salvatore Orza

Bruno Pagliarulo

Adilson Pinto

Edri Rama

Corrado Roccaro

Newton Santana

Paolo Santo

Henry Scherkerkewitz

Nicoletta Sciannameo

Patty Silva

Mariangela Tirnetta

Lili Vilela

Paolo Vitale

Carlo Volpicella

Zoro



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Postato da arteonline su Nuovo CorrieredelWeb

mercoledì 28 gennaio 2009

Tobia Rava' a Castelfranco


Entropie & Sincronie

La mostra di Tobia Ravà approda ora a Castelfranco Veneto (TV) dove sarà aperta per tutto il mese di Febbraio presso le gallerie del Teatro Accademico e di Art & Media.

Si tratta del terzo appuntamento dopo Bruxelles e Milano in cui l'artista espone gli ultimi lavori caratterizzati dal suo stile inconfondibile, in cui le immagini sono interamente costruite con lettere ebraiche e numeri. Dalle visioni architettoniche ai paesaggi e boschi, due linguaggi - logica letterale e matematica - si fondono nelle sue opere a creare un terzo linguaggio - quello figurativo - che vuole indagare, ricostruire e manifestare il mistero dell'universo.

"Il titolo fa riferimento alla presenza di un invisibile legame tra le cose ed al pensiero sincronico della tradizione ebraica, secondo il quale quello che è successo in passato, attraverso la memoria, viene rivissuto dal singolo nel presente. Da qui l'importanza della storia e l'alto valore della memoria per l'avvenire. Questo intreccio affascinante tra presente, passato e futuro, tra natura e cultura, viene non solo intuito e riconosciuto dall'artista, ma anche visualizzato attraverso seducenti immagini fatte di forme, colori, lettere e numero, che costituiscono quella foresta di simboli che si cela dietro il reale.

La presenza dell'artista a Castelfranco si propone quale ideale anticipazione del cinquecentenario giorgionesco non solo per l'ipotesi di Maurizio Calvesi che ritiene Giorgione di nascita ebraica, ma anche per le frequentazioni dell'artista con il Bembo e l'ambiente culturale asolano, permeato di misticismo e animato da studi cabalistici e alchemici" (M.L.Trevisan)

La mostra si può ben inserire nelle iniziative che ogni anno si svolgono a Castelfranco in prossimità del 26 gennaio "Giorno della Memoria".

Vernice della mostra domenica 8 febbraio alle ore 11 presso il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto,

Presentazione di Caterina Limentani Virdis e Maria Luisa Trevisan.

Catalogo Artiscope con testi critici di Amos Luzzatto, Nadine Shenkar, Arturo Schwarz, a cura di Maria Luisa Trevisan Allestimenti di Luigi Guzzardi

Seguirà aperitivo presso Art & Media, altra sede della rassegna, in Via Roma 38.

La mostra resterà aperta fino al 1° marzo con i seguenti orari:

Teatro Accademico:

dal martedì al sabato, ore 16 – 19; domenica dalle 10-12,30 e 16 – 19.

In caso di eventi culturali anche dalle ore 16 fino ad inizio spettacolo..

Art & Media:

Dal martedì al sabato ore 15,30 – 19,30. In altri orari e giorni, su appuntamento telefonando al 348 0302605 www.artetmedia.it

Tobia Ravà (Padova, 1959) ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in semiologia delle arti all'Università di Bologna, allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese, Flavio Caroli. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Cina, Giappone e Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, e in Estremo Oriente. Si occupa di iconografia e cultura ebraica, di logica matematica e di arte contemporanea. Hanno scritto di lui, fra gli altri, Amos Luzzato, Arturo Schwarz, Flavio Caroli, Caterina Limentani Virdis, Omar Calabrese, Nadine Schenkar, Piergiorgio Odifreddi, Umberto Daniele e Francesco Poli.

cartec@alice.it

Maria Luisa <marialuisa.trevisan@virgilio.it>


lunedì 26 gennaio 2009

LUCI E OMBRE di Fabio Moro in mostra dal 7 febbraio

Dal 7 febbraio al 28 marzo

Inaugurazione: Sabato 7 Febbraio ore 18.00

Artista presente in galleria

OpenLab in Compagnia Unica

Via S.Vincenzo 102/104 r - 16121 Genova

Mercoledì / Sabato ore 15.30 – 19.30

Info:

www.compagniaunica.com

www.myspace.com/openlab

openlab@compagniaunica.com

010587315 - 3407652181

Compagnia Unica - Openlab: LUCI E OMBRE

Troviamo nuovamente unite fotografia e pittura nelle immagini di Fabio Moro. E' ormai la seconda, però, che imita la prima. Armato solo di grafite e del suo agile tratto, Fabio riproduce su carta bianca ritratti e paesaggi che sembrano foto in bianco e nero. Con i suoi delicati passaggi sfumati e i contorni tremuli, però, Moro sfugge ad una presentazione analitica, iperrealista del soggetto per ottenere un effetto più vago, lirico, filtrato non dall'occhio freddo e distaccato dell'obiettivo, ma dal suo sguardo riflessivo e indagatore. Anima e corpo dei soggetti sono delineati dalla sua mano, alcune volte più delicata ed eterea, altre più irrequieta ed energica: la tecnica del fuori fuoco viene sostituita dallo sdoppiamento delle linee e da un espressivo chiaroscuro.

Oltre che su carta l'artista riproduce lo stesso effetto di distorsione con un'altra tecnica molto efficace che consiste nel sovrapporre diverse stampe dello stesso disegno e poi schiacciarle tra vetri. Il tutto viene poi incorniciato assumendo quasi l'aspetto di uno specchio riflettente la stessa figura in trasparenza: la vaghezza dell'immagine è conservata e si accentuano profondità e impatto nonostante il piccolo formato.

Per le figure femminili è facile un paragone con i corpi di Schiele, non solo per affinità di tratto e soggetto, ma anche per la dichiarazione di un certo disagio interiore che si estrinseca sul loro fisico e nelle tecniche di distorsione adottate dall'artista. Altre figure sembrano discendere dai personaggi derelitti che popolavano già quadri Impressionisti come "L'assenzio" di Degas. Proprio Degas era anche un grande appassionato di fotografia e di corpi in movimento esposti alla luce: certi bagliori riprodotti da Fabio sui vestiti o sulle esili gambe delle sue modelle ricordano quelli che investono le sue ballerine sul palco.

Alcune delle immagini femminili, le scarpe e le folle nascono appositamente per la mostra all'interno di Compagnia Unica, ottima occasione per indagare luce e bellezza, in affinità al tema della moda, ma anche per riflettere con ironia sul rischio di standardizzazione al quale sono esposte le nostre idee e lo stesso gusto estetico. Nelle opere di Fabio Moro si esalta la valenza estetica dell'immagine: si tratta, però, di valori molteplici, non omologati ad un unico modello visivo o interpretativo.


Elisa Scuto

mercoledì 21 gennaio 2009

Crossing Borders al Fotocineclub Sambenedettese



Incontri con l'Autore al Fotocineclub Sambenedettese: Raffaella Milandri

Venerdì 23 gennaio 2009 alle 21,30 si terrà al Fotocineclub "Crossing borders",
proiezione di foto di Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa.
Le foto saranno un interessante estratto di 4 reportages: Alaska, India, Nepal e Giappone.
"Ogni foto è un'emozione, e da questi Paesi così diversi ho riportato sensazioni completamente diverse:
la forza della Natura in Alaska, la condizione dell'uomo in India,
l'influenza della politica in Nepal e la unicità della cultura giapponese
Attraverso le foto , questo vuole essere un invito ad una empatia reale e profonda con questi popoli e Paesi
così distanti da noi. "
Prosegue l'artista: " Ho dovuto annullare il viaggio in Nagaland . La regione è considerata
a rischio e non rilasciano i permessi necessari a viaggiatori soli e indipendenti"
Figuriamoci ad una donna sola-
hanno commentato spocchiosamente
alcuni suoi corrispondenti indiani.

"Sto valutando il Tibet, sto chiedendo i permessi necessari.
Una amica, monaca tibetana , Kunsang, mi ha invitato nel suo monastero."

Per comunicazioni e contatti 0735 760211/335 6126630
Email info@europrinters.it

Le vetrine del borgo Sant'Eligio, fra arte storia e architettura

Le vetrine del borgo Sant'Eligio, fra arte storia e architettura

Antonio Colecchia - 21.01.2009

Si conclude nella Chiesa di San Severo al Pendino la settima edizione di "L'arte in vetrina al Borgo Sant.Eligio" con l'esposizione di tutte le opere che hanno partecipato alla manifestazione.
L'evento si avvale del patrocinio del Comune di Napoli, della Provincia di Napoli e del Club UNESCO Napoli.
La pregevole kermesse é stata organizzata con passione e abnegazione da Vincenzo Falcone, presidente del'associazione Storico Borgo Sant'Eligio, che da anni si adopera per la rivalorizzazione dell'arte e della cultura in una zona che ebbe un passato illustre, fatto di Angioni ed Aragonesi e che oggi, subisce il torto di essere spesso abbandonata ad un colpevole degrado dovuto alla poca attenzione delle istituzioni locali.
Hanno collaborato alla riuscita dellla manifestazione il Consorzio Antiche Botteghe Tessili e la Galleria Merliani.
Una Piacevole collettiva di un centinaio d'artisti contemporani noti e meno noti, curata dal critico d'arte Giovanni Nappa.
La manifestazione si conclude nella prestigiosa sede della Chiesa costruita dai Padri Domenicani tra il 1604 e il 1620, su disegno dell'architetto Conforti, che unita al prestigioso e piu' antico palazzo Como (palazzo dei monacelli), adibirono a convento.
Espropriato ai monaci nel decennio francese, divenne proprietà del comune che lo trasformò in archivio.
Con la restaurazione Borbonica fu poi affidato ai frati minori osservanti e poi nuovamente espropriato nel 1863 dopo l'unità d'Italia ed usato dal Comune come deposito.
Alla fine dell'ottocento, in nome del risanamento, per permettere la costruzione del prolungamento di via Duomo verso il mare e costruendo così il "rettifilo", la chiesa fu mutilata di tre file di cappelle laterali(per parte) e del pregevolissimo scalone esterno. Andò così irrimediabilmente perduto l'ingresso rifinito con un'eccezionale balaustra di piperno, come dimostrano le cromolitografie di Napoli antica di Raffaele D'Ambra.
Per fortuna, dallo scempio, fu risparmiato l'antico ed annesso palazzo Como col suo splendido bugnato rinascimentale che fu letteralmente smontato e ricostruito col metodo dell'anastilosi circa 20 metri piu' indietro.
Il Palazzo fu adibito a museo civico dalla munificenza della famiglia Filangieri ed oggi "provvisoriamente chiuso" da diversi anni per la mancanza di risorse pubbliche.
Cio' che rimase della chiesa fu gravemente danneggiato dal sisma del 1980.
Pregevolmente restaurata negli anni novanta è ritornata al suo antico splendore essendo state eliminate anche molte sovrapposizioni barocche che ne avevano alterato l'architettura seicentesca di colonne di piperno e la superba e luminosissima cupola.
Nel corso della manifestazione è stata premiata la vetrina più interessante, quella dove sono conciliate la merce in esposizione e l'opera d'arte in mostra.

L' esposizione resterà aperta fino al 28 gennaio dal lunedì al sabato ore 9,00 - 18,00
Hanno aderito all'iniziativa gli artisti:
Gianni Alfano - Giovanni Ariano - Giuseppe Armini - Aurora Aspide - Annamaria Balzano - Ciro Balzano - Mauro Bosnia - Antonio Bove - Adriana Caccioppoli - Antonietta Carcatella - Nello Caruso Raffaela Cevoli - Nicoletta Ciampa - Annamaria Colantuoni - Simona Conversano - Marina Cunsolo - Vito Cunsolo - Stella D'Amico - Fortunato Danise - Antonio De Chiara - Maria Rita De Giorgio Elisabetta Diamanti - Giuseppe Di Franco - Cristina Di Matteo - Carmela Di Somma - Ciro Di Somma - Giuseppe Esposito - Elena Fonti - Colomba Gaita - Maurizio Galasso - Francesco Gallo - Stelvio Gambardella Bernardo Gentile - Antonio Giannino - Patrizia Iovine - Angelo Iuliano - Maria Gius. Maddaluno - Raffaele Mancini - Setyo Mardiyantoro - Marilena Mercogliano - Zaira Moen - Maria Molino - Mariolina Moreno - Vittorio Musella - Paolo Napolitano - Gianni Nappa - Raffaele Nastro - Clara Nicese - Massimo Pacilio - Saveria Parentela - Eleonora Picariello - Pascal Pirro - Mimmo Piscopo - Salvatore Prodomo Carmelo Raiti - Silvia Rea - Remo Romagnuolo - Antonietta Rotella - Gabriella Russo - Nicola Russo (Neotto) - Cosimo Saccone - Giuseppina Saccone - Alma Sauro - Lidia Scarpellino - Radina Sprningbor - Gabriella Stigliano Anna Tatangelo - Vincenzo Tesone - Claudio Tolino - Rosalia Tortorelli - Antonio Troiano - Bruno Uccelli - Claudio Valentino - Ivo Verdone - Ena Villani. - Sonia Vinaccia - Joanna Irena Wrobel - Anna Zinno

Chiesa di S. Severo al Pendino in via Duomo, 384, Napoli.

martedì 20 gennaio 2009

GALLERIA TERRE D 'ARTE- INVITO MOSTRA "CREATIVITA E PROGETTAZIONE" OPERE DI GIOVANNI CANU


GALLERIA TERRE D 'ARTE- INVITO MOSTRA "CREATIVITA E PROGETTAZIONE" OPERE DI GIOVANNI CANU



GALLERIA TERRE D'ARTE

VIA MARIA VITTORIA 20/A

10123 TORINO

TEL/FAX +39011 19503453

info@terredarte.net

VI ASPETTIAMO GIOVEDI 29 GENNAIO DALLE ORE 18

Il MACA è su FACEBOOK

Cari amanti dell'arte,

da qualche giorno il MACA - Museo Civico d'Arte Contemporanea Silvio Vigliaturo è su FACEBOOK!


Per trovarci cercate MACA Museo SIlvio Vigliaturo.

Sulla nostra pagina potrete trovare tutte le news riguardanti gli eventi del museo di Acri (Cs) e dell'artista Silvio Vigliaturo.


Venite a trovarci!

Diventate amici dell'arte contemporanea!


Maca Museo Silvio Vigliaturo's Facebook profile


ALTRA TERRA. Contaminazioni strada facendo.
Mostra dell'artista Silvio Vigliaturo.
Al MACA di Acri (Cs) fino al 1-3-2009


domenica 18 gennaio 2009

"FOIBE: DALLA TRAGEDIA ALL'ESODO" 31 genn-22 feb

ALTARE DELLA PATRIA SACRARIO DEL VITTORIANO, SALA DELLE BANDIERE MOSTRA "FOIBE: DALLA TRAGEDIA ALL'ESODO"
31 genn-22 feb

Se spesso nella vita ci si domanda perchè dobbiamo così con atrocmente soffrire, perchè dobbiamo andare avanti nonostante la morte nel cuore, ecco forse vi è qui una risposta:per tramandare agli altri alle nuove generazioni fatti magari appartenuti ai nostri nonni, conoscenti, o solo persone del nostro bel Paese.
E sopprattutto bello, commuovente trovare che vi si trovi spazio a Roma presso l'altare della Patria a commemorare: A MAI DIMENTICARE questi fatti ignobili di sangue, per poteri, discriminazioni etniche.
Difatti dal 31 gennaio fino al 22 febbraio presso il Complesso del Vittoriano Sacrario delle Bandiere Ingresso Aracoeli si terrà una mostra collettiva dal titolo:"FOIBE: DALLA TRAGEDIA ALL'ESODO" patrocinata dal Ministero della Difesa, Associazione Dalmata, Fondazione Roma Museo, Provincia di Roma ed Assesorato Politiche Culturali.
Splendida, impareggiabile, umana e commuovente è l'abilità che hanno saputo costruire attraverso le loro opere Rocco Cerchiara ed Andrea Cardia. Rocco Cerchiara ha costituito una protoscultura su un panello dipinto , facendo percepire l'umanità un lavoro -istallazione cercando quasi di richiamare sia l'impianto di "GUERNICA" di Picasso sia riuscendo a ben enunciare uno stato di memoria in quel ammasso di volti,occhiali, facce tutte ammassate, riunite eppure ognuna con una propria vita,percorso, famiglia in un dolore profondo,ma dignitoso, corale. Splendida è quel saper costruire qualcosa che va oltre alla semplice opera o scultura.
Nelle due opere di questi due artisti si respira l'intensità raccolta di un'intera generazione che è stata ingiustamente disintegrata e sbattutta nella terra carsica delle foibe.
Rocco Cerchiara ed Andrea Cardia riescono con finezza a mostrarci questo orrore, queste morti assurde,ma non inutili o vane, anzi quel loro scomparire così da un giorno all'altro amplifica il desiderio di sentirceli ancora più vicini nel nostro oggi quotidiano.
Splendido è la capacità di questi due artisti di puntare sul dato umano, su dato emozionale facendoci sentire ancora più meschini per quello che si è svolto in un tempo ormai passato, ma mai del tutto dimenticato


Dott.ssa Valeria s.Lombardi
laureata in storia dell'arte contemporanea
Milano, Università Statale di Milano

giovedì 15 gennaio 2009

New York, MoMA, Massimo Taccon

Dallo scorso Marzo 2008 il lavoro e l'Opera dell'artista italiano Massimo Taccon risultano ufficialmente catalogati presso il Dipartimento di Pittura e Scultura del Museo d'Arte Moderna più importante del mondo ossia il MoMA di New York (USA), che ha aperto a suo nome un file.
Il MoMA è certamente il Museo d'Arte Moderna con la più vasta collezione d'Arte Moderna con Opere di Cézanne, Van Gogh, Matisse, Picasso, De Chirico, Léger, Brancusi, Mondrian, Dalí, Miró, Alberto Giacometti, Jackson Pollock, Barnett Newman, Robert Rauschenberg, Andy Warhol, Eva Hesse e di moltissimi altri artisti.
Il lavoro, la monografia e le Opere dell'artista sono state visionate e catalogate in una scheda personale da parte dei curatori del Museum of Modern Art.

mercoledì 14 gennaio 2009

URBAN SIGNAL ART PROJECT AL PUZZLE POINT







PUZZ LE4PEACE PROJECT
THE PUZZLE FOR GUINNESS

Un progetto internazionale…
Può la tessera di un puzzle diffondere i valori di pace e sostenibilità? Sì, se a farlo
sono maxi tessere (50x50cm) realizzate in materiali riciclati, naturali o riciclabili che
divengono oggetti per il progetto Puzzle4Peace. Una sfida ambiziosa,
pluripartecipata e grandiosamente creativa che dal 2007 si esprime contaminando
spazi, piazze, monumenti, strade, parchi e giardini di tutto il mondo con tasselli di
puzzle, dipinti, firmati e "performati" da artisti, bambini, famiglie, aziende, scuole ed
istituzioni. Un gioco semplice ed antico, come quello del puzzle, che diventa un
simbolo, un linguaggio, un immediato strumento di comunicazione attraverso il quale
avvicinare i cittadini del mondo al tema della pace, intesa come convivenza rispettosa
degli altri e dell'ambiente.
Puzzle4Peace è un progetto di SCART-I Solidarity and Creativity Art–Italia
Cooperativa Sociale ONLUS, la quale supporta il terzo settore coinvolgendolo nei
molteplici eventi e sostenendolo economicamente attraverso l'apertura presso una
banca etica di linee di microcredito a favore della cooperazione internazionale, della
mediazione culturale, della sostenibilità ambientale e della promozione artistica. Un
grande esempio della versatilità della materia riciclata e del potenziale di un
comportamento sostenibile, applicati alla creatività, all'arte ed al design e in varie
occasioni da qui al 2015 per l'Expo, saranno allestite aste di beneficenza, in cui
verranno battute le opere riprodotte sulle tessere della pace.
Il progetto nasce nel 1999, quando il designer Gianluigi Ruju intuisce che anche un
gioco semplice ed antico come quello del puzzle può diventare un simbolo di un
linguaggio ed uno strumento immediato di comunicazione attraverso i quali avvicinare
il grande pubblico ai temi della solidarietà e della sostenibilità.
Nel 2005, dall'incastro tra la genialità di Ruju e la creatività dell'Art Director Giuseppe
Iavicoli in arte Beppe TRX, il progetto prende forma e vengono disegnati i primi
elementi che comporranno Puzzle4Peace Project.
Nel tempo altri partecipano e danno il loro apporto Giulio Braga, consulente in
comunicazione, e Germano Gemini, progettista di C.S.R.
Puzzle4Peace ogni giorno si arricchisce e si definisce nei suoi dettagli. La tessera del
puzzle diviene un pixel con cui comporre disegni, una superficie per interventi artistici,
un palcoscenico per performance ed esibizioni live. E, soprattutto, veri e propri oggetti
di design eco-sostenibile, P.O.P. (Pieces of Peace), nati dalla collaborazione, in
continua evoluzione e ricerca, tra i designer del progetto e le aziende partner. Tavoli,
lampade, pareti divisorie, sedute e tappeti tutti rigorosamente a forma di puzzle e
realizzati con materiali compatibili con l'ambiente: dai più tradizionali, come plastica,
legno, cartone ed alluminio, a quelli appartenenti alle nuove frontiere del recupero di
pneumatici e vetroresina. In questo modo, si valorizzano materiali considerati di
scarto, si re-inventano oggetti e si promuove la cultura del recupero e del riutilizzo dei
rifiuti, incentivando la raccolta differenziata degli stessi. Un ottimo esempio di come
l'arte e la creatività possano unirsi ad una produzione industriale eco-sostenibile e
socialmente responsabile.,
Puzzle4Peace dà voce alle tematiche sociali e lo fa attraverso un design tutto
italiano, quasi a voler dimostrare che i designer non devono solo rispondere ad
esigenze industriali specifiche, ma possono anche agire autonomamente per
sostenere la propria capacità di creare l'inusuale e l'eccentrico, sia come prodotto che
come impresa, servizio ed informazione.
Puzzle4Peace favorisce l'arte nelle sue manifestazioni più innovative e sperimentali
ed il suo potenziale di patrimonio sociale, e lo fa attraverso eventi festosi e di
intrattenimento in cui artisti provenienti da ambienti e stili differenti sono chiamati a
dare sfogo alla propria creatività sui tasselli del puzzle, dipingendoli come fossero tele
di un pittore. Per meravigliare attraverso l'arte e stupire attraverso una pace da
Guinness dei Primati: le migliaia di tessere che lo compongono aumenteranno di
evento in evento e si incastreranno continuamente negli spazi, le strade, le piazze, i
monumenti, i quartieri ed i parchi di tutto il mondo, in abbracci sempre più ampi e
sempre oltre i precedenti World Records.
Contaminando pacificamente ed allegramente il mondo con molte di queste tessere
di puzzle, si porteranno "pezzi di pace" ovunque, per promuovere la solidarietà e la
sostenibilità ambientale attraverso l'arte ed il design. Per creare aggregazione e
condivisione di intenti, unendo persone, energie e risorse. Per creare un puzzle non
solo simbolico, ma anche fisico. Un immenso progetto collettivo in cui ognuno, come
in ogni puzzle che si rispetti, possa contribuire con il proprio pezzettino.
Grazie a tutti…
Il team di Puzzle4Peace Project
SCART-I ONLUS Solidarity and Creativity Arts- Italy
Cooperativa Sociale




Info Puzzle4Peace <info@puzzle4guinness.com>

Inaugurazione galleria d'arte Enrico Astuni

venerdì 23 gennaio 2009 dalle ore 19 alle 22
inaugurazione del nuovo spazio bolognese Galleria Enrico Astuni
e vernice della mostra
sci-art
con performance di Nick Laessing e Athanasios Argianas


GALLERIA ENRICO ASTUNI

SCI.ART
Ursula Berlot, David Claerbout, Attila Csörgö, Christoph Keller, Robert
Kusmirowski, Tobias Putrih, Thomas Zipp


<<>> Primo Levi (n “Primo Levi/Tullio Regge – Dialogo”, Oscar Mondadori, 1994, pag. 13-14)

Arte e scienza sono comunemente considerate diametralmente opposte: la prima mossa da emozioni, quindi irrazionale dubbia; la seconda seria, razionale, dunque fredda. Eppure, tale distanza non è sempre esistita, persiste in gran parte per via di pregiudizi, ed e dal punto di vista teorico già ridotta. Il Rinascimento e figure come Leonardo da Vinci sono esemplari di un'epoca in cui le discipline non erano chiaramente distinte, e l'arte era considerata come strumento di cognizione. Dall'avvento della meccanica newtoniana, applicabile alla fisica delle medie dimensioni che caratterizza l'esperienza quotidiana, la cultura occidentale è stata permeata da sequenze deterministiche di causa ed effetto. Dura e assolutistica,la fisica classica ci pone nella posizione d'osservatori obbiettivi e stranei ai fenomeni presi in considerazione come se non ne facessimo parte. Ma epistemologi e scienziati riconoscono quanto l'estetica influenzi il loro pensiero, e ammettono che le teorie non sono lo specchio di fenomeni naturali, ma piuttosto formule inventate per predirli, riduttive idealizzazioni della realtà valide solo fino a prova contraria. Il padre della meccanica quantistica Niels Bohr, confessa di essere arrivato ai suoi modelli intuitivamente, sotto forma d'immagini. Numerose teorie della cosmologia moderna (superstringhe, wormholes, baby universi) non sono empiricamente sperimentabili e si basano unicamente su cognizioni matematiche e tendenze statistiche. Alcuni scienziati aspirano ad abbracciare una scienza più "artistica". Altri paragonano il futuro della fisica alla botanica: una vasta collezione di dati empirici tenuti insieme da teorie. Fatto sta, che la scienza dei nostri pregiudizi è terminata e un'altra scienza ha preso piede; meno riduttiva e polarizzante, che segue modelli binari ravvicinandosi alla biologia. Numerosi artisti, fra cui Ursula Berlot, David Claerbout, Attila Csórgó, Christoph Keller, Robert Kusmirowski, Tobias Putdh e Thomas Zipp presentati nella mostra SCI-ART, traggono ispirazione dalla scienza riuscendo a trasformare le idee astratte delle teorie scientifiche in esperienze sinestetiche che s'imprimono profondamente nella nostra mente. Alla luce delle teorie della relatività e della meccanica quantistica, non è più possibile separare il tempo dallo spazio, tanto meno mantenere una prospettiva lineare o cognizioni di tempo progressive sequenziali. David Claerbout riprende un momento di svago di una famiglia con più telecamere contemporaneamente. La scena, svolta in un attimo, è “osservata” da molteplici punti di vista che, mostrati in sequenza, necessariamente la dilatano nel tempo. Se viaggiassimo alla velocità della luce, percepiremmo la curvatura dello spazio tempo e vedremmo oltre l'oggetto, di fianco e dietro. Robert Kusmirowski ricostruisce in cartone oggetti appartenenti a epoche precedenti alla nostra, contraffacendone persino la patina. Ritardi, accelerazioni, reversibilità riportano a una concezione
ontologica piuttosto che lineare del tempo. Christoph Keller paragona lo scienziato classico a un fotografo che vede il mondo attraverso la lente, come fosse un osservatore esterno dallo sguardo obbiettivo, che non interferisce sullo scenario esaminato. Dal canto suo, ha modificato una macchina fotografica in modo che funzioni come uno scanner. La pellicola viene esposta tirandola davanti a una fessura che amplia la panoramica oltrepassando i 180" di un obbiettivo normale e libera il fotografo dalla prospettiva fissa e lineare di una concezione del mondo pre- relativistica. Ill risultato è un diagramma di movimento, dove gli oggetti che si muovono velocemente appaiono compressi, i lenti elongati.

GALLERIA ENRICO ASTUNI
Pietrasanta 55045 (Lu) - Piazza Duomo, 37 - tel. e fax 0584 7 I 760
M a r i n a d i Pietrasanta55045(Lu)-ViaSparta,54-te1.058420623-fax0584266014
www.galleriaastuni.com - e-mail: galleria.astuni@libero.it

GALLERIA ENRICO ASTUNI
Via Iacopo Barozzi 3
40126 Bologna
tel. +39 051 4211132
fax +39 051 4211242
info@galleriaastuni.it
www.galleriaastuni.com

venerdì 9 gennaio 2009

Marche Centro d'Arte



Marche Centro d'Arte
con
Roberto Cicchinè - Daniele Duranti - Nardi e Scopetta - Rita Soccio
testi di
Stefania Palanca - Dario Ciferri
L'inaugurazione si terrà domenica 18 gennaio alle 18:00
La mostra termina il 14 febbraio
La Galleria Marconi è aperta tutti giorni dalle 16.00 alle 20.00, esclusa la domenica

Alla Galleria Marconi di Cupra Marittima proseguono gli appuntamenti della rassegna Gallerista sull'orlo di una crisi di nervi. Dopo la collettiva Dittici. Narrazioni fotografiche, che ha presentato i lavori di Marco Scozzaro, Fabio Mantovani e Kei Nagayoshi, domenica 18 Gennaio alle 18.00 si inaugura una collettiva che presenta i lavori di 4 artisti marchigiani: Roberto Cicchinè e Daniele Duranti, che saranno presentati da Stefania Palanca, e Nardi e Scopetta e Rita Soccio, che saranno presentati da Dario Ciferri.


La mostra rappresenta la prima tappa di un ciclo di tre mostre dedicate ai fermenti dell'arte marchigiana intitolato: Marche Centro d'Arte. Lo scopo di questa rassegna è mostrare la vivacità delle produzioni artistiche che ci sono nella regione, una regione in cui da sempre convivono pluralità e singolarità, a partire dallo stesso nome, Ogni artista ha una sua peculiarità che rende interessante il suo percorso di ricerca, una voce che unendosi alle altre che emergono dal territorio, da vita a un mosaico ricco vivo e vivace.
"Non è un percorso rettilineo quello che porta Roberto Cicchinè alla realizzazione del lavoro finito. Non c'è in lui la volontà di rendere, attraverso l'obiettivo fotografico, l'oggettività: essa è filtrata dalla sensibilità dell'artista che restituisce uno sguardo sulle cose e un taglio che sfuggono alla normale osservazione. Le storie che racconta sono provinciali, come provinciale – nell'accezione positiva di osservare con occhio curioso e sempre nuovo - è il suo modo di porsi di fronte ai propri soggetti. I protagonisti degli scatti non emergono per ciò che realmente e fisicamente sono, ma per il dettaglio che l'artista di loro vuole sottolineare.
Fissare un passaggio, fermare un momento, rendere tangibile l'irreale. Sono i frames cinematografici a rivivere nelle storie raccontate da Daniele Duranti, che porta sulla tela scene metropolitane. La sua volontà è quella di rendere realistico un mondo che prende corpo esclusivamente grazie all'artista che ne ferma un suo momento. Paesaggi urbani elaborati attraverso una moderna macchina da presa: l'occhio e la mano dell'artista, che colgono i frames, ci dispiegano quella che crediamo essere la realtà ma che poi si svela finzione, un'apparenza ingannevole, un poggiare su false certezze". (Stefania Palanca)


"Un intervento nello spazio che arriva a illudere le nostre sensazioni, Nardi e Scopetta prendono oggetti della quotidianità e ne estrapolano nuovi significati. Una pulizia di immagine che si esprime attraverso la struttura, una struttura dove le grandi dimensioni si accostano ai dettagli minuziosi, per dare forma a un gioco, che anche un soffio riesce ogni volta a rendere nuovo. Un gioco che risulta estremamente serio e in cui l'uomo entra pur essendone escluso, in una ricerca del paradosso che sembra quasi appesa a un filo.
Il brand pubblicitario, uno dei simboli chiave della società del benessere, esce dai suoi schemi e cerca di godere delle gioie di una vita reale. Lindo (Mastrolindo) e Stella (la signora del dado Star) fuggono dagli scaffali del supermercato e si innamorano al punto di decidere di mettere su una famiglia. Rita Soccio ci racconta la loro storia e la loro ricerca del sogno dell'uomo medio: una casettina romantica e, perché no, un pizzico di trasgressione. Con un po' di ironia si riflette sull'influsso della pubblicità nella nostra vita, invertendo le parti". (Dario Ciferri)
Gallerista sull'orlo di una crisi di nervi
Arriva il momento nella vita di un gallerista in cui decide di affidare una mostra al collaboratore più fidato, quello con cui condivide idee e aspettative, quello che al bisogno è in grado di sostituirlo anche nella corrispondenza (senza che tra l'altro nessuno se ne accorga). Tutto sembrerebbe perfetto, ma il cielo non sempre è azzurro come si potrebbe pensare e le nuvole sono sempre pronte a fare la loro comparsa.
Allo stress di una mostra, collaboratori di vario tipo aggiungono stress, ritardi, piccole/grandi inefficienze che un povero gallerista si trova a dover affrontare, perdendo i capelli e/o facendosi venire i capelli bianchi. Eccolo buttarsi su massicce dosi di tachipirina per affrontare l'immancabile febbre pre-mostra, mettersi ai fornelli per preparare pasti con innumerevoli portate e quantità capaci di sfamare interi reggimenti, eccolo infine perdere l'attimo atteso ogni giorno come la manna dal cielo: il riposino pomeridiano. Una vita dura fatta dalle piccole insoddisfazioni di ogni giorno e dalle grandi soddisfazioni di ogni mese.
Gallerista sull'orlo di una crisi di nervi è l'omaggio a quella cosa bellissima ed entusiasmante che è l'organizzazione di una mostra, cosa bellissima, ma anche snervante e stancante. Ecco che aumenta il numero delle sigarette fumate fuori dalla porta, ecco che i chiodi e le viti si accumulano sul pavimento. Poi si inaugura, si parla, si ride e il giorno dopo si pulisce. Questa è la "tragica" routine che accompagna la vita di un gallerista. Ma non bisogna dimenticare però la bellezza di una mostra, il piacere di una chiacchierata con gli amici, l'emozionarsi sempre nuovo che ripaga da ogni affanno. I rapporti umani, e non solo professionali, con artisti, critici e curatori, sono il vero collante dell'attività e il motore che rende sempre nuova la voglia di andare avanti.
Solo un grazie a chi ci permette di poter seguire ed apprezzare il mondo dell'arte nel suo continuo movimento.
scheda tecnica/technical card


testo critico/art critic by Dario Ciferri e Stefania Palanca
ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri
traduzione di/translation by Patrizia Isidori
relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
fotografia/photography Marco Biancucci©
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco
webmaster www.siscom.it

dal 18 gennaio al 14 febbraio
from 18th january to 14th february
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.

Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70 63012
Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galmarconi@siscom.it
web www.siscom.it/marconi


giovedì 8 gennaio 2009

Dorothy Circus Gallery: amore al tempo del pop surrealismo


Il tema dell'amore, dell'erotismo, della passione, al centro delle
opere "pop surrealiste" degli artisti CONSUELO MURA, LOSTFISH,
BENJAMIN LACOMBE, KMIE CHAN

- Lei gli disse "Ti Amo", ma lui capì "Giochiamo" e corse nel
parco per trovare un nascondiglio. Lei scosse la testa, sbuffò
sorridendo e s'incamminò scalza.

Inaugurazione: venerdì 16 gennaio, ore 20.00

La mostra resterà aperta fino al 25 febbraio

(Dorothy Circus Gallery – Via Nuoro, 17 – Roma)


"Voglio un amore doloroso, lento,

che lento sia come una lenta morte,

e senza fine, voglio che più forte sia della morte

e senza mutamento"

(Gabriele D'Annunzio)

Libido narcisista

Con tanto di biglietto di ritorno.

Cosa farfugli di fusione e mistica?

Ochetta che s'impanca

L'amore è ciò che manca, è l'io che manca"

(Patrizia Valduga)

L'amore al tempo del pop surrealismo. E' quanto avviene alla Dorothy Circus Gallery che, dal 16 gennaio al 25 febbraio, apre le porte all'amore estremo, raccontato attraverso le opere degli artisti

CONSUELO MURA, LOSTFISH, BENJAMIN LACOMBE, KMIE CHAN.

Nei loro dipinti, gli amori di oggi: precari, incomprensibili, privati, spesso invisibili. Molteplici volti degli amori moderni, che hanno oltrepassato il limite delle buone maniere e del perbenismo, ribelli ma intrisi di spiritualità antica, nutriti di solitudine e di una passione che è droga della mente e dell'anima. Storie, dinamiche, giochi e loro protagonisti, al confine tra il sano e l'insano. Amanti non coniugati ma ugualmente congiunti. I sorrisi di quell'amore che trova la sua coscienza nell'erotismo dei malintesi, seguendo le tracce delle gioie come promesse dell'impossibile che prescinde dalle regole e sconfina nell'assurdo di un'intimità surreale, fatta di sesso e possesso, fusione e matrimonio dei sensi.

La mostra avrà inizio venerdì 16 gennaio, alle ore 20.00. Per i collezionisti è prevista una "preview reception" giovedì 15 gennaio, dalle ore 16.00.

Nel suo primo anno di attività, Dorothy Circus Gallery ha fatto conoscere in Italia le opere del Pop Surrealismo, illuminando i lati oscuri delle favole per adulti, riportando a galla nuove mitologie, capovolgendo e risuscitando il subconscio nostalgico.

Gli artisti in mostra

* Benjamin Lacombe è nato nel 1982 a Parigi, dove vive e lavora. Si è diplomato all'Ensad, scuola superiore nazionale di arti decorative.

* Lostfish è nata in Francia nel 1983. Nel 2007 ha iniziato la sua carriera d'illustratrice, lavorando come freelance e creando dipinti digitali con l'aiuto del computer.

* Kmye Chan è nata in Francia nel 1985. Autodidatta, fin da bambina è stata attratta dall'arte, dalla pittura e dal disegno in generale. Vive a Parigi dove si sta specializzando in biologia molecolare.

* Consuelo Mura è nata a Roma nel 1969. Unica italiana a esporre in Border Love. Di se stessa dice: "Mi interessano i particolari del corpo di donna, le gambe, i piedi, la bocca, ma anche gli oggetti che fanno da strumento di seduzione, come le scarpe...".

.....

Dorothy Circus Gallery è uno spazio romano dedicato al lowbrow e al pop surrealism, tra i più vitali ed emozionanti movimenti recenti dell'arte contemporanea. La galleria, ideata da Alexandra Mazzanti e Jonathan Pannacciò, è situata nel quartiere Pigneto nei pressi di un antico acquedotto romano, che nella sua classicità risulta la perfetta location per gli interni surreal-chic della superficie espositiva.

Dorothy Circus Gallery non è solamente una galleria d'arte, ma un punto d'incontro per appassionati e collezionisti in cerca di nuove proposte e realtà ben consolidate sul mercato dell'arte. Un vero e proprio spazio multiculturale che si propone di offrire una serie di mostre altamente selezionate e di valore istituzionale.

CONTATTI

LUOGO: DOROTHY CIRCUS GALLERY

DOVE: Via Nuoro, 17 - Roma

Tel.: +39 06 7021179

info@dorothycircusgallery.com
www.dorothycircusgallery.com


Ufficio Stampa

Rossana Tosto

Cell. +39 333 4044306

rossanatosto@gmail.com

QUANDO: dal 16 gennaio(ore 20) al 25 febbraio 2008.

ORARI: dal martedi' al sabato dalle 11 alle 20

INGRESSO: gratuito

Mostra NateriE, invito Roma sabato 10 gennaio 2009 dalle 10.00 alle 13.00



La Art & Communication presenta la mostra personale di NidEle: Nicola D'Emma e Elena Deligia dal titolo "NateriE" presso il salotto di Genti e Paesi in via Adda, 111, a Roma.

In mostra, oltre alle esposizioni di lavori individuali dei due artisti per la maggior parte incisioni con varie tecniche, verranno per la prima volta presentate al pubblico opere realizzate a quattro mani, frutto di un lavoro di coppia racchiuso sotto il nome di NidEle. Nato nel 2008 il gruppo opera alla ricerca di una forma d'arte partecipata, rivolta ai comuni fruitori dell'arte che tramite il loro interesse rendono vivo il rapporto con gli artisti. Unendo la video arte all'incisione, la performance alla fotografia, l'happening alla mail art, Nicola ed Elena lavorano nel costante obiettivo di raggiungere con lo spettatore una comunicazione non univoca.

Opera "legni e muffe" di Nicola d'Emma

Nicola D'Emma presenta un ciclo di opere grafiche dove differenti materiali della terra si fondono tra loro in un armonioso gioco di sfumature dalle calde tonalità. La mano dell'artista incide le matrici metalliche e plastiche senza tralasciare il minimo dettaglio, nella ricerca di un segno realistico ed allo stesso tempo misterioso.

Le opere di Elena Deligia sono il frutto di una lunga ricerca sul segno, che appare manifesto, o trasparente e nascosto tra le pieghe del foglio. La presenza dei materiali, utilizzati solo in fase di stampa, e mai incisi sulle matrici, conferisce all'opera un carattere volubile ed in continua trasformazione, come lo spirito dell'artista.

Opera "Doppio contatto" di Elena Deligia

Gli artisti hanno esposto in varie gallerie e musei italiani ed esteri tra i più importanti ricordiamo: Museo C.H.Andersen di Roma, Studio Morbiducci di Roma, Galleria 42 Contemporaneo di Modena, Museo Remondini di Bassano del Grappa ed Universität der Künste di Berlino.

Gli artisti saranno presenti per l'inaugurazione sabato 10 gennaio 2008 dalle ore 10.30 alle 13.00


"NateriE" dal 7 al 31 gennaio 2009

Sede mostra: Genti e Paesi

via Adda n.111 00198 Roma – tel+39 06/85301755

gentiepaesi@romeguide.it - www.gentiepaesi.it


mostra a cura di Art & Communication per informazioni:

Sveva Manfredi Zavaglia tel +39 347 8999369 - artecom.smz@libero.it

Giulietta Magni Verna tel +39 334 8834152 - artecom.gmv@libero.it

mercoledì 7 gennaio 2009

DRAG QUEEN e QUEER CULTURE: DOING/UNDOING fotografie di Lysandra Coridon e Paola Serino

Domenica 11 gennaio si inaugura la mostra "DOING/UNGOING.
Fotografie di Lysandra Coridon e Paola Serino" che presso il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma, primo appuntamento della rassegna Arti in Circolo.
La doppia personale propone un intrigante viaggio nelle pieghe della cultura queer italiana, mettendo a confronto il mondo delle drag queen romane con una affascinante galleria di ritratti di protagonisti dell'underground gay-lesbico bolognese.
Dopo il vernissage l'associazione, in occasione della Festa del tesseramento, ospita il live show della cantautrice Giulia Anania.

DOING/UNDOING

Doppia personale di Lysandra Coridon e Paola Serino

ROMA - Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli

11 gennaio - 1 febbraio 2009

Vernissage 11 gennaio a partire dalle ore 17.30

Ore 19.00 live show della cantautrice Giulia Anania

Una galleria di ritratti di creature fiere e seducenti, la cui esistenza è irriducibile alla tradizionale divisione del mondo in maschile e femminile: drag queen, performer transgender, animatori delle notti queer sono al centro di una mostra fotografica che apre i battenti nella sede del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. In occasione dell'annuale Festa del tesseramento, domenica 11 gennaio (a partire dalle 17.30) il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli presenta Arti in Circolo, un ciclo di eventi dedicati alle arti contemporanee in chiave queer a cura di Francesco Paolo Del Re e Antonio David Fiore.

L'evento espositivo che inaugura la rassegna è "Doing/Undoing", una doppia personale delle fotografe Lysandra Coridon e Paola Serino, realizzata in collaborazione con l'associazione culturale Officine Fotografiche. Allestita presso la sede dell'associazione (via Efeso 2/A) e visitabile fino al 1 febbraio, la mostra si intitola "Doing/Undoing", in omaggio al pensiero di Judith Butler, una delle principali teoriche del pensiero queer statunitense: il titolo della mostra richiama infatti l'ultima riflessione di Butler, che descrive il genere come un complesso di meccanismi di costruzione e decostruzione.

Ad accomunare i percorsi di ricerca delle due artiste è l'uso del medium fotografico, attraverso il quale raccontare due specifici scenari e due peculiari declinazioni della cultura gay: la scena queer bolognese e la ribalta delle drag queen romane.

Nata in una famiglia di fotografi, Lysandra Coridon è videomaker, attrice, performer e strip-teaser, attivista del Cassero Gay Lesbian Center di Bologna e modella della Maison du Casserau, dopo la vittoria nel 2006 del contest Miss Alternative. "La sua macchina fotografica, dalla quale non si separa mai – scrive il curatore Francesco Paolo Del Re – coglie momenti della sua vita quotidiana condotta sempre sopra le righe; estrapolati dal flusso di queerness nella quale Coridon vive immersa, i suoi ritratti appaiono agli occhi dello spettatore eccessivi, surreali, ironici e in alcuni casi perturbanti".

"Tra poesia e testimonianza – spiega Del Re – l'obiettivo della serie 'Drag queen' di Paola Serino descrive, in un suggestivo bianco e nero di densa qualità pittorica, i laboriosi backstage di un gruppo di performer, fermati dal clic negli attimi che precedono l'esibizione sul palco. L'ultimo tocco di un make up, una parrucca da sistemare, un cocktail che aspetta di essere bevuto o un colpo di ventaglio sono ipotesi di storie che assurgono a simboli di una possibile permeabilità dei generi maschile e femminile, incarnata da corpi in divenire, identità da costruire".

A partire dalle 19.30, il Circolo Mario Mieli ospita inoltre un live show di Giulia Anania (www.myspace.com/giulianania), giovane cantautrice e poetessa nata a Roma nel 1984. Le sue canzoni sono storie di adolescenza, amori indecisi, viaggi onirici e paesaggi urbani descritti con lirismo cinematografico. Con la musica popolare italiana nel cuore e l'amore per la scena indipendente americana canta con voce graffiante e intensa. Pietro D'Ottavio, giornalista di Repubblica e critico musicale, la definisce "la promessa della musica d'autore italiana".

INFORMAZIONI TECNICHE:

TITOLO: Doing/Undoing

A CURA DI: Francesco Paolo Del Re e Antonio David Fiore

ARTISTI: Lysandra Coridon e Paola Serino

SEDE: Roma, Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, via Efeso 2/A (Metro San Paolo - Linea B)

DATE: Dall'11 gennaio al 1 febbraio 2009

ORARI: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 11.00 alle 18.00; martedì e giovedì dalle 11.00 alle 14.00; sabato e domenica dalle 15.00 alle 19.00 - INGRESSO GRATUITO

VERNISSAGE: 11 gennaio, a partire dalle 17.30

INFO: tel. 06.5413985 – arte@mariomieli.org - www.mariomieli.org

UFFICIO STAMPA: Francesco Paolo Del Re - cell. 320.0823405 - mostracrocevia@gmail.com

Compagni di Banco: generazioni presenti di GIANNI PO...


Compagni di Banco: generazioni presenti
di GIANNI POLINAS

Mostra di Fotografia e Installazione

Mostra Compagni di Banco - generazioni presenti_FrontexAggius, Museo MEOC – dal 20 dicembre 2008 al 30 maggio 2009

Curatore: Giangavino Pazzola

con il contributo della Provincia Olbia-Tempio, Assessorato alla Cultura.

con il patrocinio del Comune di Aggius

In collaborazione con: Associazione Culturale Museo di Aggius e Associazione Culturale Eloheh Animamigrante di Ploaghe

nell'ambito del progetto: "Tra terra e cielo: le chiavi di Ichnos"

inaugurazione: sabato 20 dicembre ore 17.30

performance: Nerina Nieddu



I bambini - "le generazioni future", dal punto di vista degli adulti - sono in realtà qualcosa di diverso. Sono la soglia fragile e sensibile fra la lunga durata e l'immediato futuro della collettività. I loro ricordi sono freschi, il loro sguardo sul passato è un misto di rispetto e giocosità, la loro memoria è tutta tesa verso il presente e sull'incombenza di ciò che avviene. Sono generazioni presenti.
dal testo in mostra di Franciscu Sedda, semiologo Università di Roma - Tor Vergata, vicepresidente AISS




Una vecchia lavagna davanti alla quale tanti bambini hanno tremato, scritto e disegnato, può evocare tanti ricordi.
Inserirne una al Museo MEOC, non come reperto, ma come invito per quanti vorranno sporcarsi le mani con gessi e cimosa, è l'ultimo anello di un' immaginaria catena.

Al MEOC sono custoditi ed esposti oggetti che testimoniano la vita e gli antichi mestieri degli abitanti di Aggius, tra cui pregevoli telai.
É cosa inusuale che questi ultimi, seppur " pezzi da museo", non abbiano mai smesso di produrre grazie alla laboriosità delle donne del paese che, con i loro gesti quotidiani, alimentano le tradizioni, come fossero anelli di una catena partita da un tempo lontano.

Seguendo questa ipotesi, ho ritratto gli scolari della scuola elementare, due alla volta, nel gesto di ascoltare e parlare con il proprio compagno/a di banco, riportando la confidenza così come veniva trasmessa da un bambino all'altro, scatto dopo scatto.
Le immagini, realizzate sullo sfondo di una vecchia lavagna, stampate su supporti rigidi, sono state inserite sempre al Museo MEOC, tra pezzi antichi e vecchie foto: una catena fragile, come le storie e le tradizioni tramandate oralmente da una generazione all'altra, della quale i bambini, simbolicamente, rappresentano gli ultimi anelli di congiunzione.
Gianni Polinas




InfoMostra
Giangavino Pazzola > email giangapazzola@gmail.com - cell. (+39) 3495722389
Gianni Polinas > www.gpolinas.com email polinas@tiscali.it - cell. (+39) 3478818065




Museo MEOC
via Monti di Lizu 6 – Aggius - Sardegna - Italy
Orari mostra: 10/13- 15.30/19 - chiuso Lu - Tel. (+39)079621029
ingresso: gratuito mostra, museo biglietto
Presidente associazione: Maria Teresa Mura


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Postato da animamigrante su Nuovo CorrieredelWeb

SEURAT SIGNAC e i neoimpressionisti


Georges Seurat, Paul Signac
e i neoimpressionisti
Milano - Palazzo Reale - 10 ottobre > 25 gennaio 2009
a cura di Marina Ferretti Bocquillon
per chi vuole saperne di più > ULTIME CONFERENZE GRATUITE > non è necessario il biglietto di ingresso alla mostra
"DAI PENNELLI AI PIXEL" > il giovedì a Palazzo Reale
si sta per concludere l'interessante ciclo di conferenze di approfondimento, a cura di Stefano Salis, che hanno raccontato la tecnica, lo stile e la poetica neoimpressionista di Seurat e Signac, passando attraverso la storia della pittura, della fotografia, della letteratura. Ancora due appuntamenti per capire meglio i meccanismi della percezione visiva, fino ad arrivare alle opere di videoarte dei nostri giorni fatte con i pixel, e per ascoltare la musica dei neoimpressionisti, in un confronto suggestivo tra suoni e immagini.

SAVE THE DATE >
GIOVEDÌ 8 GENNAIO > PALAZZO REALE > SALA CONFERENZE > ORE 18

CHIARA SOMAJNI
"Il puntinismo digitale. Come fare un'opera
d'arte con i pixel"
Con un salto nella nostra realtà contemporanea, la giornalista ed esperta di web-art Chiara Somajni racconterà come i pixel, i piccoli punti che vediamo nei nostri schermi del pc, sono entrati nella vita quotidiana e nell'arte del nostro tempo.

SAVE THE DATE >
GIOVEDÌ 15 GENNAIO > PALAZZO REALE > SALA CONFERENZE > ORE 18
QUIRINO PRINCIPE
"Il suono giallo"... E il suono azzurro? E il suono rosso? Tra tonalità e sfumatura, la musica ai tempi dei neoimpressionisti"
In compagnia di Quirino Principe, illustre musicologo, ascolteremo infine da vicino le stesse musiche che sentivano i pittori neoimpressionisti e capiremo come ne furono influenzati e, viceversa, le influenzarono.
Le conferenze sono tenute da specialisti in diversi ambiti culturali che affrontano gli argomenti della mostra – soprattutto il colore e la sua percezione, la vicenda biografica e il contesto nel quale operarono i neoimpressionisti – dal loro punto di osservazione, in modo da completare il quadro degli argomenti nel modo più esaustivo e stimolante possibile soprattutto per un pubblico non specializzato.
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Informazioni e prevendita biglietti mostra
T 02 54919

Prenotazioni gruppi e scuole – visite guidate
Ad Artem, Milano T 02 6597728
Comune di Milano – Settore Servizi per Minori e Giovani
Sezione Didattica Palazzo Reale T 02860649 F 02877415
Orari
Tutti i giorni 9.30 - 19.30
lunedì 14.30 - 19.30
giovedì 9.30 - 22.30
La biglietteria chiude un'ora prima

Biglietti
Intero € 9,00
Ridotto € 7,00
Ridotto gruppi € 7,00
Ridotto scuole € 4,50


venerdì 2 gennaio 2009

MAO: Museo Arte Orientale di Torino

Per gli appassionati d'arte italiani è il momento di festeggiare la nascita di un nuovo museo, il Mao, Museo d'Arte Orientale di Torino. Comune di Torino, in collaborazione con la Regione Piemonte e la Fondazione San Paolo, ha aggiunto questa nuova sede museale che potrà vantare un percorso tra 1500 opere provenienti da India, Giappone, Cina, Paesi Arabi e ingenerale da tutta l'Asia.

Il museo vuole ampliare la conoscenza di un mondo così poco noto come quello orientale favorendo contemporaneamente il processo di integrazione: il museo stesso è posto all'interno di Palazzo Mazzonis, nella zona del quadrilatero romano, zona di Torino ormai del tutto multietnica. La direzione del museo sarà di Franco Ricca, sono state raccolte molte opere di storiche collezioni torinesi unite ad acquisti mirati e di grande valore.


www.maotorino.it

Per maggiori info:

http://magazine.voiaganto.it/articolo/mao-museo-arte-orientale-torino/2540/



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Postato da Redazione del
CorrieredelWeb.it su IL COMUNICATO STAMPA
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