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domenica 19 febbraio 2017

SCHOOL01 SIAMO APERTI: accendiamo Monteverde

Sabato 25 febbraio 2017 ore 10.00-14.00
Scuola Media F. De André, via Fabiola 15, Roma

Secondo appuntamento con la scuolamuseo di Monteverde in via Fabiola a Roma: dopo l’apertura straordinaria del 21 gennaio si replica il 25 febbraio ore 10.00-14.00. Fino a maggio 2017, infatti, ogni ultimo sabato del mese tutti gli appassionati di arte e didattica, ma anche semplici curiosi, potranno veder dal vivo il progetto sperimentale School01, il cui scopo è di creare un vero e proprio centro di arte contemporanea tra le mura della De Andrè. Accompagnati tra le aule e i corridoi del labirintico plesso dagli stessi alunni, guide museali per un giorno, i visitatori avranno accesso alle oltre sedici opere realizzate dal 2014 a oggi.

Diverse le novità rispetto al precedente incontro: altri due lavori terminati, il WALL15 Black stars, in sinergia tra le quinte elementari e le terze medie, “lavagna nera” costellata di piccoli oggetti e connessioni delebili; e il WALL16 All Colors, con cui interagire attraverso il tatto, cancellazione/restauro di un intervento preesistente grazie alla sovrapposizione di bustine trasparenti riempite di liquido colorato. Due nuove opere in lavorazione: l’ingresso alla biblioteca, progettata anche quest’ultima dai ragazzi coordinati da un genitore/architetto; il WALL17 Sconfiniamo, enorme mappa in cui ipotizzare un mondo diverso: per cambiare le sorti del pianeta si passa dalla modifica dei suoi connotati, dalla disposizione delle Nazioni.
Non finisce qui: come tutti i musei che si rispettino, alla collezione permanente si aggiunge la mostra temporanea. Ospite del primo confronto Stefano Bolcato, con un’opera della serie People dedicata ai capolavori della storia dell’arte. Bolcato, che da anni realizza dipinti in cui sostituisce personaggi e ambientazioni con il loro corrispettivo in versione Lego, sarà presente durante l’intera visita per raccontare il suo percorso, il suo approccio, mettendo a disposizione video e materiale documentario.
Le mostre temporanee, chiamate Confronti, sono dedicate soprattutto ai più piccoli, facendoli entrare nel vivo della produzione finalizzata all’esposizione in gallerie e spazi istituzionali, aggiungendo ulteriori tasselli alla formazione continua sui diversi aspetti che ruotano attorno alla gestione di un evento.
In ultimo, sarà possibile monitorare la disposizione dei quaranta poster a tematica sociale, ognuno un pezzo unico, pensati assieme alle Scuole Medie e Elementari Franceschi, Oberdan e Cesana, e affissi per il quartiere e per Trastevere proprio in quei giorni.

La scuolamuseo di Monteverde è frutto del lavoro costante di Andrea Biavati, che con School01 (nato nel 2012) ha realizzato un laboratorio permanente tra le mura dell’Istituto con la finalità di diffondere un concetto di creatività sperimentale coinvolgendo gli studenti sia nella ideazione che nella esecuzione delle opere, per creare, appunto, un vero e proprio museo. L’iniziativa, che nel tempo ha raddoppiato la propria presenza su territorio italiano (con School02 Potenza), ha suscitato l’attenzione anche del Politecnico di Milano, ospitando i ragazzi della De Andrè nel forum Convergenze |3 [rigenerazione urbana e territoriale | fragilità | risorse locali]. School01 è un progetto di arte sociale che combatte la dispersione scolastica, totalmente autofinanziato; per questo l’ingresso prevede una donazione di 5 euro, per raccogliere fondi da destinare all’acquisto dei materiali per le iniziative in cantiere.
Ciascuna visita dura circa un’ora. Sono tre in totale e scaglionate secondo la seguente “tabella di marcia”: la prima inizia alle 10:30 (per terminare alle 11:30); la seconda alle 11:30 e la terza alle 12:30. I biglietti, pensati dai ragazzi e diversi l’uno dall’altro, sono concepiti come piccoli oggetti da collezione per ricompensare i visitatori della loro generosità, che così avranno accesso non solo ai murales permanenti alcuni esempi: Wall02 Processo Elementare, Wall13 Carta Velina, Wall05 INKiesta Macchia o Segno, Wall09 De Andrè, Wall10 Paper 6×3, Wall11 Chewing gum, fino al Wall12 Informativo – ma anche alle installazioni temporanee sorte spontaneamente con pile di libri, ai Brainphone e alle maschere del corso di ceramica.


Info
School01 Siamo Aperti: accendiamo Monteverde
Mostra temporanea: People di Stefano Bolcato

Sabato 25 febbraio 2017 ore 10.00-14.00 su prenotazione
Per prenotare: schoolzerouno@gmail.com
Ingresso con donazione di 5 € - minori gratis

Orari visite guidate:
1) inizio tour 10:30 > fine tour 11:30
2) inizio tour 11:30 > fine tour 12:30
3) inizio tour 12:30 > fine tour 13:30
Si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’inizio visita

Scuola Media F. De André
via Fabiola 15, Roma

Contatti: schoolzerouno@gmail.com 338.9572088

In collaborazione con Takeawaygallery


venerdì 17 febbraio 2017

Ultimo non saluto



Opera cartolina di Pino Boresta

























Sguardi si incontrano 

Jannis Kounellis è morto. Era l'ultimo artista ancora in vita di questa mia opera cartolina qui sopra dove sono raffigurati 3 grandi artisti. Quando ci si incontrava, e non capitava di rado, non ci salutavamo. Potrei dire: "del resto nessuno ci ha mai presentato" ed invece ora che ci penso bene è successo più volte, l'ultimo forse è stato H.H.Lim in una galleria vicino il Teatro dell'Opera di Roma. Fatto sta che comunque non ci salutavamo, io non lo facevo perché pensavo: "figurati se Jannis Kounellis abbia la ben che minima idea di chi sia io, o si ricordi di me in qualche modo". Mentre a lui se gli capitava di guardarmi direttamente negli occhi probabilmente (e giustamente) aspettava che lo facessi prima io, tanto si sa che quelli famosi salutano tutti pure se non sanno e non ricordano chi siano.


Pino Boresta, Omaggio H.H. Lim

























Insomma, caro Jannis, ricordo che quando capitava di incrociarsi ci si guardava e ci si annusava un po' come si fa tra artisti curiosi. Io ti guardavo perché conoscendo un po' della tua storia artistica ero attratto dal tuo personaggio, e poi si sa che le celebrità attirano la curiosità di tutti, tu, forse, mi guardavi perché incuriosito da quest'ometto con quel capello fuori moda sulla sua testa che ti guardava fisso, o almeno salvo altre rivelazioni, così credo che fosse. 


Pino Boresta


























Oggi caro Kounellis sarei voluto venire a trovarti per quel nostro ultimo non saluto, questa volta più che giustificabile da parte tua e non più giustificabile in nessun modo da parte mia, ma avrei così intorbidito quei miei preziosi ricordi di quando lo sguardo nostro s'incontrava. È questo il ricordo che voglio tenere più vivo nella mia mente in ossequio al tuo valore e nel rispetto della tua grandezza, ma anche perché quel ricordo così vigente nella mia memoria mi aiuterà a trovare la forza (rubandotene un po' dalla tanta che tu avevi) giusta di cui necessito più che mai oggi, e che tu tante volte sei riuscito a trovare nel corso della tua vita.
Ciao Jan 

pino boresta

mercoledì 15 febbraio 2017

Art Capital al Grand Palais di Parigi: due parmigiane in mostra



Giovanna Tomasi e Welleda Tomasi Cantù espongono ad Art Capital fino al 19 febbraio al Grand Palais di Parigi

La madrina del magmatismo Giovanna Tomasi continua a vivere attraverso le sue opere grazie alla madre Welleda Tomasi Cantù

L'artista Giovanna Tomasi, madrina del Magmatismo

Parigi, 15 febbraio 2017 - Apre oggi a Parigi Art Capital, la prima e più importante mostra d’arte a livello internazionale che si tiene ogni anno nella capitale francese, un evento unificante a cui partecipano artisti provenienti da tutto il mondo e rappresentanti le diverse tendenze artistiche emergenti e che dal 2006 viene allestita nella dimora storica del Grand Palais

Tra le rappresentanti italiane che espongono alla mostra, le artiste parmigiane Giovanna Tomasi e Welleda Tomasi Cantù. 

Giovanna Tomasi, madrina della corrente artistica denominata "Magmatismo" e prematuramente scomparsa qualche anno fa, continua a vivere attraverso le sue opere, che grazie alla madre vengono esposte in importanti kermesse artistiche in Italia e all'Estero.

Art Capital, che fino a domenica 19 febbraio sarà allestita in uno dei più bei palazzi storici di Parigi, è un evento dinamico e multiforme, come l’arte di Giovanna Tomasi, che ha saputo precorrere i tempi e le modalità di espressione artistica contemporanea.

Pittori, scultori, incisori, fotografi, architetti, artisti e talenti in genere, si incontrano ogni anno a Parigi dal 1884, anno di fondazione della Società degli Artisti Indipendenti, che da allora organizza il salone.

L'opera magmata di Giovanna Tomasi esposta ad Art Capital 2017

Giovanna Tomasi, commemorata pochi mesi fa nella Chiesa degli Artisti di Roma a quattro anni dalla prematura scomparsa, espone un’opera circolare, magmata con i colori oro e argento, rappresentante la nascita o meglio la continua rinascita e l’eternità dello spirito che ci accompagna nella vita terrena e ultraterrena.

L’artista parmigiana, a pieno titolo, può essere considerata la fautrice della nuova corrente artistica denominata Magmatismo”, che consiste nel “magmare” appunto gli oggetti del vivere quotidiano, i momenti della vita, fissandoli con l'oro, l'argento e il rame.

Quel “ferma l’attimo” o “carpe diem” che permette di cogliere e immortalare un istante, una sensazione, un vissuto, per renderlo eterno e fruibile nel tempo.

Tante le sue partecipazioni ad importanti eventi artistici parigini: oltre a varie edizioni di Art Capital e del Salon du Patrimoine Culturel che si tiene al Carousel du Louvre, anche esposizioni a Montecarlo, Firenze e Roma, diventata la sua residenza principale negli ultimi anni.

In realtà, Giovanna Tomasi è sempre stata cittadina del mondo, spesso in viaggio tra la Capitale, Parma - sua città natale - e la tanto amata Isola d’Elba, dove trascorreva le vacanze estive e creava le sue opere più significative, come la “Venere degli Abissi”.

L'artista Giovanna Tomasi con la sua opera "Venere degli Abissi"

Giovanna è figlia d’arte, cresciuta in un ambiente stimolante e ricco di ispirazioni artistiche.

La madre, Welleda Tomasi Cantù, sensibile pittrice di origine parmigiana, ma proiettata da sempre in una dimensione metafisica, propone nei suoi quadri, olio su tela, soprattutto natura e soggetti floreali, in particolare dipinge girasoli, a cui è particolarmente legata.

Il fiore diventa qui simbolo e persona, quasi a voler trasporre su tela emozioni fatte di luce, brezza, colori intensi e percezioni olfattive, cariche di pathos e ricordi.

Welleda Tomasi Cantù, pittrice e madre di Giovanna Tomasi

L'opera in esposizione al Grand Palais di Welleda Tomasi Cantù

Per la partecipazione ad Art Capital Welleda Tomasi Cantù ha preparato un quadro che rappresenta lei e la figlia Giovanna, salita in cielo, ma presente e viva come l’aria che respira. 

Un legame forte che continua a vivere attraverso le loro opere e rappresenta concretamente l’amore eterno tra madre e figlia.

Francesca Caggiati

giovedì 9 febbraio 2017

12/02: il Teatro San Teodoro di Cantù inaugura la mostra della designer Carlotta Modica Amore

Teatro comunale San Teodoro di Cantù e Associazione A.C.G. di Mariano Comense presentano:

CARLOTTA MODICA AMORE   
DESIGNING AFRICA

a cura di Elisa Fusi


Inaugurazione domenica 12 febbraio 2017, ore 19.00


In mostra fino al 10 marzo 2017

Il Teatro comunale San Teodoro di Cantù è lieto di presentare DESIGNING AFRICA, mostra personale della giovane designer e artista Carlotta Modica Amore (Mariano Comense, 1991), a cura di Elisa Fusi, ospitata dal 12 febbraio al 12 marzo 2017.

Tale esposizione nasce dalla collaborazione tra due realtà del territorio comasco: il teatro San Teodoro di Cantù, dal 2014 luogo di ricerca ed esposizione, e l'associazione A.c.g. – Azione Coinvolgimento Giovani di Mariano Comense (Co), attiva dal 2013 sul fronte della promozione dei giovani artisti con la fiera Arte in Villa e dal 2016 con l'assegnazione del Premio Arte in Villa all'artista più meritevole. 

Vinto per l'edizione 2016 da Carlotta Modica Amore, i due enti promuovono insieme la conoscenza più approfondita del lavoro dell'artista grazie a questa esposizione ospitata negli spazi del teatro canturino.

In mostra una selezione di sei installazioni di design pensate e realizzate dall'artista: tre lampade da terra che raffigurano figure totemiche africane, due arazzi di tessuto e vetro e Woodoo Mask, una singolare maschera tribale realizzata trasformando la tradizionale destinazione d'uso di uno sgabello in plastica in un supporto artistico, decorato con corde e piume.

Quello di Carlotta Modica Amore è un design che non si limita a creare solamente degli oggetti d'arte ma si identifica con un'attitudine, un modo singolare di approcciare la creazione e il progetto. L'artista costruisce infatti un'estetica, una narrazione che in questa mostra pone le basi nell'intreccio di differenti passioni: la storia e l'evoluzione del design, il tema del viaggio, la cultura africana, l'antropologia, il tema del riuso.

Designing Africa è, infatti, un approccio antropologico alla cultura artistica, decorativa e iconografica africana, che non si limita alla riproposizione di uno stilema ma rielabora e filtra le influenze ricercate e ricevute. 

Un lavoro che gioca sulla linea di confine tra arte e design senza mai pienamente corrispondere a una delle due discipline ma prendendo dalla prima uno spirito eversivo e critico e dalla seconda la possibile funzionalità dell'oggetto (vedi le lampade).

Così le opere esposte si caratterizzano per una lavorazione artigianale che diviene gioco e sfida con i materiali più disparati, dalla lana al cotone, dal vetro alla corda da arrampicata, offrendo invece alla vista una vocazione tattile che alterna parti ruvide ad altre più morbide, e una colorata e vibrante presenza totemica.

Al recupero dell'artigianalità si associa anche il recupero degli scarti e il riuso di materiali non convenzionali. Woodoo Mask, come si diceva sopra, nasce dal rovesciamento fisico (ma anche concettuale) di uno sgabello per bambini che, impreziosito nel trattamento e alleggerito nelle forme, si trasforma in una grande maschera i cui occhi e bocca nascono da una trama colorata che si avvolge intorno alle gambe della seduta.

 
Note biografiche

Carlotta Modica Amore è nata nel 1991 a Mariano Comense (CO), vive e lavora a Milano.
Ha vinto nel 2016 il premio Arteinvilla dedicato ai giovani artisti e organizzato dall'associazione A.c.g. – Azione Coinvolgimento Giovani presso la Villa Sormani di Mariano Comense). Come designer ha collaborato e collabora tuttora con diversi studi creativi di Milano. Questa è la sua prima mostra personale.

Associazione A.C.G. – Azione Coinvolgimento Giovani
Nasce nel 2012 a Mariano Comense (Co) dall'incontro di un gruppo di ragazzi con background, passioni e interessi differenti allo scopo di generare tra i giovani consapevolezza su tematiche altrettanto varie - attualità, cultura, politica - attraverso iniziative, manifestazioni, raccolte fondi a sfondo sociale e collaborazioni con altre realtà operanti sul territorio di riferimento. Da cinque anni organizza la fiera Arte in Villa presso la storica Villa Sormani di Mariano Comense, occasione di promozione della giovane arte che dal 2016 ha introdotto anche il premo per l'artista più meritevole.


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Carlotta Modica Amore DESIGNING AFRICA
a cura di Elisa Fusi
Inaugurazione: domenica 12 febbraio 2017, ore 19
In mostra fino al 10 marzo 2017
Teatro Comunale San Teodoro, via Corbetta 7, Cantù (CO)
Ingresso libero
La mostra è visitabile negli orari di apertura del teatro, in presenza di spettacoli teatrali e durante gli aperitivi della domenica.
www.teatrosanteodoro.it |  mostre@teatrosanteodoro.it | Tel. 347 8086566

sabato 4 febbraio 2017

Mostra "PROVOCAZIONI E CORRISPONDENZE. Franco Mello tra arti e design" presso la Fondazione Plart

PROVOCAZIONI E CORRISPONDENZE
Franco Mello tra arti e design

a cura di Giovanna Cassese

Fondazione Plart - Napoli

9 marzo – 3 giugno 2017



La Fondazione Plart di Napoli è lieta di annunciare PROVOCAZIONI E CORRISPONDENZE 

Franco Mello tra arti e design a cura di Giovanna Casseserealizzata nel contesto di PROGETTO XXI (ed. 2017)in collaborazione con la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee

Questa grande e attesa esposizione è dedicata alle punte d'eccellenza della produzione di Franco Mello, autore d'icone del design contemporaneo – come l'appendiabiti Cactus, progettato nel 1972 insieme aGuido Drocco per l'azienda Gufram – ma, soprattutto, simbolo vivente di designer che ha creduto da subito nel dialogo tra le arti, così come la Fondazione Plartche lo ospita.

L'esposizione inaugurerà il 9 marzo 2017 e abiterà i magnifici spazi della Fondazione Plart nella città di Napoli fino al 3 giugno 2017, con la straordinaria partecipazione del designer durante il vernissage ma anche in occasione del workshop sulla conservazione e il restauro del design, previsto per il 4 aprile 2017

Quella di Mello è una produzione varia e articolata, che spazia dal design alla fotografia, dalla graficaall'editoria, e che lo vede ricoprire i ruoli e le funzioni di di artista, docente, creatore di gioielli e ideatore d'installazioni multimateriche.

La sua attività ha avuto inizio negli anni Settanta, sullo scenario di una Torino all'avanguardia – quella di Germano Celant e dell'Arte Povera – e in dialogo con critici e artisti avanguardisti del nostro paese, di cui ha fatto grande tesoro. D'allora, è al centro di rilevanti rapporti con l'industria italiana, mostrando una mente fertile e una profonda cultura del contemporaneo, capace di tradurre straordinariamente con ironia e leggerezza le grandi possibilità dei materiali plastici

In mostra, armoniosamente allestiti su un supporto espositivo progettato da Felix Policastro, saranno esposti i famosi oggetti-scultura in poliuretano espanso prodotti per Gufram e Dog Design: tra questi, la Seduta Incastro, il Tavolo Erba, il Cactus, presentato in tutte le sue riedizioni prodotte dall'azienda piemontese, fino allo Psychedelic Cactusdel 2016 ad opera dello stilista Paul Smith, le sedute SuburbiaMun e Mun Bis.

Un'altra sezione sarà dedicata all'attività di Franco Mellocome grafico, con l'esposizione di libri d'artistacataloghi e riviste d'arte come i tre numeri della rivista Materiali per l'Arte e i libri curati con Giorgio Maffei e pubblicati dalla Galleria Persano di Torino: Sei Illustrazioni per gli scritti sull'arte antica di Johann J.Winckelmann di Giulio PaoliniL'arte è una scienza esatta di Claudio Parmiggiani e Pantomima di Marco Gastini, tre libri del 1977, di grande formato e distraordinaria qualità di stampa.

In mostra saranno esposti i gioielli di Michelangelo PistolettoEmilio Isgrò, Mimmo Paladino, Marco Gastini, Matteo Bonafede, Aldo Spinelli: una selezione tratta della collezione Sfioro ideata nel 2013 dallo stesso Franco Mello con Mauro Bonafede e Susanna Besio Tosco, in cui ogni artista coinvolto è stato invitato a progettare un gioiello poi realizzato in tiratura limitata con tecniche orafe artigianali quasi dimenticate.

Due video inediti e un'ampia selezione di foto realizzate dall'artista in piccolo e grande formato sono parte del percorso espositivo e scandiranno le voci di una produzione che spazia a tutto campo dall'arte, al design della comunicazione, al product design… perché, come scrive Flaviano CelaschiFranco Mello è un prodotto bellico… che ha avuto la fortuna di vivere i migliori anni degli ultimi secoli… Lo ha fatto senza mai decidere che mestiere fare, senza mai vivere di lavoro, portandosi continuamente da un progetto all'altro in un'ansia di irrequietudine intrisa di pensiero riflessivo, senza mai chiedersi se fosse arte, design, editoria, grafica, televisione, allestimento, architettura, o altro.

La mostra sarà accompagnata dalla pubblicazione di un corposo volume sull'attività di Franco Mello edito da Gangemi Editori. 

Il catalogo conterrà nella prima parte interventi di Giovanna Cassese che attraverserà in un saggio tutta la poliedrica attività di Franco Mello, Cecilia Cecchini e Alba Cappellieri che inquadreranno aspetti specifici della mostra come quello delle plastiche e dei gioielli, e quello di Claudio Germak che inquadrerà la produzione di Mello nell'ambito del design e dell'industria in Piemonte. 

Il catalogo, nella seconda parte, presenterà, grazie al lavoro di raccolta dello stesso Mello, documenti preziosi su tutta la sua complessa  produzione, dalle origini ad oggi, con l'inserimento di alcuni testi critici significativi raccolti nel tempo:  da Francesco Poli a Edoardo Sanguineti, da Paolo  Fossati a Mirella Bandini e  Francesco De Bartolomeis. Così si fa il punto su Mello fotografo, designer, grafico, editore, ideatore di giochi per bambini, creatore di allestimenti e packaging.

Il 4 aprile 2017, nell'ambito della mostra si terrà un workshop sulla conservazione e il restauro del design, a cura di Giovanna Cassese e del Dipartimento di Restauro del Plart

L'evento riprende il tema del convegno Il futuro del contemporaneo Conservazione e Restauro del Designprimo convegno internazionale sul tema tenutosi alla Fondazione Plart nel 2015, nell'ambito del Festival Internazionale di Design. 

Il workshop introdurrà i partecipanti alle problematiche di conservazione del design focalizzando l'attenzione sull'attività di Franco Mello, per comprendere l'intenzionalità delle sue opere, affrontando, nello specifico, i temi dei materiali e della tecnica, della permanenza e della sostenibilità.



INFORMAZIONI UTILI

TITOLO DELLA MOSTRA: 
Provocazioni e corrispondenze. Franco Mello tra arti e design

OPERE DI Franco Mello

PROMOSSO DA: 
Fondazione Plart in collaborazione con la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee

A CURA DIGiovanna Cassese

SEDE ESPOSITIVA: Fondazione Plart, via Giuseppe Martucci 48, Napoli, Italia

TEL E INFO: 081-19565703info@plart.it

COSTI INGRESSO: Biglietto d'ingresso alla collezione storica e alla sezione multimediale per visitatori singoli: € 8,00
Per riduzioni e ulteriori informazioni consultare il sito www.fondazioneplart.it

INAUGURAZIONE: 9 marzo

DATE DI APERTURA: 9 marzo – 3 giugno 2017

ORARI DI APERTURA: da martedì a venerdì ore 10.00 - 13.00 / ore 15.00 - 18.00
Sabato ore 10.00 - 13.00

DATA DEL WORKSHOP: 4 aprile 2017

PATROCINIO: Regione Campania, Comune di Napoli 

SPONSOR: Aet - Costantinopoli 104

CATALOGO: Gangemi Editore



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